India, impennata dei suicidi tra gli agricoltori. La causa? La fluttuazione dei prezzi dei prodotti agricoli | Autore: fabrizio salvatori da : controlacrisi.org

La globalizzazione? Tra gli agricoltori indiani indebitati ed emarginati, sta provocando una impennata dei suicidi. Secondo un nuovo studio della Cambridge University e dello University College London, si registrano tassi di suicidi elevatissimi nelle aree con il maggior numero di contadini oppressi dai debiti che si aggrappano a piccole aziende – con meno di un ettaro – e cercano di dedicarsi a colture di cotone e caffe’, estremamente sensibili alle fluttuazioni dei prezzi mondiali. Gli agricoltori che sono piu’ a rischio possono essere divisi in tre categorie: quelli che coltivano caffe’ e cotone, quelli con aziende agricole marginali con meno di un ettaro di terreno e quelli con debiti da trecento o piu’ rupie. Gli stati indiani in cui queste caratteristiche ricorrono piu’ frequentemente sono quelli che hanno i tassi di suicidi piu’ alti. In realta’, tali caratteristiche rappresentano quasi il settantacinque per cento della variabilita’ dei suicidi a livello statale. La maggioranza dei contadini si uccide perche’ non puo’ piu’ mantenere economicamente la propria famiglia. Spesso anche le moglie seguono i mariti nell’infelice destino. Il metodo piu’ diffuso e’ l’ingestione dei pesticidi che causano paralisi muscolare e respiratoria rapida. Il Kerala e’ lo stato con il piu’ alto tasso di suicidi maschili dell’India. Aree come Gujarat, in cui le colture sono gestite da aziende di grandi dimensioni, hanno tassi di suicidio bassi. “La liberalizzazione dell’economia indiana e’ spesso associata alla crescita e all’ascesa dell’India come potenza economica e all’emergere delle ricche classi medie urbane” hanno spiegato gli autori su Globalisation and Health “ma ci si dimentica che oltre 833 milioni di persone, quasi il settanta per cento della popolazione indiana, vivono ancora nelle zone rurale. La gran parte di questi abitanti rurali non ha beneficiato della crescita economica degli ultimi venti anni. In realta’ la liberalizzazione ha portato ad una crisi del settore agricolo che ha spinto molti piccoli agricoltori in debito ad uccidersi”.
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