25 Aprile a Palazzo degli Elefanti da:blog sicilia

25 Aprile a Palazzo degli Elefanti
con tre protagonisti della Liberazione

resistenza

Come da tradizione anche quest’anno, in occasione della ricorrenza del 25 aprile, è stata deposta dall’Anpi una corona d’alloro  all’interno della corte di Palazzo degli Elefanti sotto la lapide che ricorda il sacrificio dei catanesi rimasti uccisi durante la guerra partigiana.

Alcuni dei protagonisti di quegli anni difficili, ma fondamentali per la liberazione del Paese dal nazifascismo, hanno partecipato personalmente alla cerimonia del Municipio. Si tratta dei partigiani Nicola Di Salvo, Salvatore Militti e Antonino Mangano che hanno ricevuto dall’Amministrazione l’elefantino simbolo della città di Catania.  Le celebrazioni per il 69esimo anniversario della Liberazione sono iniziate proprio ieri con una giornata molto speciale in cui i giovani catanesi hanno ascoltato i racconti e le testimonianze di Di Salvo, conosciuto con il nome di battaglia ‘Corsaro’, Mangano (Mitraglia) e Militti (Smit).

Parlando a nome dell’intera Giunta comunale, rappresentata anche da Saro D’Agata, l’assessore alla Cultura, Orazio Licandro ha sottolineato come “la città di Catania consolida i suoi valori di democrazia e di libertà nel segno del ricordo e della gratitudine verso chi ha sacrificato la propria vita per far nascere una Repubblica democratica e antifascista”.

Licandro, nel suo intervento, ha ricordato come “la lezione dei partigiani, i cui valori sono scritti nella Costituzione italiana, è attuale oggi più di ieri. Nei principi fondamentali sono due i cardini attorno ai quali ruota la nostra democrazia: il lavoro e l’istruzione, la cultura”.

Alla cerimonia hanno partecipato anche i deputati Luisa Albanella, Giovanni Burtone e Giuseppe Berretta, la parlamentare regionale Concetta Raia, il sindaco di Misterbianco Nino Di Guardo, i sindacalisti della Cgil Giacomo Rota, Angelo Villari, Pina Palella, e naturalmente la presidente dell’Anpi di Catania Santina Sconza con Claudio Longhitano, Giacomo Palazzolo ed   Emanuel Sammartino.

resistenza

Come da tradizione anche quest’anno, in occasione della ricorrenza del 25 aprile, è stata deposta dall’Anpi una corona d’alloro  all’interno della corte di Palazzo degli Elefanti sotto la lapide che ricorda il sacrificio dei catanesi rimasti uccisi durante la guerra partigiana.

Alcuni dei protagonisti di quegli anni difficili, ma fondamentali per la liberazione del Paese dal nazifascismo, hanno partecipato personalmente alla cerimonia del Municipio. Si tratta dei partigiani Nicola Di Salvo, Salvatore Militti e Antonino Mangano che hanno ricevuto dall’Amministrazione l’elefantino simbolo della città di Catania.  Le celebrazioni per il 69esimo anniversario della Liberazione sono iniziate proprio ieri con una giornata molto speciale in cui i giovani catanesi hanno ascoltato i racconti e le testimonianze di Di Salvo, conosciuto con il nome di battaglia ‘Corsaro’, Mangano (Mitraglia) e Militti (Smit).

Parlando a nome dell’intera Giunta comunale, rappresentata anche da Saro D’Agata, l’assessore alla Cultura, Orazio Licandro ha sottolineato come “la città di Catania consolida i suoi valori di democrazia e di libertà nel segno del ricordo e della gratitudine verso chi ha sacrificato la propria vita per far nascere una Repubblica democratica e antifascista”.

Licandro, nel suo intervento, ha ricordato come “la lezione dei partigiani, i cui valori sono scritti nella Costituzione italiana, è attuale oggi più di ieri. Nei principi fondamentali sono due i cardini attorno ai quali ruota la nostra democrazia: il lavoro e l’istruzione, la cultura”.

Alla cerimonia hanno partecipato anche i deputati Luisa Albanella, Giovanni Burtone e Giuseppe Berretta, la parlamentare regionale Concetta Raia, il sindaco di Misterbianco Nino Di Guardo, i sindacalisti della Cgil Giacomo Rota, Angelo Villari, Pina Palella, e naturalmente la presidente dell’Anpi di Catania Santina Sconza con Claudio Longhitano, Giacomo Palazzolo ed   Emanuel Sammartino.

LA SICILIA sul 25 aprile

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La festa della Liberazione a Catania di Patrizia Maltese

E’ stata una settimana intensa a Catania quella coincisa con l’anniversario della Liberazione dal nazifascismo. Tre gli appuntamenti più importanti: fra il primo – “Mappe di Resistenza femminile”, per ricordare e valorizzare il ruolo delle donne nella guerra partigiana, organizzato dall’Anpi insieme all’Associazione Città felice – e l’ultimo, la manifestazione unitaria del 25 Aprile, una vera festa bella e partecipata, forse il momento più intenso è stato quella della sera del 24: “Ponti di memoria antifascista, i giovani incontrano la Resistenza”, una sorta di consegna ideale del testimone alle generazioni future da parte di Nicolò Di Salvo, Antonino Mangano e Salvatore Militti, i soli tre partigiani rimasti in provincia di Catania.
A uno dei tre di tanto in tanto mancavano le parole, ma tutti e tre – nomi di battaglia Corsaro, Mitraglia e Smit – per tutta la sera, come un pentagramma su cui scrivere incessantemente la musica della Liberazione, hanno ripetuto quelle cinque parole: Costituzione, lavoro, scuola pubblica, sanità, democrazia. I loro regali a figli e nipoti ideali: il patrimonio frutto della Resistenza al nazifascismo.
E’ stata una serata speciale quella nel Palazzo della Cultura di Catania, promossa dall’Associazione Nazionale Partigiani D’Italia e patrocinata dal Comune, fortemente voluta con la passione di sempre dalla presidente dell’Anpi, Santina Sconza.
Serata di grande emozione, in cui i ricordi e i racconti dei tre partigiani si alternavano ai brani eseguiti dagli allievi del Liceo musicale Vincenzo Bellini e conclusa con la consegna ai tre padri della democrazia degli elefantini d’argento, massimo riconoscimento della città di Catania, da parte dell’assessore alla Cultura Orazio Licandro in rappresentanza dell’amministrazione comunale. Anche questo un momento particolare per Catania, che si risveglia da una lunga fase di vergogna dopo quasi un quindicennio di comunicazione impossibile con amministrazioni eredi di quel fascismo che aveva tolto la libertà e la pace all’Italia. A premiare i partigiani infatti è stato un assessore comunista. E lui stesso lo ha fatto notare: “Se appena un paio d’anni fa mi avessero detto che oggi sarei stato qui a conferire questo riconoscimento, non ci avrei creduto”.
Un assessore commosso, egli stesso da sempre tesserato dell’Anpi, come commossi erano tutti i presenti, nella sala piena, ad ascoltare Corsaro, Mitraglia e Smit e i loro ricordi, spesso “soltanto” dettagli che però hanno dato la misura esatta della tragedia di un regime che considerava i cittadini come sudditi da vessare e di cui condizionare persino le scelte personali, come fossero proprietà privata del fascismo. Dettaglio inedito, fra gli altri, quello della tassa sul celibato imposta agli uomini superati i 25 anni. E poi i racconti dalle montagne, le strategie belliche delle brigate partigiane e ancora quelle raccomandazioni: non lasciare che si stravolga la Costituzione, difendere i diritti sanciti dalla Carta fondamentale, primi fra tutti il lavoro e l’istruzione che – unici – danno dignità e libertà.
Parole risuonate anche l’indomani, al corteo con partiti, associazioni e sindacati del centrosinistra e, per la prima volta dopo tanto tempo, l’amministrazione comunale, rappresentata da Orazio Licandro in fascia tricolore e Rosario D’Agata soltanto con un ruolo diverso, quello di assessori appunto, rispetto a un appuntamento che li vede presenti ogni anno.

