Def, i sindacati si accorgono finalmente che c’è il blocco dei contratti del pubblico impiego fino al 2020 Autore: fabrizio salvatori da: controlacrisi.org

“E’ fondamentale che il governo trovi le risorse per i contratti del pubblico impiego. Quale statista chiede aiuto ai lavoratori per rivedere la spesa e poi dimentica il giusto diritto ad un rinnovo?”. Anche se con un giorno buono di ritardo (ieri controlacrisi ha pubblicato la protesta dei Cobas), i segretari generali di Fp-Cgil, Cisl-Fp, Uil-Fpl e Uil-Pa, Rossana Dettori, Giovanni Faverin, Giovanni Torluccio e Benedetto Attili, si sono accorti che il Def contiene il blocco dei contratti pubblici. E in una nota congiunta chiedono al Governo Renzi “un chiarimento immediato”.

Il Def prevede “l’attribuzione dell’indennità di vacanza contrattuale riferita al triennio contrattuale 2018-2020”. I contratti erano già fermi dal 2010 e il governo Letta aveva deciso un’ulteriore proroga del blocco al 2017. Adesso per effetto del Documento di economia e finanza del governo Renzi potrebbero rimanere congelati per altri 3 anni. Nella versione definitiva del Def trasmessa al Parlamento non è previsto quindi nessuno stanziamento per il rinnovo contrattuale. “La spesa per redditi da lavoro dipendente delle amministrazioni pubbliche – si legge – è stimata diminuire dello 0,7 per cento circa per il 2014, per poi stabilizzarsi nel triennio successivo e crescere dello 0,3 per cento nel 2018, per effetto dell’attribuzione dell’indennità di vacanza contrattuale riferita al triennio contrattuale 2018-2020”. Viene confermato anche il blocco del turn over fino al 2017.
“Un ulteriore blocco sarebbe inaccettabile – scrivono i sindacati – e – aggiungono – la nostra risposta non si farebbe attendere”. “I Def hanno sempre colpevolmente omesso la programmazione delle risorse per le retribuzioni del pubblico impiego. Il punto e’ che quelle risorse vanno trovate”, prosegue la nota. “Le lavoratrici e i lavoratori delle pubbliche amministrazioni – viene ricordato – hanno gia’ subito una lunga pausa, perso una parte consistente del loro potere d’acquisto e adesso il famoso differenziale tra pubblico e privato non puo’ essere piu’ utilizzato come un’arma”.
“Rinnoviamo il nostro appello al Governo affinche’ affronti la riforma della pubblica amministrazione e il riordino dei servizi ai cittadini, a partire dalla valorizzazione del lavoro pubblico. Pretendere che gli stessi lavoratori a cui si chiede uno sforzo di modernizzazione ed efficientamento producano risultati mentre si impoveriscono e continuano a veder negate aspettative basilari come un rinnovo di contratti e’ un’inutile ingiustizia alla quale in caso di conferme – concludono i quattro sindacalisti di Fp-Cgil, Cisl-Fp, Uil-Fpl e Uil-Pa – ci opporremo con tutti i mezzi a nostra disposizione”

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