ANPInews 105

Su questo numero di ANPInews (in allegato):

APPUNTAMENTI

Il 31 gennaio a Cinisello Balsamo (MI) il Presidente Nazionale dell’ANPI con gli studenti per parlare di Resistenza e Costituzione

ARGOMENTI

Notazioni del Presidente Nazionale ANPI, Carlo Smuraglia:

E’ il caso di occuparsi del merito dello “sdoganamento” di Berlusconi e dunque dell’intesa con Renzi. Anzitutto, per quanto riguarda la legge elettorale. Diciamo tutti da molto tempo che il porcellum doveva essere cassato poiché toglieva poteri e diritti ai cittadini. Ma ora, d’improvviso, si scopre che lo schema di una nuova legge non restituisce affatto ai cittadini la libertà di scegliere, ma è seriamente e fortemente attestato, ancora una volta, sulle liste bloccate ad emanazione dei partiti. Un progetto che va contro la sostanza delle motivazioni della Corte Costituzionale e contro una evidente logica democratica. Per questo ho firmato un appello di giuristi perché non si dia vita ad un altro “ mostro

Nella news-letter della scorsa settimana, mi sono occupato solo dello “sdoganamento” di Berlusconi. Di ciò che ho scritto sono più che mai convinto (basterebbe ricordare il sorriso sfolgorante dell’On. Santanchè, in televisione, dopo la notizia dell’incontro con Renzi e dell’intesa raggiunta fra i due). Ma adesso è il caso di occuparsi del merito. L’intesa sarebbe stata raggiunta su tre punti: legge elettorale; “abolizione del Senato”; riforma del sistema delle autonomie. Il segretario del Partito democratico è stato perentorio: si tratta di un pacchetto da prendere o lasciare, soprattutto per quanto riguarda la legge elettorale, ma in definitiva anche per il resto (…)


 

Appello dei giuristi: Italicum peggio del Porcellum, fermatevi (…)

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Il volontario di Auschwitz – Booktrailer

Ed ora spunta anche un codicillo “Salva-Sel” Fonte: Liberazione.it

 

Nell’oscena architettura in divenire dell’Italicum, dopo il codicillo ‘salva Lega’, ne sarebbe in gestazione un altro, che potrebbe entrare nell’Italicum nel corso del cammino parlamentare: una sorta di clausola ‘salva-Vendola’ o meglio, di ‘salva-Sel’. Questa, secondo fonti democrat, sarebbe la partita di scambio chiesta da Renzi a Berlusconi per garantire al Carroccio una rappresentanza in Parlamento. Come? Semplice. Basta introdurre nel dispositivo un ulteriore variante sul tema, vale a dire un comma che consenta di recuperare il primo partito della coalizione escluso, ovvero che resta sotto la soglia di sbarramento. L’operazione si renderebbe necessaria in ragione della caduta verticale di consensi che i sondaggi attribuiscono al partito di Vendola (accreditato di una percentuale fra il 2 e il 3 per cento e dunque per nulla garantito, neppure qualora la soglia d’ingresso fosse ulteriormente ritoccata al ribasso). Così se Sel si presenta con il Pd e non arriva al 4 o al 4,5% avrà comunque seggi perché primo e forse anche unico partito alleato del Pd. Forza Italia potrebbe accettare questo punto anche perché favorirebbe nel Centrodestra Fratelli d’Italia, utile a Berlusconi per costruire una coalizione in grado di giocarsela con il Centrosinistra del sindaco di Firenze. Questa ulteriore mostruosità accentuerebbe ancor più il carattere perverso della costruzione bipartitica che Pd e Forza Italia vogliono ad ogni costo imporre: un meccanismo intimamente corruttivo, che spinge le forze minori ad allearsi con uno dei due partiti maggiori per assicurarsi l’ingresso in parlamento anche a dispetto dei pochi voti raccolti. Insomma, un premio al vassallaggio. Il voto dei cittadini acquista così un diverso peso a seconda di chi lo riceve.

Rappresentanza, il Forum diritti/lavoro convoca una assemblea a Roma per boicottare l’accordo Autore: fabrizio salvatori da: controlacrisi.org

 

Un’assemblea nazionale per opporsi al Testo unico sulla Rappresentanza. L’ha organizzata il Forum diritti/lavoro per il 5 febbraio (Roma, 15.30 Centro Congressi Cavour, in via Cavour 50) invitando “tutti i lavoratori, le forze politiche e sociali, i giuristi e costituzionalisti, con cui lanciare su tutto il territorio il massimo numero di “azioni di contrasto”.
Un aperto boicottaggio che ha già allo studio anche due iniziative parallele di contrasto giudiziario dell’accordo sia da parte del sindacalismo conflittuale ancora rimasto in Cgil, e che si riconosce nella mozione congressuale “Il sindacato è un’altra cosa”, sia dall’USB.Forum diritti/lavoro ritiene che il Testo unico sulla rappresentanza conferma tutto il peggio degli accordi interconfederali del 28 giugno 2011 e del 31 maggio 2013: la possibilità per gli accordi aziendali di derogare i minimi previsti dal contratto nazionale e di introdurre sanzioni contro chi vuole scioperare, oltre alla rinuncia alla generalizzazione delle elezioni sui posti di lavoro per la nomina degli Rsu; l’ estensione della possibilità di introdurre norme di divieto a “iniziative di contrasto” sindacali anche nei contratti nazionali”. “Ma ciò che è ancora peggio – prosegue – è che l’accordo del 10 gennaio impone ad ogni organizzazione che voglia avere la benché minima possibilità di fare sindacato sui posti di lavoro (concorrere alle elezioni delle Rsu ed avere le trattenute sindacali dei lavoratori), di accettare le medesime regole e sottomettersi alle stesse sanzioni, che per di più manomettono esplicitamente la recente sentenza della Corte Costituzionale, reintroducendo il necessario requisito della firma del contratto per accedere ai diritti previsti dall’art. 19 dello statuto, dichiarato anticostituzionale dalla Corte solo sei mesi fa”.
“Confindustria e Cgil – conclude la nota del Forum – fanno così partire – scommettendo sulla complicità di Inps e Cnel – il grande cantiere della definitiva normalizzazione sociale: dentro il sindacato diviene definitivamente uno strumento tra i tanti con cui trasmettere il comando di impresa per i sempre meno lavoratori che un regolare posto di lavoro ancora lo hanno; fuori la disperazione sociale viene rimessa, se va bene, agli enti caritatevoli e se va male alle forze di pubblica sicurezza”.

Ilaria Cucchi indagata con l’accusa di diffamazione. Solidarietà Prc | Autore: fabrizio salvatori da: controlacrisi.org

Ilaria Cucchi è indagata dalla Procura di Roma con l’accusa di aver diffamato agenti della polizia. È lei a darne notizia in un post sul suo blog sull’Huffington Post: “Ebbene si! Sono sottoposta ad indagini dalla procura della repubblica di Roma. Mi ha querelato il signor Maccari del sindacato della polizia di Stato COISP. Sono indagata per aver offeso l’onore della Polizia di Stato e di tutti i poliziotti che ne fanno parte”, spiega.

 

“Sono indagata per aver reclamato verità e giustizia per la morte di Federico, di Michele, di Giuseppe, di Dino e di tanti altri morti di Stato. Sono indagata per essermi ribellata alla mistificazione ed alle infamanti menzogne sulla morte di mio fratello. Io non mi fermerò, mai. Non avrò pace fino a quando non avrò ottenuto giustizia. Io voglio confessare tutto, ogni cosa. Queste morti offendono la Polizia , questo è sicuro. Offendono lo Stato. Questo è altrettanto sicuro. Offendono tutti. Federico Aldrovandi, Giuseppe Uva, Michele Ferrulli, Dino Budroni, Federico Perna, Gabriele Sandri e tanti tanti altri non dovevano morire. No. È colpa loro se è stato offeso lo Stato. Stefano Cucchi è morto per essere stato portato nel Tribunale di piazzale Clodio, a Roma e poi all’ospedale Pertini”.

 

“Stefano Cucchi non doveva morire. La colpa è sua se la polizia si sente offesa. È colpa mia. Voglio essere processata per questo. Questi padri, figli, fratelli non dovevano morire. E siccome sono morti noi famigliari dovevamo stare zitti. Il dolore e le tremende sofferenze alle quali sono stati sottoposti non sono importanti. No. Loro non dovevano morire e se sono morti è colpa loro. Tutta colpa loro. E noi tutti, soprattutto, dovevamo e dobbiamo stare zitti. Zitti. E ringraziare”, conclude Ilaria Cucchi.

