Fiat di Pomigliano, un altro caso di suicidio dopo quello di Giuseppe De Crescenzo a febbraio | Autore: fabrizio salvatori da: controlacrisi.org

Una donna di 47 anni, addetta al Wcl di Nola, polo logistico Fiat, dal 2008 in cassa integrazione, si e’ suicidata ieri. Maria Baratto, questo il suo nome, e’ stata trovata dai vigili del fuoco riversa sul letto nella sua abitazione di Acerra, una mansarda al quarto piano dove i pompieri sono entrati sfondando la porta d’ingresso, chiamati dai vicini di casa che non la vedevano da giorni. La donna, che faceva parte del Comitato mogli dei cassaintegrati di Pomigliano, si e’ uccisa con un coltello colpendosi l’addome. I vicini hanno raccontato ai carabinieri, cui e’ affidato il caso, che da tempo la 47enne soffriva di crisi depressive. Nessun biglietto che spiegasse il gesto e’ stato trovato nell’appartamento.
Non è il primo caso di suicidio tra i lavoratori del reparto-fantasma di Nola. L’ultimo era avvenuto nel febbraio di quest’anno. Un dramma che proprio per il suo impegno sindacale Maria conosceva molto bene. A proposito del tragico gesto di Giuseppe, scrisse: “Stava da sei anni confinato assieme ad altri 300 operai nel reparto “fantasma” della logistica di Nola. Era in cassa integrazione a zero ore dal 2008, da quando è stato trasferito dalla Fiat da Pomigliano al nuovo reparto logistico di Nola, il Wcl. Il reparto che “non c’è”, quello non è mai entrato in funzione. La storia di Giuseppe si somma alla storia di tanti altri volti Fiat: in bilico e con una cig in scadenza”.
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