Congresso Cgil, il deja vu di Camusso: “Si riparte dalla mobilitazione sulle pensioni” | Autore: fabio sebastiani da: controlacrisi.org

“Quattro sfide della Cgil al governo” su pensioni, ammortizzatori sociali, lavoro povero e fisco. Sono quelle che lancia il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, dal XVII congresso nazionale, in corso a Rimini, “Il lavoro decide il futuro”. Quattro punti sui quali “aprire una vera e propria vertenza, da proporre a Cisl e Uil”. I “quattro temi” delle quattro sfide “rappresentano i lati del quadrato rosso” della Cgil (il logo), “che definiscono il nostro essere e il nostro fare”, afferma Camusso, che ha anche parlato della necessità di mettere in campo una mobilitazione contro l’evasione fiscale. “Tutte proposte nel solco del Piano del lavoro della Cgil e che non sono in cima all’agenda politica attuale. Temi – prosegue il segretario generale – da riportare al centro dell’attenzione, costruendo alleanze, ma soprattutto consenso, iniziativa, mobilitazione in tutti i luoghi di lavoro, in tutti i territori. Tornare a quell’antica passione di quale Paese vogliamo, di come lo proponiamo, di come ne discutiamo in tutti i luoghi, tenendo alte le bandiere della Cgil, ognuna delle quali deve dire ‘Il Lavoro decide il futuro'”.Nella sua relazione, Camusso, pur senza mai nominare Renzi ha tenuto il faccia a faccia con l’esecutivo cercando una strada per incalzarlo, soprattutto sulla porta in faccia presa sulla concertazione. “Contrastiamo e contrasteremo l’idea di un’autosufficienza del governo”, ha detto Camusso; che determina “una torsione democratica verso la governabilita’ a scapito della partecipazione”. E ha prodotto “vittime come gli esodati”. Sul Jobs act ha sostanzialmente riconfermato le critiche.
Camusso nella sua relazione non ha fatto nessun accenno a mobilitazioni o scioperi, né si è occupata più di tanto del dibattito interno. Anche in questo caso, senza quasi mai citare la Fiom, ha criticato aspramente il sindacato dei metalmeccanici paventando il pericolo di arrivare a una coabitazione molto simile a un condominio. Del resto, Camusso ha sottolineato che dopo il voto del referendum sull’accordo del 10 gennaio ora le polemiche vanno chiuse e non rimane che applicare quelle regole. “Continuare a dire che 80 euro dati dal governo – ha aggiunto Camusso – sono piu’ di quanto riusciamo a dare con un aumento contrattuale significa farci del male”.
Nella Fiom c’è molta insoddisfazione per la relazione del segretario generale. Nelle prossime ore Landini e i suoi ratificheranno il non riconoscimento dei risultati del congresso nei luoghi di lavoro e quindi della composizione del congresso nazionale. Il che equivale a non riconoscere le decisioni che verranno formalizzate. La Fiom è pronta a fare la sua battaglia già da subito. Intanto, avvalendosi della possibilità di raccogliere le firme per presentare una lista “del 3%”. La stessa cosa potrebbe fare Giorgio Cremaschi, leader del documento congressuale “Il sindacato è un’altra cosa”, che ha riportato il 2,7% nelle assemblee nei luoghi di lavoro.

Presenti ai lavori del congresso Roberta Fantozzi e Paolo Ferrero, rispettivamente responsabile Lavoro e segretario del Prc. “Le proposte avanzate da Susanna Camusso oggi al congresso della Cgil sono condivisibili – scrivono in una nota – dalla patrimoniale sulle grandi ricchezze alla rimessa in discussione della controriforma Fornero, fino alla lotta alla precarietà. Per realizzarle l’unica strada è una grande vittoria della lista L’Altra Europa con Tsipras, l’unica che mette al centro la difesa dei lavoratori e delle lavoratrici”. “Resta il rammarico perché quella della Camusso è di certo una buona relazione – aggiungono – ma per un segretario che si candida a gestire in futuro la Cgil, mentre in questi anni la Cgil ha fatto il contrario di quello che si dice oggi, a partire dal mancato contrasto alla sciagurata riforma Fornero delle pensioni”.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: