Testo del comizio tenuto a Catania il 25 aprile 2014 dalla presidente provinciale ANPI Santina Sconza

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Oggi 25 aprile festa della liberazione siamo qui a ricordare quei giorni indimenticabili.
Tutti insieme a ricordare la fine del nazifascismo affinché la memoria non si spenga e per difendere la Democrazia e la Costituzione.
Oggi più che mai siamo preoccupati per le spinte antidemocratiche e la rinascita dei neo fascismi che imperversano nella nostra Europa. In Italia ci preoccupa l’attacco contro i principi democratici e i diritti dei cittadini.
Per questo motivo abbiamo deciso di dare voce a studenti, licenziati, precari e migranti .
Il 25 aprile del 45 finiva il fascismo ?
Si finiva la guerra che aveva dilaniato l’Italia, finiva il potere dei gerarchi, finiva l’occupazione delle truppe tedesche, moriva Mussolini.
Ma un fascismo più subdolo rimase nascosto tra le pieghe della nuova democrazia. La paura di non rompere strani equilibri, né impedì uno smantellamento radicale .
I fascisti si riciclarono velocemente all’interno delle istituzioni democratiche.
Chi aveva inneggiato al duce un ometto “comico” , assurdo, pieno di boria, arrogante, ignorante, un buffone il giorno dopo rinnega la propria fede .
Oggi con la crisi economica nuovi Mussolini, si presentano sulla scena politica europea, intorno a loro, come accadeva nel ventennio si accalcano i sudditi, non persone con un proprio cervello ma uomini e donne in attesa di un duce salvatore.
In parlamento i fascisti ci sono ancora, alcuni sono delle macchiette del duce, altri si vestono e parlano in maniera diversa, si presentano meglio. Ma lo spirito è quello. Questi deputati non si fanno scrupoli a farsi vedere e fotografare insieme a quelli di forza nuova che orgogliosamente rivendicano la loro tradizione fascista. Più ci metti i razzisti, gli xenofobi, gli inquisiti, i mafiosi più o meno acclarati, e i voltagabbana. Il risultato è un parlamento indecente che ha creato un clima generale di sfiducia molto pericoloso, soprattutto nella politica. Non a caso, oggi in Italia , il partito maggiore è l’astensione , ciò è gravissimo perché rappresenta l’anticamera della morte democratica.
Infatti Il fascismo , prima di levarci la libertà , si preoccupò di levarci immediatamente il diritto di voto.
Le Riforme con chi ? con la destra! con un parlamento non votato dai cittadini?
ma parlamentari scelti dai partiti e imposti ai cittadini, chi li autorizza senza il nostro volere a fare queste riforme ? Per anni non sono stati capaci a ribellarsi a una legge elettorale che di fatto impediva lo svolgimento della democrazia. Il Porcellum andava bene a tutti destra e sinistra , è stato abolito dalla sentenza della corte costituzionale dopo la denuncia di un semplice cittadino.
Con le elezioni ci eravamo liberati dal PdL, che cosa doveva fare questo governo? Ripristinare i valori della dignità umana e della Costituzione, proprio perché è nata dalla Resistenza. Questo è quel che oggi vorremmo innanzitutto che si rispettasse la Costituzione e non che venga modificata.
La crisi economica, ha regole ben precise : il profitto prima di tutto . E il profitto dove lo prendi se non dalle tasche dei lavoratori o dei pensionati. Si chiudono le fabbriche, si licenziano i lavoratori, si allunga l’età per la pensione.
Dobbiamo denunciare l’esaltazione della disuguaglianza, la tesi che se uno è povero è colpa sua perché non è riuscito ad affermarsi nella competizione, la ripresa di sentimenti xenofobi e razzisti, ( dei dirigenti leghisti in Italia e dalla destra xenofoba in Europa) e l’atteggiamento nei confronti dei migranti: sono tutte cose che ricordano le leggi razziali.
Infine Le donne durante la Resistenza diventarono protagoniste. Tutte le donne, anche quelle che non hanno preso parte attivamente alla Resistenza, trovandosi da sole sotto i bombardamenti, senza gli uomini in casa, sfollate e sinistrate, hanno dovuto assumersi tutta una serie di responsabilità . Questo ha fatto si che acquisissero una consapevolezza delle proprie capacità che prima non avevano. Nello specifico della lotta partigiana, questa sarebbe stata impossibile senza le donne staffette, le madri di famiglia che nascondevano i partigiani, i dirigenti politici, clandestini, che raccoglievano e consegnavano gli aiuti alle famiglie dei caduti. La militanza femminile è stato il tessuto connettivo che ha consentito al movimento militare partigiano di sussistere. Oggi dobbiamo chiedere alle donne di partecipare a una nuova resistenza o forse meglio a una rivoluzione contro gli stereotipi in cui sono state rinchiuse, non solo corpi, ma idee, progetti per un nuovo mondo, che sia diverso da questo pervaso ancora dal pensiero sessista fascista.

Per le riforme e la difesa della Costituzione L’ANPI ha organizzato per Martedì 29 aprile a Roma, al Teatro Eliseo, manifestazione pubblica sul progetto di riforma costituzionale ed elettorale all’esame del Parlamento interverranno: CARLO SMURAGLIA, LORENZA CARLASSARE, STEFANO RODOTA’, GIANNI FERRARA.
l’ANPI è pronta a discutere e confrontarsi, ma prima di ogni altra cosa,
intende informare i cittadini, perché sappiano qual è la reale posta in gioco e capiscano che questa Associazione, che si rifà a valori fondamentali e in essi trova la sua forza e la sua autorevolezza, intende esercitare non solo la sua funzione critica, ma anche la sua capacità propositiva, nel rispetto assoluto del suo ruolo e della sua autonomia.
ORA E SEMPRE RESISTENZA

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