Solidarietà è stata espressa dal segretario del Prc Paolo Ferrero. “Tutta la nostra solidarietà a Ilaria Cucchi – si legge in una nota – sottoposta a indagini dalla procura della Repubblica di Roma a seguito delle querele del sindacato di polizia COISP. Siamo sicuri che questo ennesimo, vergognoso episodio non fermerà lei e la sua famiglia nella ricerca di verità e giustizia sull’omicidio di Stefano Cucchi”. Una dichiarazione in questa direzione anche da parte del sindaco di Roma Ignazio Marino. “Sono vicino a Ilaria Cucchi, Lucia Uva e Domenica Ferrulli, indagate per aver chiesto la verita’”, commenta su twitter Marino

Sindacato, Maurizio Scarpa e Franca Peroni lasciano la Cgil | Autore: fabio sebastiani da: controlacrisi.org

 

“Compagne e compagni , per rispetto alla Organizzazione nella quale per molti anni abbiamo militato vi informiamo della nostra volontà di rimettere il nostro mandato da tutti gli incarichi sino ad oggi ricoperti in Cgil. Da oggi non saremo più militanti di questa organizzazione sindacale e rinunciamo alla nostra condizione di iscritti alla Cgil. Maurizio Scarpa e Franca Peroni, da anni dirigenti della Cgil (Filcams e Pubblico Impiego), dicono addio al sindacato diretto da Susanna Camusso, ormai “non più riformabile”. “Una decisione non facile”, come scrivono nella loro lettera “che è venuta maturando nel tempo e che è arrivata fino alla “divergenza strategica”. Franca Peroni sino ad ora direttivo nazionale Cgil e già segretaria nazionale Fp Cgil, e Maurizio Scarpa sino ad ora vice presidente nazionale Cgil, già segretario nazionale Filcams Cgil, hanno scritto una lettera al direttivo nazionale e alla leader della Cgil Susanna Camusso.

L’ultimo accordo sulla Rappresentanza è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso? No, per niente. Come sottolineano, non li ha sorpresi più di tanto, “perché la domanda che ci ponevamo non era ‘se’, ma ‘quando’ . Il ‘quando’ è arrivato ed è per noi solo l’ultimo anello di una catena il cui inizio ha radici lontane quando la maggioranza di voi, come massimo gruppo dirigente di quella che fu la nostra organizzazione, ha acconsentito ad un progressivo cambio della natura e dei valori della Cgil”. E il primo valore messo in discussione è stato proprio quello del rapporto con i lavoratori, a cui si è preferito anteporre la strategia della cosiddetta unità sindacale con Cisl e Uil. Non solo, la distruzione dell’indipendenza e dell’autonomia è arrivata fino al punto di allacciare rapporti sempre più stretti sia con il Governo che con Confindustrria. Una vera e propria “caporetto sociale”, che ha colpito il vissuto quotidiano degli oltre 20 milioni di lavoratori e lavoratrici dipendenti che avremmo dovuto rappresentare”.

Nel contempo si è consentito a chi si è succeduto al Governo di vantarsi in Europa di aver cancellato i più importanti diritti del mondo del lavoro (pensioni, art. 18, contratti collettivi, salario, estensione della precarietà) senza alcun conflitto sociale. “Naturalmente queste scelte non potevano non avere anche una ricaduta nella vita interna democratica e nel sistema organizzativo”.

Insomma, dentro il sindacato quello che è accaduto in relazione a questa “nuova linea” è stata l’umiliazione e la emarginazione di tutti i dirigenti che hanno sostenuto le tesi alternative, dove solo le “abiure” di quelle posizioni hanno consentito, dove non si era maggioranza, di mantenere un ruolo politico nell’organizzazione.

Scarpa e Peroni accusano la Cgil di aver messo in soffitta la ricerca del consenso e sviluppato “l’acquisizione delle risorse economiche per la conservazione della struttura interna. Qui si è scelta una via di non ritorno. Ormai consistenti risorse economiche non provengo no dalla libera e cosciente iscrizione dei lavoratori e delle lavoratrici, ma da altre forme di finanziamento, tutte vincolate o alle decisioni dei Governi (patronati, CAF) o dall’obbligo di sottoscrivere il contratto collettivo (enti bilaterali e quote di servizio). In molte federazioni si potrebbe vivere senza iscritti, ma non senza le entrate ‘extra tesseramento’. L’impegno assunto anni fa di ridurre drasticamente queste forme di entrate, si è tramutato nel suo contrario, “con un incremento esponenziale, abbracciando definitivamente il modello CISL di sindacato.Una decisione tanto grave quanto assunta senza alcuna discussione interna”.

Scarpa e Peroni non hanno annunciato dove sarà diretto il loro impegno futuro. Tuttavia, per domani in via Cavour (Centro congressi) hanno convocato una conferenza stampa (ore 13) al termine dei lavori di una assemblea di delegati Usb.