I medici al Governo: “Non privatizzate il sistema sanitario nazionale” | Autore: fabrizio salvatori da: controlacrisi.org

“Il nuovo esecutivo dovrebbe rispondere a una domanda fondamentale: il programma di governo restituira’ allo Stato la tutela della salute pubblica? Oppure intende consegnarla definitivamente alle derive regionaliste puntellate da finanziamenti privati?”. A chiederlo alla politica e’ Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, promotrice del progetto ‘Salviamo il nostro Ssn’. Una domanda molto pertinente visto che dopo i 25-30 mld di euro gia’ sottratti al Ssn per il periodo 2012-2015 e il definanziamento programmato dal Def 2013 che dal 2015 ha ridotto la quota di Pil destinata alla sanita’ pubblica dal 7,1% al 6,7%. “Senza analizzare le disastrose conseguenze della modifica del Titolo V della Costituzione – ha scritto nei giorni scorsi Cartabellotta sull’Huffington Post Italia – e’ indubbio che oggi fatti e dati smentiscono continuamente l’universalita’, l’uguaglianza e l’equita’, ovvero i princi’pi fondamentali su cui si basa il Ssn”.
“Le inaccettabili diseguaglianze regionali – prosegue – documentano che l’universalita’ e l’equita’ di accesso ai servizi sanitari, la globalita’ di copertura in base alle necessita’ assistenziali dei cittadini, la portabilita’ dei diritti in tutto il territorio nazionale e la reciprocita’ di assistenza tra le Regioni rappresentano ormai un lontano miraggio. Inoltre, la stessa attuazione dei principi organizzativi del Ssn, indispensabili per la programmazione sanitaria, e’ parziale e spesso contraddittoria: infatti, la centralita’ della persona, la responsabilita’ pubblica perla tutela del diritto alla salute, la collaborazione tra i livelli di governo del Ssn, la valorizzazione della professionalita’ degli operatori sanitari e l’integrazione socio-sanitaria presentano innumerevoli criticita’”.
Non a caso una ricorrenza importante per il servizio sanitario e’ passata sotto silenzio. “Lo scorso 23 dicembre il Ssn ha compiuto 35 anni nell’indifferenza piu’ totale, consolidando il ragionevole sospetto – afferma Cartabellotta – che le Istituzioni non hanno alcuna voglia di confermare che la fiscalita’ generale concorre a finanziare un servizio sanitario realmente pubblico, equo e universalistico

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