Afghanistan, una legge per mettere a tacere le donne vittime di violenza domestica Fonte: redattoresociale.it

Una nuova legge afghana permetterà agli uomini di aggredire le loro mogli, figlie e sorelle, senza timore di punizione giudiziaria. La modifica al codice di procedura penale in Afghanistan vieta ai familiari della persona accusata di testimoniare contro di lei. La maggior parte delle violenze contro le donne in questo paese è all’interno della famiglia, così la legge, approvata dal parlamento – ma in attesa della firma del presidente Hamid Karzai – mette sotto silenzio le vittime, scrive il quotidiano The Guardian .

“E’ una parodia quello che sta accadendo”, ha detto Manizha Naderi, direttore dell’associazione  “Donne per le donne afghane”. “Le persone più vulnerabili non otterranno mai giustizia”.

Con la nuova legge, gli omicidi da parte dei padri e dei fratelli che disapprovano il comportamento di una donna sarebbero quasi impossibili da punire. L’associazione Human rights watch dice che la legge “lascia i picchiatori di donne e ragazze fuori dai guai”. Il disegno di legge è stato inviato a Karzai, che deve scegliere se firmare. Gli attivisti chiederanno al presidente di non firmare fino a quando l’articolo non sia modificato. Selay Ghaffar,direttore del Gruppo di rifugio e di difesa e assistenza umanitaria per le donne e i bambini dell’Afghanistan, ha detto che gli attivisti sperano di ripetere il successo di una campagna del 2009 che ha costretto Karzai ad ammorbidire un diritto di famiglia che decretava lo stupro coniugale come un diritto del marito.

Lo scorso anno il parlamento ha bloccato una legge per frenare la violenza contro le donne e tagliare la quota delle donne nei consigli provinciali, mentre il ministero della Giustizia caldeggiava una proposta per riportare la lapidazione come punizione per l’adulterio.

“Il governo non è molto democratico o fortemente a favore dei diritti delle donne”, dichiara Ghaffar. Paesi che hanno speso miliardi cercando di migliorare la giustizia e i diritti umani sono ora concentrati in gran parte sulla sicurezza, e si stanno ritirando dalla politica afgana. Una legge assurda in un paese che insieme alle organizzazioni di diritti umani, da anni sta combattendo la lentezza dei progressi nella lotta contro la violenza e dai cosiddetti delitti d’onore, matrimoni forzati e abusi domestici.

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