Sebastiano Ardita: “Falcone uomo solo nelle scelte finali” da: antimafia duemila

ardita-sebastiano-men.raffdi AMDuemila – 22 maggio 2014

Palermo. “Falcone fu il primo a dire che esiste una dimensione di deviazione della realtà istituzionale, economica, politica” a dichiararlo è stato Sebastiano Ardita, procuratore aggiunto di Messina, in occasione della conferenza “Menti raffinatissime” organizzata presso la Facoltà di Giurisprudenza a Palermo. “C’è un filo rosso sangue – ha poi ricordato – che attraversa tutta la storia della nostra vita istituzionale, e tanti altri morti meno famosi che purtroppo sono stati toccati da questo filo rosso, che parte dal terrorismo e ha visto cadere molti che facevano il loro dovere”.
Parlando ancora di Falcone, Ardita ha affermato che “non si può dimenticare dell’attenzione di Falcone verso aspetti oggi di grande attualità, come il problema della solitudine del magistrato. Falcone aveva attorno a sé grandissimo credito istituzionale, anche internazionale”, ma “era un uomo solo dal punto di vista delle scelte finali. Con amarezza raccontò cosa accadde quando iniziò a raccogliere le dichiarazioni del pentito Buscetta, perché dovette affrontare ostacoli interni ed esterni. Bisogna partire da questa solitudine e non perdere memoria” soprattutto per non “ripetere gli errori commessi tanti anni fa” ai danni di chi viveva questa solitudine perché “cercava verità e giustizia”.

Falcone, ha poi proseguito Ardita, evidenziava il “rischio di tornare alla normalità” che avrebbe portato a “meno scorte, meno protezione” nonché a “meno incisività nelle indagini e nei risultati”. Quanto ai magistrati impegnati in questo momento per cercare verità e giustizia il pm ha sottolineato l’importanza di “dare loro tutto l’appoggio possibile” e fare in modo “che non torni la vecchia routine dove i magistrati fanno in qualche modo il loro lavoro, e la mafia pure”.

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