La disinformazione sui fatti dell’Ucraina: la versione del Pc in un incontro del Gue/Ngl Fonte: www.cambiailmondo.it | Autore: pietro lunetto

Gli avvenimenti degli ultimi mesi avvenuti in Ucraina sono stati trattati a livello mediatico dalla stampa internazionale seguendo un copione già visto e sperimentato in molteplici occasioni: distorsione dei fatti reali, oscuramento delle voci contrarie agli interessi imperialistici di Unione Europea, USA e Nato a secondo dei casi, fino alla diffusione di immagini montate ad arte per sostenere dei fatti inesistenti.Questo è stato uno dei principali argomenti trattati dal primo segretario del comitato centrale del Partito Comunista Ucraino, Petro Symonenko (picchiato da alcuni deputati fascisti dentro il parlamento nei giorni scorsi), durante un incontro tenutosi presso il parlamento europeo e organizzato dal gruppo del GUE/NGL (Sinistra Unita e Sinistra Verde Nordica).

Dopo una breve introduzione della presidente del GUE/NGL Gabi Zimmer, dove ha confermato la piena solidarietà e il massimo supporto di tutti i partiti che fanno parte del gruppo parlamentare, Symonenko ha aggiornato i presenti all’incontro della situazione dei cittadini ucraini dopo il golpe di piazza sostenuto dall’UE e dagli USA in chiave anti russa, che ha portato al governo dell’Ucraina esponenti della destra neonazista, soffermandosi in particolare sui fatti che hanno provocato la secessione della Crimea.

La distorsione dei fatti reali accaduti vanno dalla censura totale della risposta dei cittadini ucraini al golpe fuori dai confini di Kiev, all’avere completamente taciuto della presenza di stranieri a sostegno dei rivoltosi nelle piazze di Kiev, alla mancata chiarezza sui motivi per i quali molti esponenti di punta dell’Unione Europea si siano recati a Kiev ripetutamente incontrando le delegazioni dei rivoltosi; alle decine di attacchi che i paramilitari nazisti hanno compiuto a danno dei militanti e delle sedi del Partito Comunista, di altri partiti minori e a danno di giornalisti indipendenti, rei di non volere accettare il colpo di stato militare.

Secondo Symonenko, vi é anche stato un certo supporto popolare ai rivoltosi, derivante dal fatto che, dalla proclamazione dell’indipendenza in poi, nessuno dei governi succedutisi ha realmente cercato di risolvere i gravi problemi economici e sociali dell’Ucraina. A peggiorare notevolmente la situazione si è inserito l’accentramento completo e totale di tutte le strutture burocratiche nelle mani dell’ ex presidente Yanukovick e delle oligarchie che lo sostenevano. Che di fatto hanno solo pensato ad arricchirsi a spese dei cittadini.

I media mainstream non dicono, continua Symonenko, che tra i primi provvedimenti del nuovo governo vi é stata l’eliminazione della lingua russa come una delle lingue ufficiali dell’Ucraina, in aperta violazione della costituzione, e ovviamente questo ha avuto un grosso impatto nella percezione delle regioni a maggioranza russa e su tutta la comunità russofona, che ammonta a circa il 60% della popolazione.

In un primo momento i russofoni hanno cercato una trattativa, appoggiandosi alle norme della costituzione, ma a causa della risposta negativa e violenta del nuovo governo, é passata ad altre azioni. La situazione in Crimea é nota, ma abbiamo fatto presente al nuovo governo che una situazione analoga si sta creando nella regione di Donetsk, che al contrario della Crimea, produce il 25% del PIL ucraino.

Il nuovo governo sta continuando la sua battaglia neonazista, attaccando e distruggendo i simboli e i monumenti della lotta partigiana in Ucraina e revocando la festa del Primo Maggio. Senza considerare la modifica delle leggi sull’arresto, che daranno la possibilitàal nuovo governo di trattenere chiunque senza esplicitare le accuse per ben 60 giorni.

Il Partito Comunista ucraino ha da sempre sostenuto una proposta che si basa su 3 principi per cercare di risolvere positivamente le tensioni nelle zone a prevalenza russa.

Intavolare un negoziato per risolvere i problemi economici e sociali delle regioni che abbia come premessa l’integrità territoriale dell’Ucraina. Rispettare le procedure di governo ed autonomia scritte nella costituzione dell’Ucraina. La volontà popolare é legge. E quindi i risultati delle consultazioni devono essere rispettate.

Ovviamente nulla di tutto questo é stato accettato prima dal presidente Yanukovic né poi dal nuovo governo.

La proposta principale del partito comunista ucraino é stata ed è quella di far decidere sulle sorti del proprio paese in maniera democratica i cittadini ucraini. Senza influenze esterne.

Ad oggi si sono affrontate solo due fazioni che dicono che una é meglio dell’altra, ma non hanno lasciato ai cittadini la possibilità di dibattere sulle due opzioni e di scegliere liberamente.

Qualsiasi decisione dovrà anche tenere conto della situazione attuale dell’economia ucraina: quelli che ribadiscono che gli accordi con l’Unione Europea consentiranno da subito dei miglioramenti economici, poco sanno delle condizioni dell’ apparato industriale ucraino. Per riconvertire l’apparato industriale agli standard dell’Unione Europea ci vorranno tempo e risorse (che oggi non ci sono), e nel frattempo come vivranno i cittadini ucraini?

In conclusione dell’incontro, Symonenko, ha sottolinato che gli accordi con l’EU firmati a Febbraio sono stati in molte parti disattese, specialmente dove si prevedeva il disarmo delle forze paramilitari, e che il nuovo prestito che sara’ erogato all’Ucraina servirà solo a coprire gli interessi di un precedente prestito erogato dal Fondo Monetario Internazionale, e che le condizioni per erogarlo peggioreranno in maniera considerevole la vita dei cittadini.

Vi é stata anche una proposta di aiuti economici da parte della Cina, senza nessuna clausula capestro nei confronti del sistema sociale ucraino, che non é stata nemmeno presa in considerazione dai governi ucraini.

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