“Walter ci mancherai”. La redazione di Guerra&Pace ricorda il fondatore della rivista | Autore: la redazione di Guerra&Pace

Nella notte tra il 24 e il 25 maggio è morto Walter Peruzzi, ideatore, fondatore, insostituibile direttore e appassionato animatore della rivista Guerre&Pace.
La nascita di questa rivista nel 1993, che Walter ha voluto e conseguito con determinazione, è stata la logica conseguenza dell’impegno del “Comitato per la verità sulla guerra del Golfo” – costituitosi su impulso di Walter insieme a padre Balducci, Franco Fortini, Manlio Dinucci, Domenico Gallo, Umberto Allegretti nel 1991 dopo la fine dei bombardamenti sull’Iraq, diventato poi “Comitato Golfo per la verità sulla guerra”, sulla base della consapevolezza che quella guerra avrebbe aperto una fase nuova e estremamente violenta e pericolosa nelle relazioni internazionali.
La guerra “tornava” ad essere uno dei principali strumenti di dominazione globale, al servizio di quel “Nuovo ordine mondiale” proclamato da Bush padre subito dopo i bombardamenti su Baghdad.

Guerre&Pace voleva provare a colmare la mancanza in Italia di una rivista periodica sulle “questioni internazionali” e in particolare sulle politiche di guerra e i conflitti armati (ancora non era uscito “Internazionale” e non esisteva l’edizione italiana di “Le Monde Diplomatique”, mentre anche altre riviste importanti come “Quetzal” avevano chiuso).
Walter è riuscito allora nell’impresa di coinvolgere persone molto diverse tra loro, per storia e collocazione politica, accomunate dalla volontà di far circolare informazioni e analisi sul mondo e di opporsi alle politiche imperiali alle quali il nostro paese partecipava e avrebbe partecipato in prima fila.
Walter è stato un particolare punto di equilibrio nella rivista, garantendone l’uscita per 20 anni: non perché fosse capace di mediare – anzi, non ci provava nemmeno – ma perché sapeva convincere tutte e tutti (redattori e collaboratori) del taglio aperto e allo stesso tempo fortemente radicale e schierato della linea editoriale.
Le riunioni di redazioni erano spesso molto litigiose: mai per questioni banali, ma per l’importanza delle questioni che si affrontavano e per la passione che ognuna/o metteva nel sostenere un proprio progetto, un proprio punto di vista, un’idea di impegno internazionalista e contro le guerre.

La redazione è cambiata tante volte e anche la rivista – di conseguenza – ha cambiato spesso faccia, contenuti, argomenti. È stato Walter per primo a volere una rivista che provasse ad affrontare non solo i conflitti armati, ma anche quelli sociali, culturali, così come il tema delle migrazioni. Sempre Walter ha concentrato via via il suo interesse, che ha attraversato la rivista, nella ricerca e nella battaglia contro tutti i fondamentalismi religiosi (o forse contro ogni religione, fondamentalista in quanto tale…) e sulla realtà delle migrazioni e del razzismo.
La crisi della redazione di questi ultimi anni è stata ed è la conseguenza di un divergere negli interessi, nelle priorità che si volevano affrontare, nella difficoltà di fare una rivista cartacea in un mercato che sta uccidendo realtà ben più consolidate della nostra. Ma abbiamo provato a fare comunque un prodotto che fosse utile, che desse spunti di ricerca e di approfondimento – e in questo impegno Walter è stato sempre al centro.
Da qualche mese avevamo maturato la decisione di chiudere la rivista cartacea e qualcuna/o di noi continuare ad animare questo sito/blog – producendo un ultimo numero della rivista per offrire a lettrici e lettori una lettura (o forse più letture) di questi 20 anni e di quello che sembra aspettarci nei prossimi 20.

Non ci sarà più Walter a coordinare questo numero o a contribuire alla sua pubblicazione. Lo faremo lo stesso e sicuramente sarà un omaggio a Walter – per provare a ripercorrere questi anni insieme a lui e alle sue idee e proposte.
Naturalmente Walter ha avuto molti più interessi e impegni che la “semplice” direzione e realizzazione di Guerre&Pace, durante una vita davvero ricca sul piano umano e politico, a partire dal Veneto bianco degli anni ’50-60 e proseguita in tante esperienze della sinistra rivoluzionaria e in tante importanti iniziative editoriali (da “Lavoro politico” fino a “Marx 101” e poi al sito “InterMarx”). Intellettuale capace di parlare un linguaggio semplice, perché sempre intrecciato alla passione e all’azione politica, si è sempre confrontato con rigore e anche fortissima voglia della polemica come forma della comprensione reciproca.

Non siamo in grado né vogliamo ripercorrere qui questa sua vita – che abbiamo incontrato e con cui abbiamo fatto tanti anni di strada assieme.
Lo faremo certamente, insieme a chi lo ha conosciuto e apprezzato, con chi ha lavorato con lui e chi ha avuto il piacere di discuterci e litigarci.
Oggi ci limitiamo a salutarlo, con una grandissima tristezza pensando che avrebbe certamente realizzato altre opere (la sua ultima “fatica” – il “controsillabo giocoso e irriverente” Oca pro Nobis, uscito pochi mesi fa con le edizioni Odradek – la considerava anche un divertimento intelligente e un’occasione) e avremmo potuto ancora fare cose insieme.
Lo piangiamo, molto, e lo ricordiamo come una persona importante per tutte/i noi. E che per questo ci mancherà, moltissimo.
Ciao Walter, la redazione di Guerre&Pace ti manda questo abbraccio, che alcune/i di noi non hanno potuto darti di persona in queste ultime difficili settimane.

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