Sindacato, Maurizio Scarpa e Franca Peroni lasciano la Cgil | Autore: fabio sebastiani da: controlacrisi.org

 

“Compagne e compagni , per rispetto alla Organizzazione nella quale per molti anni abbiamo militato vi informiamo della nostra volontà di rimettere il nostro mandato da tutti gli incarichi sino ad oggi ricoperti in Cgil. Da oggi non saremo più militanti di questa organizzazione sindacale e rinunciamo alla nostra condizione di iscritti alla Cgil. Maurizio Scarpa e Franca Peroni, da anni dirigenti della Cgil (Filcams e Pubblico Impiego), dicono addio al sindacato diretto da Susanna Camusso, ormai “non più riformabile”. “Una decisione non facile”, come scrivono nella loro lettera “che è venuta maturando nel tempo e che è arrivata fino alla “divergenza strategica”. Franca Peroni sino ad ora direttivo nazionale Cgil e già segretaria nazionale Fp Cgil, e Maurizio Scarpa sino ad ora vice presidente nazionale Cgil, già segretario nazionale Filcams Cgil, hanno scritto una lettera al direttivo nazionale e alla leader della Cgil Susanna Camusso.

L’ultimo accordo sulla Rappresentanza è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso? No, per niente. Come sottolineano, non li ha sorpresi più di tanto, “perché la domanda che ci ponevamo non era ‘se’, ma ‘quando’ . Il ‘quando’ è arrivato ed è per noi solo l’ultimo anello di una catena il cui inizio ha radici lontane quando la maggioranza di voi, come massimo gruppo dirigente di quella che fu la nostra organizzazione, ha acconsentito ad un progressivo cambio della natura e dei valori della Cgil”. E il primo valore messo in discussione è stato proprio quello del rapporto con i lavoratori, a cui si è preferito anteporre la strategia della cosiddetta unità sindacale con Cisl e Uil. Non solo, la distruzione dell’indipendenza e dell’autonomia è arrivata fino al punto di allacciare rapporti sempre più stretti sia con il Governo che con Confindustrria. Una vera e propria “caporetto sociale”, che ha colpito il vissuto quotidiano degli oltre 20 milioni di lavoratori e lavoratrici dipendenti che avremmo dovuto rappresentare”.

Nel contempo si è consentito a chi si è succeduto al Governo di vantarsi in Europa di aver cancellato i più importanti diritti del mondo del lavoro (pensioni, art. 18, contratti collettivi, salario, estensione della precarietà) senza alcun conflitto sociale. “Naturalmente queste scelte non potevano non avere anche una ricaduta nella vita interna democratica e nel sistema organizzativo”.

Insomma, dentro il sindacato quello che è accaduto in relazione a questa “nuova linea” è stata l’umiliazione e la emarginazione di tutti i dirigenti che hanno sostenuto le tesi alternative, dove solo le “abiure” di quelle posizioni hanno consentito, dove non si era maggioranza, di mantenere un ruolo politico nell’organizzazione.

Scarpa e Peroni accusano la Cgil di aver messo in soffitta la ricerca del consenso e sviluppato “l’acquisizione delle risorse economiche per la conservazione della struttura interna. Qui si è scelta una via di non ritorno. Ormai consistenti risorse economiche non provengo no dalla libera e cosciente iscrizione dei lavoratori e delle lavoratrici, ma da altre forme di finanziamento, tutte vincolate o alle decisioni dei Governi (patronati, CAF) o dall’obbligo di sottoscrivere il contratto collettivo (enti bilaterali e quote di servizio). In molte federazioni si potrebbe vivere senza iscritti, ma non senza le entrate ‘extra tesseramento’. L’impegno assunto anni fa di ridurre drasticamente queste forme di entrate, si è tramutato nel suo contrario, “con un incremento esponenziale, abbracciando definitivamente il modello CISL di sindacato.Una decisione tanto grave quanto assunta senza alcuna discussione interna”.

Scarpa e Peroni non hanno annunciato dove sarà diretto il loro impegno futuro. Tuttavia, per domani in via Cavour (Centro congressi) hanno convocato una conferenza stampa (ore 13) al termine dei lavori di una assemblea di delegati Usb.

Annunci
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: