Ass.Georgofili: “Provenzano godrà di benefici per legge? E i nostri figli?” da: antimafia duemila

5 luglio 2014

Il 3 Ottobre p.v. verrà ancora una volta valutata la situazione carceraria di Bernardo Provenzano su ordine del Tribunale di Sorveglianza.
La decisione è stata presa in base ad un certificato medico redatto dal responsabile della Medicina dell’Ospedale San Paolo, dove Provenzano è ricoverato nel reparto detenuti.
Sono quindi in atto tutti quei maneggi, sia pure legali, per tentare ancora una volta di abolire non solo il 41 bis, ma anche l’ergastolo ostativo a Provenzano, capo di “cosa nostra”. Il quale, peraltro, si è già vista ridotta la pena detentiva a soli 49 anni e un mese di reclusione. Perciò, se arrivasse a campare così a lungo, a termini di legge potrebbe uscire dal carcere già nel prossimo futuro.
Non vogliamo entrare nel merito della legislazione. Abbiamo già sollecitato in più occasioni cambiamenti radicali per far si che un mafioso dello spessore di Bernardo Provenzano, che non si è mai pentito, per quello che ci riguarda in carcere deve morire.
Entriamo però nel merito di quella che, ancora una volta, intravediamo essere quel proseguo di trattativa fra Stato e mafia, proprio a suon di annullamenti di 41 bis, annullamenti di carcere ostativo e valutazioni di dissociazione, messa in atto alla fine del 1992 pochi mesi prima che i nostri figli poco più che ventenni fossero tutti macellati in via dei Georgofili a Firenze per salvare dalla galera ladri, corrotti, uomini delle istituzioni, collusi con la mafia e ministri di questa Repubblica allora nel mirino di “cosa nostra”, definiti dall’organizzazione criminale “traditori”.
Inoltre, denunciamo che a nostro avviso tutto sta avvenendo in un clima di larghe intese politiche che denotano quanto le stragi del 1993 siano state trasversali a tutto l’arco costituzionale.
La nostra posizione è questa: se Bernardo Provenzano godrà per legge di ciò che possono essere definiti come “favoritismi” per farlo tornare fra le mura domestiche, noi schiereremo i nostri invalidi, i nostri figli che per colpa dell’assassino Provenzano hanno contratto malattie autoimmuni. Malattie non riconosciute nel modo giusto, sebbene considerate tali da medici e magistrati. Malattie non riconosciute e perciò molte non risarcite né tantomeno pensionabili SUBITO come vorrebbe la Legge 206 del 2004.

Giovanna maggiani Chelli
Presidente
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili

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