Cgil, “un congresso senza regole e contro le regole”. “Il sindacato è un’altra cosa” produce il suo dossier | Autore: fabio sebastiani da: controlacrisi.org

 

Scorrettezze di ogni genere, scarsa informazione, ed anche trasgressioni palesi al regolamento. E poi ancora espulsioni e crociate contro i dissidenti. Che questo congresso della Cgil non si annunciasse come una passeggiato sul lungomare era noto, ma scorrendo il dossier messo insieme dai militanti del gruppo di minoranza “Il sindacato è un’altra cosa”, gli stessi che sono stati oggetti a Milano di una aggressione nel corso di una assemblea dove era presente la leader della Cgil Susanna Camusso, ci si rende conto che si è combattuta una battaglia senza esclusione di colpi. Poi i numeri ufficiali diranno un’altra cosa, ovvero che ci sono state 50mila assemblee e che la partecipazione ha raggiunto i due milioni di iscritti, ovvero un terzo del corpo della Cgil, ma la realtà è ben diversa. Il sospetto è quello di trovarsi di fronte a verbali manipolati. Così denuncia “La Cgil che vogliamo nel suo dossier”. La controprova è nel fatto che in ogni congresso dove loro erano presenti il numero dei partecipanti è stato “enormemente inferiore” a quello di altri dove non erano presenti. Nel dossier ci sono puntuali documentazioni su questo. E anche sui casi in cui si è impedito in qualche modo al relatore “di minoranza” di partecipare alle assemblee. Le tecniche sono tante, a cominciare da quella dello spostamento dell’assemblea all’ultimo minuto.

“la vicenda congressuale in corso – si legge nel dossier – mostra drammaticamente e tristemente un pesante logoramento della democrazia formale che pure lo statuto proclama e ancora di più una pratica di gestione del congresso che diffusamente, pur se non in modo generalizzato, calpesta la lettera e la sostanza di quella che fu l’ispirazione degli inventori della democrazia moderna”.

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