Spagna,continua la protesta contro la legge antiabortista: le Femen a seno nudo Autore: fabrizio salvatori da: controlacrisi.org

 

Cinque attiviste di Femen, a seni nudi e al grido di “l’aborto è sacro”, hanno manifestato l’altra sera sera davanti alla Conferenza episcopale spagnola. La protesta – riferisce El Paìs – è avvenuta verso le 8 di sera, mentre il il cui presidente Antonio Maria Ruoco Varela, che stava entrando nella parrocchia de Los Santos Justo y Pastor, a Madrid, per celebrare la messa scendeva dall’auto per raggiungere la chiesa. Le cinque Femen hanno lanciato dei pantaloni macchiati di sangue contro Ruoco Varela, il quale si è rifugiato dentro l’edificio sacro.Le attiviste hanno continuato a manifestare, tra gli applausi dei passanti. Sabato, mille persone hanno manifestato a Madrid contro la riforma della legge che rende più difficile l’interruzione di gravidanza nel paese iberico. Al grido di “aborto libero!”, decine di migliaia di persone hanno sfilato per le strade di Madrid per la prima grande manifestazione contro il progetto di legge del governo conservatore spagnolo che vuole sopprimere il diritto all’interruzione volontaria della gravidanza.
“Si tratta di una mobilitazione enorme. Siamo venuti a dire al governo che non vogliamo tornare indietro di 40 anni”, ha affermato Begona Piñero dell’associazione “Las Comadres des Asturies”, di cui un gruppo è partito ieri sul “treno per la libertà” da Gijon a Madrid.

“Gallardon, dimissioni”, ha scandido a più riprese il corteo, indirizzando la protesta contro il ministro di Giustizia, Alberto Ruiz Gallardon, primo firmatario del disegno di legge. “Sono i miei diritti, è la mia vita”, “aborto libero per non morire”, hanno scritto sugli striscioni le manifestanti, provenienti da tutti gli angoli della Spagna per confluire davanti al Congresso, che dovrà prendere il esame il testo.

La legge attualmente in vigore in Spagna, approvata dal governo socialista di Zapatero, autorizza l’aborto fino alla 14esima settimana di gravidanza, per tutte le donne, senza giustificazione alcuna, e fino a 22 settimane nel caso di malformazione del feto o di grave pericolo per la salute psichica o fisica della gestante. Il disegno di legge dei popolari vieta l’interruzione di gravidanza, ad eccezione dei casi di stupro o di pericolo dimostrato per la vita della madre. Manifestazioni di solidarietà alle donne spagnole ci sono state in Italia e in tutta Europa.

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