17 deputati regionali catanesi indagati. Tutti i nomi senza censure. da: catania-benecomune

Non sarà mai l’iscrizione al registro degli indagati in un’inchiesta a stabilire l’onestà e la correttezza di una donna o di un uomo e per gli 83 deputati regionali siciliani indagati per peculato non si deve fare eccezione.

Gli organi di stampa in queste ore hanno definito un “terremoto politico” l’inchiesta della Guardia di Finanza sulle spese compiute dai gruppi parlamentari dell’Assemblea Regionale Siciliana. Pare che decine di deputati regionali utilizzassero i soldi pubblici a loro assegnati per spese istituzionali per l’acquisto di beni di lusso, di accessori d’abbigliamento costosissimi, di biancheria intima griffata (a dimostrazione che con la “Padania” non siamo poi così diversi) e di chissà cos’altro. Accuse che, se confermate, risulterebbero gravissime in quanto farebbero emergere in maniera cruda e immediata l’uso che una parte della politica fa delle Istituzioni. La punta di un iceberg se pensiamo a come può avere usato l’incarico pubblico chi è riuscito a usare soldi pubblici per comprarsi le mutande di marca: assunzioni, favori e clientele “sembrano quasi più decenti”.

Fermo restando il principio che l’iscrizione al registro degli indagati non determina in nessun modo la colpevolezza non si può non notare la parzialità di certa informazione che ha trattato la vicenda, specialmente a Catania, con sospetta prudenza, tentando di fare uscire allo scoperto i nomi di alcuni indagati tenendone altri quasi segreti. A dover dare spiegazioni per questa inchiesta, a dover dimostrare puntualmente l’uso fatto del denaro pubblico non possono essere solo alcuni ma tutti e maggiore è il loro peso politico, maggiore la loro influenza, maggiore dovrà essere la solerzia nel fornire chiarimenti, nel dimostrare la propria estraneità ai fatti. I deputati regionali indagati eletti nel Collegio di Catania alle penultime e ultime elezioni sono 17. Ecco i loro nomi, i loro partiti e il loro peso politico (senza censure).

Concetta Raia, Partito Democratico. Esponente politico di punta del gruppo dirigente della Cgil catanese

Lino Leanza, fondatore di Articolo 4. Ex braccio destro di Raffaele Lombardo, elemento portante delle coalizioni che hanno eletto Rosario Crocetta ed Enzo Bianco.

Salvo Pogliese, Forza Italia. Esponente di spicco della destra catanese.

Nicola D’Agostino, Udc. Ex esponente dell’MPA di Lombardo ha gestito, per l’Udc, l’avvicinamento al Partito Democratico.

Raffaele Lombardo, Mpa. Ex Presidente della Regione, inquisito per concorso esterno in associazione mafiosa.

Nino Di Guardo, Partito Democratico. Attuale Sindaco di Misterbianco

Marco Forzese, Democratici e Riformisti. Dopo aver svolto incarichi per le amministrazioni del centrodestra ora è azionista delle coalizioni di Crocetta e Bianco.

Giovanni Cristaudo, già PDL. È stato condannato per concorso esterno in associazione mafiosa nel processo IBLIS.

Giuseppe Spampinato, Il Megafono.

Raffaele Nicotra, Articolo 4. Braccio destro di Lino Leanza.

Guglielmo Scammacca, già mpa. Fedelissimo di Raffaele Lombardo.

Salvatore Giuffrida, Udc. Già Sindaco di Tremestieri.

Giovani Barbagallo, Partito Democratico.

Orazio D’Antoni, già mpa. È stato condannato nel processo per il buco di bilancio al Comune di Catania.

Francesco Calanducci, già mpa.

Giuseppe Arena, già mpa.

Dino Fiorenza, già mpa.

Questi i nomi diffusi la notte del 15 gennaio. Sembra che si siano aggiunti alla lista degli indagati anche Fausto Fagone, già Udc, condannato per mafia nel processo Iblis e Vincenzo Oliva, già mpa.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: