L’amarezza di Gherardo Colombo: «Corruzione dilagante, la via giudiziaria non serve» da: il manifesto

Corruzione Expo. Intervista all’ex pubblico ministero del pool di Mani pulite

Gherardo Colombo

«La cor­ru­zione in Ita­lia è così dif­fusa che è pra­ti­ca­mente impos­si­bile cer­care di porvi rime­dio per via giu­di­zia­ria». E’ una con­sta­ta­zione amara quella che Ghe­rardo Colombo si trova a dover fare in un pome­rig­gio in cui il tempo sem­bra aver fatto un balzo all’indietro fino al 1992, anno in cui Tan­gen­to­poli ebbe ini­zio e lui, insieme al pool di Milano diede avvio a Mani pulite. 22 anni che sem­brano pas­sati invano. «Se oggi la situa­zione è ana­loga a quella di allora, mi sem­bra chiaro che la fun­zione di pre­ven­zione che dovreb­bero avere le inda­gini e i pro­cessi non sia stata svolta» com­menta Colombo che, smessa la toga da magi­strato, oggi è nel cda della Rai.

Dot­tor Colombo ecco di nuovo i nomi di Primo Gre­ganti e Gian­ste­fano Fri­ge­rio. Allora è pro­prio vero che a volte tornano?

Lasciamo che si con­clu­dano le inda­gini e i pro­cessi, per­ché esi­ste sem­pre la pre­sun­zione di inno­cenza. Dopo di che, però, pos­siamo fare un rifles­sione che pre­scinde dalle per­sone e chie­derci se quella di oggi è una situa­zione ana­loga a quella di allora o se ci sono delle diversità.

E lei che rispo­sta si dà?

Posso dirle con cer­tezza che allora esi­steva un sistema della cor­ru­zione e che oggi non mi sem­bra che le cose siano cam­biate poi così tanto. Il sistema è soprav­vis­suto, anche se forse è una cosa diversa: forse c’è meno finan­zia­mento ille­cito ai par­titi e una desti­na­zione dei pro­venti della cor­ru­zione più verso se stessi, anche se magari con delle ecce­zioni. Se però riflet­tiamo sulla quan­tità di que­sto feno­meno e sulla sua dif­fu­sione, credo che in que­sto paese la cor­ru­zione oggi sia dif­fusa ancora molto, molto e poi ancora molto. Abbiamo una serie di indizi per poterlo dire, come le ana­lisi della Corte dei conti e gli appro­fon­di­menti di Trans­pa­rency inter­na­tio­nal che ogni anno ela­bora l’indice della cor­ru­zione per­ce­pita. E poi abbiamo una serie di emer­genze segna­late dai media.

Stando alle noti­zie, una cosa che sem­bra essere cam­biata è la con­si­stenza delle tan­genti. Dal 5–10% dei tempi di Tan­gen­to­poli all’attuale 0,8%. E’ anche que­sta una con­se­guenza della crisi o cosa?

Allora le tan­genti erano molto più arti­co­late. Ricordo quelle pagate per la costru­zione della metro­po­li­tana: il movi­mento terra valeva il 3%, men­tre invece atti­vità che richie­de­vano mag­giori com­pe­tenze arri­va­vano fino al 13%. Sullo 0,8% di oggi pro­ba­bil­mente incide il fatto che girano meno soldi.

Per­ché in tutti que­sti anni l’azione di risa­na­mento non è riu­scita? E’ un pro­blema di leggi insufficienti?

No, secondo me è un pro­blema di cul­tura. Se si trat­tasse sol­tanto di leggi, quelle che puni­scono la cor­ru­zione ci sono. Non sono per­fette, ci man­cano una sacco di cose ma ci sono. Credo invece che sia pro­prio un pro­blema di cul­tura, di modo di pen­sare. La cor­ru­zione in Ita­lia è così dif­fusa che è pra­ti­ca­mente impos­si­bile cer­care di porvi rime­dio per via giu­di­zia­ria, occorre inter­ve­nire attra­verso sti­moli edu­ca­tivi. Leggi più severe non ser­vono. Vede le leggi c’è il pre­cetto, che dice cosa è vie­tato, distin­gue quello che è lecito da quello che è ille­cito. Ora que­sta parte cer­ta­mente è uti­lis­sima, però non serve a mio parere per­ché com­porta gene­ral­mente solo il car­cere, che invece di aiu­tare a mar­gi­na­liz­zare la devianza alla fine la faci­lita. Se noi usiamo la san­zione per ren­dere vero il pre­cetto, va a finire che ci mor­diamo la coda.

Quindi è tutto inutile?

Non è tutto inu­tile, l’intervento penale è insuf­fi­ciente. Dovrebbe ten­dere dav­vero, come dice la Costi­tu­zione alla rie­du­ca­zione del con­dan­nato usando stru­menti che siano in coe­renza con il senso di umanità.

Viste le inda­gini di que­sti ultimi 22 anni, Mani pulite è stata inutile?

Se oggi la situa­zione è ana­loga a quella di allora, se la fun­zione delle inda­gini e dei pro­cessi è quella tra l’altro di ope­rare come pre­ven­zione gene­rale, beh mi sem­bra che que­sta ope­ra­zione di pre­ven­zione non sia stata svolta. Guardi, io sono entrato in Mani pulite nell’aprile del 1992, nel luglio in un’intervista all’Espresso but­tai lì l’idea che chi avesse rico­struito i fatti, resti­tuito quello che aveva incas­sato ille­git­ti­ma­mente e si fosse allon­ta­nato per qual­che anno dalla vita pub­blica non sarebbe andato in pri­gione. Si capiva già che attra­verso lo stru­mento penale non si sarebbe riu­sciti a con­clu­dere niente.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: