Incredibile, Riina sbugiarda se stesso: “L’aereo su Capaci? Fesserie” da: antimafia duemila

riina-salvatore-big425 maggio 2014

Totò Riina sbugiarda se stesso. Venti anni fa aveva suggerito ai giudici nel corso del processo per la strage di Capaci, che quell’aereo che volava mentre Giovanni Falcone tornava a casa, avrebbe potuto spiegare tante cose. Al carcere di Opera, durante una delle tante conversazioni con il suo compagno d’aria, il pugliese della quarta mafia, rivendicando la regia dell’attentato, ha smentito tutto. “Hanno detto un sacco di fesserie”, riferisce al suo interlocutore, cui spiega che era lui a dare gli ordini. Se l’avessero ascoltato fino in fondo, avrebbero dovuto aumentare di 150 chilogrammi la carica di tritolo per fare saltare il magistrato siciliano e la sua scorta. Per essere sicuro del risultato.

Il fantomatico aereo, che ha riempito le cronache per anni, scompare per volontà del boss. Durante i colloqui in carcere, dal mese di luglio a novembre dello scorso anno, giudica spazzatura le storie che sono circolate, a cominciare dall’aereo dei servizi. Riina si attribuisce per intero il “merito” del successo, senza ombra di dubbio.

Perché mai il capo dei capi cambia totalmente versione sulla strage? Non solo la rottura del silenzio, ma la scelta di sbugiardare se stesso. Nel 1994 si difese e lasciò che si sospettassero anche i servizi segreti, cui sarebbe appartenuto l’aereo sul cielo di Punta Raisi, ed ora, invece, manda all’aria tutto quanto, allontanando il sospetto dai servizi.

Perché lo fa? Venti anni di carcere l’hanno provato al punto da fargli perdere la memoria e smentirsi? Ha scelto di accreditarsi come l’uomo più risoluto e potente, pagando il prezzo dell’autoaccusa? Oppure c’è dell’altro? Cambia versione perché ha una strategia che affida al compagno dell’ora d’aria e, soprattutto, a coloro che l’ascoltano. Perché è possibile che sapesse di essere ascoltato ed intercettato. Sono tanti ad escluderlo, tuttavia, facendo notare che Riina osserva il più rigoroso silenzio in cella, per timore di essere ascoltato, mentre nel cortiletto dell’Opera parla senza freni. Segno che confida nella privacy.

Comunque sia, l’autoaccusa del boss e la cancellazione dell’aereo misterioso dal cielo di Punta Raisi costituisce una novità importante, della quale la Procura di Caltanissetta ed il collegio giudicante dovranno tenere conto. Le conversazioni del carcere di Opera sono state consegnate ai magistrati della Corte di Assise di Caltanissetta, che giudicano gli imputati della strage di Capaci (la prima udienza si è svolta il 24 maggio). Furono depositate anche al processo per la presunta trattativa Stato-Mafia che si svolge a Palermo.

I contenuti dei colloqui di Riina sono stati anticipati dai media, insieme alle registrazioni e ai video. Sulle bugiarderie di Riina non era uscita una sola parola. Men che mai sul fantomatico aereo dei servizi, in volo durante il trasferimento in auto di Giovanni Falcone da Punta Raisi a Palermo.

siciliainformazioni.com

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