ANSA/ In Germania propaganda nazista è donna, tra asili e web

ANSA/ In Germania propaganda nazista è donna, tra asili e web

Intervista a esperta, inquietante ingresso partiti nazi a Pe

(di Rosanna Pugliese).
Non si lasciano individuare subito come naziste. ”Prima cercano il contatto con le altre mamme, pongono le basi per un rapporto di fiducia, invitano al parco-giochi i compagni dei figli, si fanno eleggere nei comitati dei genitori dell’asilo. E progressivamente iniziano a diffondere le loro idee razziste”. Spesso sottovalutate, le donne hanno un peso crescente nella scena neonazi in Germania, e cercano di ritagliarsi uno spazio anche nella società del 21/o secolo. Ruoli e strategie sono poco noti all’opinione pubblica, come spiega all’ANSA Heike Radvan, studiosa del fenomeno di genere nella destra estrema.
E alla luce delle sue competenze, la Radvan commenta anche le recenti elezioni europee: inquietante non è solo l’ingresso del NPD a Strasburgo, “un partito chiaramente neonazista, che ha dentro antisemitismo, xenofobia, sessismo”, ma anche la presenza dei deputati di Alternative fuer Deutschland. I professori antieuro “in modo meno esplicito” dei neonazisti hanno comunque idee ostili agli stranieri e in qualche modo contigue alle tesi razziste degli estremisti: “Il razzismo è là, ma nascosto da una semantica diversa, poggiato su una maggiore complessità dell’argomentazione”.
La Radvan osserva il rafforzamento del ruolo femminile: ”Dal 1989 sono proliferati i movimenti guidati da donne. E si può dire che un terzo degli appartenenti a questi gruppi sia rappresentato proprio da donne”. Una presenza che rivendica funzioni sempre più decisive: ”Sono pensatrici, elaborano teorie, scrivono testi, diffondono le tesi razziste sul web, concorrono e litigano con i camerati uomini per affermarsi alle comunali ed affermarsi in politica in prima linea. A loro modo si intendono come femministe”. Delicato è poi il compito che svolgono come ”madri”, insinuandosi nelle istituzioni educative, e nelle scuole, per fare proselitismo. ”In alcune regioni, come la Sassonia e il Meclemburgo-Pomerania vi sono i cosiddetti insediamenti nazisti: ci si deve immaginare dei piccoli centri in cui vivono 10-20 famiglie naziste, che cercano di mandare nelle stesse scuole i loro figli, o addirittura di fondare i loro asili, per controllare l’educazione rifiutando l’idea che i bambini possano essere educati alla democrazia e all’uguaglianza”. Il neonazismo ha fra le sue tesi centrali, ancora oggi, l’antisemitismo: ”Cercano di fare propaganda contro Israele e contro gli ebrei. Fanno revisionismo, negano l’Olocausto, sebbene questo in Germania sia punito. Devono quindi stare attenti alle loro dichiarazioni pubbliche perché rischiano di essere perseguiti dalla giustizia”. ”Attualmente è forte la propaganda contro l’immigrazione. Agiscono contro i rifugiati, sollevano questo risentimento popolare contro gli stranieri, e in questo c’è un nesso con alcune tesi di Alternative fuer Deutschland”.
Pur ritenendoli ”pericolosi”, la Radvan non è fra quanti credono nella opportunità di bandire il partito dalla scena politica, come si è tentato di fare anche recentemente tirando in ballo la Corte costituzionale tedesca: ”Proibire non serve.
Se si elimina un partito come l’NPD nascono decine di nuovi gruppi estremisti. È parte della nostra democrazia che esista un partito del genere. Bisogna però agire a fondo sull’opinione pubblica per far capire che si tratta di un partito antidemocratico”.(ANSA).

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