Gela, l’incendio al petrolchimico riapre le polemiche sul “polo dei veleni” Autore: fabrizio salvatori da: controlacrisi.org

 

L’incendio al petrolchimico di Gela, che non ha fatto vittime solo per alcune fortuite circostanze, è stato l’occasione per parlare della mancanza dei controlli e della pericolosità di un sito industriale che proprio a causa della crisi economica e dell’abbandono da parte di molte aziende rischia di diventare un vero e proprio vulnus per quanto riguarda la sicurezza dei lavoratori. Continua ad essere critica, poi, la situazione delle patologie tra la cittadinanza legate alla diffusione dissennata dei veleni in questi anni.Secondo lo studio dell’Osservatorio regionale epidemiologico, il tumore infantile e’ al +159,2%. “L’analisi delle tabelle sulla mortalita’, in alcuni casi, sono persino peggiori rispetto a quelle di Taranto”, come sottolinea il portavoce degli ambientalisti Angelo Bonelli. Rispetto alle citta’ piu’ vicine, a Gela i maschi muoiono di piu’ per tutti i tipi di tumore (+18,3%), per il cancro infantile (+159,2%), per il tumore allo stomaco (+47,5%), alla pleura (+67,3%), alla vescica (+9,6), o per morbo di Hodgkin(+72,4), del mieloma multiplo (+31,8). “Si tratta di dati estremamente preoccupanti che delineano i contorni di un’emergenza ambientale e sanitaria gravissima”, aggiunge Bonelli.
“La Sicilia non rispetta la legge in materia di qualita’ dell’aria infatti non ha ancora approvato, unica regione in Italia, il piano di risanamento. Di fronte a questa emergenza di legalita’ assistiamo a incidenti a catena di fronte all’immobilismo delle istituzioni: primi della lista regione e ministero dell’Ambiente – conclude Bonelli -. In Sicilia c’e’ un emergenza di legalita’ che fa strage di ambiente e di salute e per questo che ci siamo gia’ rivolti alle autorita’ giudiziarie e all’Unione Europea affinche’ apra una procedura d’infrazione”.

A parlare di “incidente non occasionale” è l’Idv, che per bocca dei due segretari nazionale e regionale parlano di “precise responsabilita’ che nascondono una carenza di controlli e di tecnici che non fanno certamente ben sperare”. Anche il Movimento 5 stelle fa sentire la sua protesta: “Basta con false promesse e vuoti giri di parole. Gli incidenti nei petrolchimici siciliani sono ormai una tremenda costante. I cittadini non possono e non devono piu’ tollerarli, si ribellino e chiedano i danni, noi li sosteremo in qualsiasi modo”, scrive in una nota il Gruppo parlamentare all’Assemblea regionale siciliana M5S.
Anche se l’incendio non ha provocato vittime, il territorio circostante è stato avvolta per ore da una spessa coltre di fumo nero. “I danni all’ambiente, pero’, ci sono – afferma il presidente della commissione Ambiente dell’Ars , Giampiero Trizzino – e continueranno a scontarli nel tempo gli abitanti dei centri vicini. Qualche giorno fa era successa la stessa cosa a Siracusa, all’interno dell’altro polo industriale. E’ un anno che chiediamo maggiori controlli ed un programma di dismissione progressiva degli impianti. Vedremo come si giustificheranno questa volta. Intanto i polmoni dei siciliani ringraziano”.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: