Odessa, strage alla sede dei sindacati: 38 civili morti nel rogo. Alcuni finiti a colpi di bastone Autore: fabrizio salvatori da: controlacrisi.org

L’orrenda strage alla sede dei sindacati a Odessa, dove hanno perso la vita 38 civili, è per responsabilità delle forze di Kiev. E’ questa la verità che sta venendo fuori dopo che per tutta la serata di ieri i media occidentali l’avevano attribuita ai filorussi. All’origine della tragedia c’è un’incendio che ha letteralmente arse vive una trentina di persone mentre altre otto sono morte nel tentativo di salavarsi lanciandosi dai balconi. Ma non è finita qui perché secondo alcune fonti russe, alcuni dei filo Mosca lanciatisi dalle finestre per sfuggire alle fiamme e sopravvissuti alla caduta sarebbero stati circondati e bastonati dagli attivisti piu’ estremisti. Nell’incidente sono rimaste ferite anche una cinquantina di persone, compresi dieci ufficiali di polizia. “Questi tragici eventi – si legge nel comunicato del ministero degli esteri russo – sono considerati da Mosca come un nuovo segno dell’irresponsabilita’ criminale delle autorita’ di Kiev, che favorisce i nazionalisti radicali, tra i quali Pravi Sektor, che portano avanti una campagna di terrore contro i sostenitori di una federazione e il reale cambiamento nazionale”.

Kiev ha ripreso ieri quella che definisce un’operazione “anti terrorismo” contro i separatisti filorussi del sud-est. L’attacco, iniziato alle 4.30 locali (3.30 in Italia), e’ stato sferrato a Sloviansk e nella vicina Kramatorsk con mezzi blindati ed elicotteri, due dei quali (Mi-24) abbattuti dai ribelli tramite lanciarazzi portatili, con l’uccisione di un pilota, di un militare e di un membro della Guardia nazionale, nonche’ almeno sette feriti, come confermato anche da Kiev.
Il blitz dell’esercito ucraino rischia di essere il colpo di grazia agli accordi di Ginevra, secondo Mosca, che ha chiesto un intervento dell’Osce e una riunione urgente del Consiglio di sicurezza dell’Onu contro quella che considera una “operazione punitiva” e “criminale”, rilanciando anche l’ultimatum sul gas a Kiev per la fine di maggio.
Dagli Usa, intanto, Obama e Merkel ammoniscono che l’Occidente e’ pronto a far scattare contro la Russia la fase 3 delle sanzioni, quelle settoriali, in particolare se saranno ostacolate le prossime presidenziali del 25 maggio. Entrambi hanno chiesto inoltre a Mosca di attivarsi per la liberazione immediata degli osservatori militari dell’Osce in mano ai ribelli filorussi di Sloviansk, ma uno dei loro leader, Denis Pushilin, autoproclamato presidente della Repubblica popolare di Donetsk, ha annunciato che il blitz di Kiev ritardera’ il loro possibile rilascio. Nella notte Obama ha chiesto a Kiev e Mosca di ristabilire l’ordine dopo le violenze “inaccettabili” avvenute ad Odessa

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: