Ucraina, aumenta il numero dei morti. Il governo annuncia un accordo. Ancora pressioni dell’occidente | Autore: fabio sebastiani da: controlacrisi.org

 

Sale a 75 il bilancio ufficiale delle persone che hanno perso la vita in questi tre giorni di scontri a Kiev. Il ministero della Salute ucraino in un comunicato precisa anche che sono 76 i feriti che versano in gravi condizioni. Le lunghe trattative di questa notte tra Troika europea (Francia, Germania e Polonia) opposizione e governo non hanno prodotto grandi risultati. Il presidente Yanukovich però sventola uno straccio di accordo più con l’obiettivo di rasserenare il clima che di produrre una vera svolta. Secondo una nota presidenziale l’accordo prevede il voto anticipato, cambiamenti nella coalizione e riforme della Costituzione.
Il parlamento ucraino, intanto, ha condannato l’uso della forza contro i manifestanti e ha proibito le “operazioni antiterrorismo” annunciate dai servizi segreti (Sbu). Il voto, 236 deputati su 450 ma 238 presenti può essere considerato all’unanimità.

Lo scenario internazionale si va sempre più intensificando di iniziative.Il tenue filo diretto tra Putin e Merkel per il momento si ferma a un accordo sulla necessità di fare del tutto per interrompere l’escalation delle violenze. Il vicepresidente americano, Biden, infine, ha chiamato il presidente ucraino, Viktor Ianukovich per chiedere che il governo di Kiev ritiri le forze che in queste ore stanno reprimendo la protesta di piazza. Biden ha detto a Ianukovich che gli Usa hanno pronte le sanzioni contro chi si e’ macchiato di violenze.

Questo delle sanzioni è un fronte che la Russia sta mal digerendo. Il ministro degli Esteri Serghiei Lavrov un vero e proprio ricatto. Il nodo del dossier ucraino, infatti, è tutto economico e geopolitico. Non a caso nelle ultime ore è uscito anche il rating di S&P che scende a CCC, il che corrisponde ad un Paese vicino al default; la prospettiva inoltre è negativa, con il rischio quindi di un ulteriore abbassamento della nota a breve termine.

Se Ianukovich vuole i prestiti promessi e il gas russo a prezzi sostenibili per dare un po’ d’ossigeno all’economia non può pensare di voltare le spalle a Putin. Dei 15 miliardi di dollari concordati, la Russia ne ha anticipati finora solo tre e ha fatto sapere che il resto arrivera’ quando la situazione sara’ piu’ tranquilla. D’altra parte un abbassamento dei prezzi del gas importato rappresenta un bel po’ di liquidita’ per le casse dello Stato. E Ianukovich, e’ il messaggio di Mosca, deve capire che per lui la strada e’ quella intrapresa dopo la rinuncia, in novembre, a un accordo con l’Unione europea.

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