Turchia, la strage della miniera: il bilancio sale a 232 morti. Altri 400 ancora intrappolati. Critiche del sindacato Autore: fabrizio salvatori

E’ salito a duecentotrentadue morti il bilancio dell’ esplosione avvenuta ieri sera nella miniera di carbone di Manisa, in Turchia. A riferirlo è lo stesso primo ministro Erdogan, in visita nei luoghi della strage. Ma la strage potrebbe rivelarsi di proporzioni epocali. Come ha precisato il ministro, lì sotto ci sono infatti almeno 400 minatori. Ottanta sono i minatori soccorsi, e quattro di loro sono gravemente feriti.
La stragrande maggioranza potrebbero essere morti per asfissia perché le maschere antigas che indossano hanno una autonomia di un paio d’ore. Di fronte alle riserve di ossigeno sempre piu’ scarse i soccorritori hanno continuato a pompare aria fresca verso le gallerie in profondita’. Ma non e’ bastato.
Le informazioni su quanto accaduto sono imprecise e frammentarie, se non contraddittorie. L’incidente si e’ prodotto nel pomeriggio durante un cambio di turno. Secondo l’emittente Ntv l’esplosione, avvenuta a due chilometri di profondita’, sarebbe dovuta a un cortocircuito. Le gallerie sono state invase da fiamme e fumo spesso. Al momento dell’incidente in fondo alla miniera c’erano 580 minatori. Tra gli altri è stato recuperato il cadavero di un ragazzo di 15 anni.

La tragedia poteva essere evitata
Davanti ai cancelli della miniera si sono riuniti i familiari dei minatori intrappolati. Le carenze nella sicurezza delle miniere di carbone turche sono da tempo al centro di polemiche. La tragedia poteva essere evitata. Ne e’ convinto l’ex presidente del sindacato dei minatori turchi, Maden-is, Cetin Uygur, che ha denunciato insufficienti misure di sicurezza e accusato di  ”negligenza” il governo di Ankara e le compagnie minerarie. ”L’incidente che abbiamo visto in questa miniera privata e’ un omicidio sul lavoro del piu’ alto grado. E’ il piu’ grave incidente sul lavoro della storia del Paese”, ha aggiunto.
Il presidente della Confederazione dei sindacati progressisti (Disk) Kani Beko ha denunciato la presenza di un ingente umero di lavoratori in subbapalto nella miniera. ”Nella miniera ci sono lavoratori in subbapalto di secondo e terzo grado. Spero che il bilancio delle vittime non aumenti, ma non sono ottimista. Dopo l’esplosione dentro c’e’ stato un massacro”, ha detto Beko.

Lunga catena di morti
Nel 2013, sono stati 93 i minatori morti nelle varie miniere del paese. Nel novembre scorso 300 minatori si erano rinchiusi in fondo alla miniera di Zanguldak, nella regione del Mar Nero – dove nel 1992 una esplosione aveva fatto gia’ 163 morti – per protestare contro le misure di sicurezza insufficienti dell’impianto. Due settimane fa il principale partito di opposizione, il Chp di Kemal Kilicdaroglu, aveva chiesto in parlamento un’inchiesta sulla sicurezza proprio nella miniera di Soma. La proposta e’ stata bocciata dall’Akp, che ha la maggioranza assoluta nella Grande Assemblea di Ankara.

La dichiarazione di Paolo Ferrero
“Mentre la campagna elettorale italiana prosegue tra gli insulti, in una pura lotta per il potere in cui i demagoghi di ogni colore la fanno da padrona, in Turchia sono morte più di 200 persone, in miniera: un’altra tragedia del mondo del lavoro, nel 2014, in Turchia, quindi a due passi dalla “civilizzata” Europa. Sono i morti della globalizzazione, come i migranti in mare, i morti di uno sviluppo economico sregolato, dedito solo alla ricerca del massimo profitto senza alcuna forma di attenzione alla vita delle persone. Come sempre a pagare di più sono gli operai, i più deboli, coloro che per poter vivere devono accettare di lavorare in condizioni disperate. Contro questa globalizzazione disumana si ripropone oggi più che mai il nodo dell’alternativa di società, del superamento della logica del profitto come unica divinità, della rimessa ala centro della dignità del lavoro. Nell’esprimere il nostro cordoglio alle famiglie delle vittime e nello sperare che tutti i dispersi possano essere salvati, siamo vicini alla popolazione turca e lontani dal premier Erdogan che deve dare delle risposte a questa sciagura”.

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