I Cobas di Pisa, solidarietà a Cremaschi e ai militanti del “Sindacato è un’altra cosa” Autore: redazione da: controlacrisi.org

“Esprimiamo solidarietà a Giorgio Cremaschi e agli attivisti sindacali della minoranza il Cgil ‘Il sindacato è un’altra cosa’, ai quali è stato impedito di intervenire in un’assemblea regionale della Cgil a Milano”. Così un comunicato dei Cobas di Pisa, che parlano di espulsioni, minacce, spintonate, e aggressioni.

“Sbaglia chi etichetta questi fatti come un episodio relativo alla cosiddetta battaglia congressuale della Cgil. In gioco ci sono i diritti dei lavoratori – continua il comunicato – la loro libertà di azione, di organizzazione sindacale, di parola. L’accordo interconfederale del 10 gennaio di quest’anno, detto Testo Unico sulla rappresentanza, sottoscritto da Cgil-Cisl-Uil con Confindustria, è la quintessenza della cancellazione proprio di quei diritti e di quelle libertà e non è altro che l’epilogo di decenni di affossamento della contrattazione democratica, affossamento che negli ultimi anni ha fatto passi da gigante con l’accordo del gennaio 2009 tra Cisl, Uil e Confindustria, con quello del giugno 2011 tra Cgil, Cisl, Uil e Confindustria, con quello del maggio 2013 sempre a opera dei ‘magnifici quattro'”.
Una rappresentanza che fa fuori chi dissente, continuano i Cobas, sia come Rsu che come sindacato di base, privandolo dei diritti sindacali e sanzionandolo anche sul piano pecuniario.
“Una rappresentanza fatta a uso e consumo delle imprese, per permettere loro, con la totale complicità e il più pieno collaborazionismo dei sindacati cosiddetti “maggiori”, di imporre ai lavoratori accordi e contratti sempre più capestro£, proseguono i Cobas.
Secondo i Cobas, gli attivisti sindacali presi a botte a Milano si opponevano a questa prospettiva e reclamavano il diritto di poterlo dire in assemblea. “Ma la democrazia made in Cgil non ha voluto sentire ragioni”.
I militanti dei sindacati di base “questo lo provano da sempre sulla loro pelle, perché da sempre quella “democrazia” gli ha impedito di esercitare i diritti sindacali, li ha discriminati, li ha diffamati, li ha esposti alla repressione delle imprese. E tutto senza che nessuna anima candida gridasse allo scandalo!”
È per questo che è scattata subito in loro la spinta alla solidarietà per gli attivisti della minoranza Cgil aggrediti a Milano.

 

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