Ikea di Piacenza, la polizia carica il picchetto dei facchini contro i licenziamenti. Solidarietà Prc Autore: fabrizio salvatori da: controlacrisi.org

Scontri tra forze dell’ordine e manifestanti si sono verificati questa mattina davanti ai cancelli dell’Ikea di Piacenza, dove il sindacato Si Cobas e alcuni giovani dei centri sociali hanno organizzato una iniziativa a sostegno della vertenza dei facchini contro l’allontanamento di 33 dipendenti della cooperativa San Martino che ha in appalto il servizio di facchinaggio all’interno del colosso multinazionale svedese.
Le forze dell’ordine sono intervenute con azioni di contenimento e hanno sollevato da terra i manifestanti che praticavano resistanza passiva. Tre di loro sono rimasti feriti, seppur in modo non grave, e sono stati medicati al pronto soccorso, dove sono giunti con l’ambulanza del 118. Ci sono dei contusi anche tra gli agenti. “Ci colpiscono perche’ siamo dei Si Cobas, non per ragioni reali”: lo sostengono gli operai sospesi dalla Coop San Martino con l’accusa di aver bloccato il lavoro all’interno del deposito Ikea di Le Mose e che hanno presidiato i cancelli della struttura alla periferia di Piacenza.
I “licenziati temporaneamente” sono 33 (sei italiani e il resto provenienti da Albania, Marocco, Algeria, Macedonia, Tunisia, Romania, Filippine, Brasile, Senegal e Nigeria), ma la protesta coinvolge oltre un centinaio di persone tra cui – per solidarieta’ – operai della Granarolo di Bologna e giovani dei centro sociali bolognesi Crash e Hobo.
Sulla vicenda c’è una nota di Paolo Ferrero, segretario del Prc. “Questa mattina le forze dell’ordine sono intervenute a suon di manganellate e lacrimogeni per interrompere il blocco – a cui ha aderito la maggioranza dei lavoratori – dei cancelli dello stabilimento dell’Ikea di Piacenza. Ancora una volta la risposta per chi lotta è il manganello. I blocchi dei cancelli sono partiti ieri dopo la sospensione di 33 lavoratori dipendenti della Cooperativa San Martino, che ha in appalto gran parte del personale operante all’interno dell’Ikea. Chiediamo il reintegro dei lavoratori sospesi e l’avvio immediato di un confronto tra le parti al fine di migliorare le condizioni di lavoro interne ad Ikea, così come richiesto dai lavoratori in lotta”.