Alba dorata, altri quattro deputati entrano nell’inchiesta sull’organizzazione criminale Autore: redazione da: controlacrisi.org

I due magistrati che indagano sul partito filo-nazista greco Chrysi Avgi’ (Alba Dorata) hanno convocato per il 5 maggio altri quattro parlamentari della formazione politica accusato di creazione di un’organizzazione criminale. I quattro sono Eleni Zaroulia, moglie del leader del partito Nikos Michaloliakos (gia’ in carcere in attesa di giudizio), Michalis Arvanitis-Avramis, Dimitris Koukoutsis e Nikos Kouzilos. Il Parlamento ha gia’ votato a favore della revoca dell’immunita’ per i quattro deputati. Il 2 aprile una Commissione del Parlamento aveva disposto la revoca dell’immunita’ ad altri tre deputati di Alba Dorata, anch’essi accusati di aver gestito un’organizzazione criminale.
Prima di quelle tre revoche, altri otto deputati di Alba Dorata (su un totale di 18) erano stati colpiti dallo stesso provvedimento. La misura nei confronti dei deputati di Alba Dorata e’ stata decisa dopo una richiesta dei magistrati inquirenti che hanno avviato un’inchiesta sul partito filo-nazista in seguito all’uccisione del rapper antifascista Pavlos Fyssas, ad Atene il 18 settembre per mano di Georgios Roupakias, militante reo confesso.

Amianto, 5.000 morti l’anno e 40 milioni di tonnellate ancora sparse nel territorio Autore: fabrizio salvatori da: controlacrisi.org

Una strage ‘silenziosa’ che provoca 5.000 morti all’anno, e che e’ ancora lontana dall’esser risolta. Questa e’ l’Italia che porta ancora nel suo bagaglio quasi 40 milioni di tonnellate di amianto, custodite tra l’altro anche in circa 3.000 scuole. I numeri e le proposte, per superare quella che Legambiente definisce una situazione in cui “nulla e’ stato fatto finora”, emergono da una conferenza organizzata dal Movimento 5 stelle e dall’Osservatorio nazionale amianto (Ona) in occasione della Giornata dedicata alle vittime dell’amianto che si celebra il 28 aprile.

In Italia ci sono infatti, sparse su tutto il territorio, oltre 34 milioni di tonnellate di amianto compatto e altri 3 milioni friabile. Secondo Legambiente le stime parlano di oltre 34.148 siti ancora da bonificare. “Sono tremila le scuole che contengono ancora amianto – osserva Alberto Zolezzi, deputato M5s in commissione Ambiente – E, a 22 anni dalla legge che lo ha messo al bando, e’ inammissibile. La bonifica dell’amianto dall’Italia e’ un’emergenza che riguarda edifici pubblici, luoghi di lavoro e soprattutto le scuole. Bisogna intervenire al piu’ presto – spiega Zolezzi – e garantire lo smaltimento piu’ efficace che deve assolutamente prevedere l’utilizzo di una filiera corta. La questione e’ diventata una risoluzione ad hoc del M5s che prevede un impegno per una mappatura completa”.

L’Osservatorio presenta un “Piano alternativo” a quello del governo: “Il Piano nazionale amianto ereditato dal governo Monti, in particolare dal ministro Balduzzi, e’ riduttivo e contiene dati fuorvianti – dice Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio – e vorrebbe risolvere il problema soltanto da un punto di vista burocratico. Il problema invece e’ concreto: si tratta di una strage che determina la morte di 5.000 persone all’anno, nel silenzio delle istituzioni. E’ inaccettabile – continua Bonanni – che le istituzioni non abbiamo promosso almeno un Piano di bonifica”. Il Piano dell’Osservatorio e’ “gia’ operativo e si avvale di dipartimenti specifici” su tutto il territorio, oltre che di “un sito internet per la realizzazione della mappatura”. Inoltre, “esperti saranno a disposizione gratuitamente di tutti i cittadini”, fornendo “anche assistenza sanitaria”; c’e’ la figura della “guardia nazionale amianto” che ha il compito di “individuare siti potenzialmente dannosi e promuovere l’informazione”. Tra le proposte, la defiscalizzazione per le opere di bonifica e l’utilizzo dei Fondi strutturali europei.

“Smaltimento e bonifica sono la priorita’ contro il rischio amianto – osserva Legambiente -. Chiediamo al governo l’approvazione del Piano nazionale amianto gia’ predisposto; finora nulla e’ stato fatto sia sul fronte della sorveglianza sanitaria sia su quello del risarcimento. Le bonifiche vanno a rilento, il censimento non viene fatto e in tutto il Paese aumenta il rischio. Siamo drammaticamente in ritardo rispetto a quello che si sarebbe potuto e dovuto fare per arginare l’emergenza sanitaria”.