Rappresentanza, è scontro tra Cgil e Fiom. Al direttivo Landini chiederà il ritiro della firma | Autore: fabio sebastiani da: controlacrisi.org

 

Ritiro della firma al testo sulla Rappresentanza firmato con Cisl, Uil e Confindustria. C’è da giurare che il Comitato direttivo di domani in corso d’Italia sarà un bello spettacolo di fuochi artificiali. La Fiom, che oggi ha tenuto il suo Comitato centrale, per bocca del segretario generale Maurizio Landini, dice che quello non è un regolamento attuativo dell’accordo del 31 maggio ma un accordo nuovo di zecca che Susanna Camusso (ha snobbato il Comitato centrale nonostante l’invito ad intervenire) non aveva nessun titolo a firmare. E quindi è lo stesso Landini a chiedere alla sua organizzazione il mandato per andare domani al direttivo della Cgil e porre la questione del ritiro della firma.
Ma non è soltanto una questione di metodo quella sollevata dalla Fiom. “Vogliamo che si giunga ad un accordo senza sanzioni e senza l’arbitrato – ha dichiarato Landini al termine del suo intervento ai giornalisti. Chiediamo che si dia alle categorie l’autonomia e l’autorita’ di negoziare sulla materia nei contratti nazionali. Inoltre, che sia garantito il voto dei lavoratori e delle lavoratrici ad ogni livello”. Landini ha quindi insistito sulla necessita’ di applicare la sentenza della Corte Costituzionale, in modo che non ci siano “limiti alla liberta’ dei lavoratori”.
“I lavoratori e le lavoratrici coinvolte dall’accordo (cioe’ di aziende aderenti a Confindustria) devono essere messi in condizioni di poter essere consultati e di poter decidere”.
Landini ha inoltre illustrato al comitato centrale il documento programmatico della Fiom in vista del congresso della Cgil, con le proposte su cui la federazione dei metalmeccanici intende confrontarsi con forze politiche, Parlamento, governo.

Domani, quindi, al Comitato direttivo della Cgil ci sarà battaglia. Un gruppo di rappresentanti sindacali della Fiom di Pomigliano hanno invitato le altre Rsu/Rsa della Cgil ad andare a Roma per manifestare il loro dissenso da quello che ritengono un passaggio nel merito e nel metodo sbagliato. “In nome dei valori e dei principi della CGIL, fondati sulla democrazia e la partecipazione – si legge in una lettera postata su Fb – riteniamo sbagliato chiudere questa vicenda così importante solo con un voto ‘di fiducia’ del Direttivo della Cgil nazionale e chiediamo all’organismo dirigente della Cgil di aprire una fase vera di discussione e decisione democratica sull’accordo del 10 gennaio, convocando direttivi e assemblee che coinvolgano almeno i lavoratori delle categorie interessate”.

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