Call Center, domani a Roma la manifestazione dei lavoratori del settore Fonte: adnkronos/labitalia | Autore: redazione

Sono attesi in migliaia, a Roma, gli operatori di call center che domani incroceranno le braccia per chiedere il rilancio del settore, dove lavorano circa 80.000 addetti. Ad indire lo sciopero e la manifestazione nazionale (che interessa il mondo outsourcing delle telecomunicazioni e che partirà alle 9,30 da piazza della Repubblica per arrivare alle 12,30 circa a piazza Santi Apostoli) sono stati i sindacati di settore Slc-Cgil Fistel-Cisl e Uilcom-Uil. I lavoratori chiedono il miglioramento delle condizioni di lavoro.
Il settore è reduce da una lunga stagione di crisi e vertenze e per questo il sindacato chiede un cambio dipasso. “Chiediamo – sottolinea Azzola, sindacalista della Slc Cgil- di consolidare il settore garantendo alle aziende ‘serie’ che lavorano in regola di poter competere sulla qualità, sull’efficienza e sull’innovazione. E di poter vincere le gare di appalto”.
Per far questo, secondo i sindacati, occorre allineare l’Italia a quanto già fatto dagli altri Paesi europei che hanno recepito puntualmente i contenuti della direttiva 2001/23/CE a tutela dei lavoratori, con il fine anche di non delocalizzare le attività nei paesi extra Ue e nel rispetto delle regole per le gare e le trattative commerciali con la logica ‘perversa’ del massimo ribasso e contenimento del costo del lavoro.
Il ‘dumping’ con le società estere è molto forte, spiega Azzola: “Occorre tenere presente che all’estero ci sono colossi da 100-200.000 persone che gestiscono società che si occupano sia di outbound che di inbound. E che hanno tarato le loro strategie aziendali sull’efficienza e sull’economia di scala. In Italia, invece, abbiamo 2.270 aziende: di queste solo 10 sono medio-grandi. Le altre sono realtà piccole se non polverizzate”. Per questo, dice Azzola, “molti imprenditori del settore in una qualche maniera hanno appoggiato questa protesta: perché noi vogliamo garantire anche alle nostre aziende la sopravvivenza”.
“In Campania – ricorda la Uil – ci sono sedi strategiche di importanti aziende del settore come Almaviva Contact, Visiant, Assist, ComData e Gepin Contact, che negli anni passati hanno beneficiato prima della circolare Damiano, stabilizzando migliaia di lavoratori a progetto, e poi del Piano lavoro dell’assessore Nappi. Pensare che questi lavoratori possano, dall’oggi al domani, ritrovarsi senza lavoro è una prospettiva che ci spaventa come sindacato e che tutti, istituzioni e parti sociali, dobbiamo scongiurare con ogni mezzo”.
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