Migranti, dal Cie di Roma due lettere per Napolitano | Autore: RedAzione da: controlacrisi.org

 

Due lettere indirizzate al presidente della Repubblica di Roma Giorgio Napolitano per chiedere l’annullamento della legge Bossi-Fini Gli immigrati del Cie di Ponte Galeria a Roma continuano nella loro protesta. E dalle bocche cucite e sciopero della fame passano ad una offensiva diplomatica, ma sempre ferma sullo stesso punto. Le lettere sono state consegnate al presidente della Commissione Diritti Umani del Senato Luigi Manconi che oggi all’ora del pranzo ha visito il centro.
Una delle lettere e’ firmata da 84 immigrati, tutti quelli attualmente detenuti nel Cie, 26 donne e 58 uomini, ed un’altra firmata soltanto dai 16 immigrati marocchini proveniente da Lampedusa che la scorsa settimana hanno partecipato alla protesta pacifica delle ‘bocche cucite’. Dal Cie di Ponte Galeria gli immigrati avevano scritto nei giorni scorsi anche una lettera-appello al Papa lamentando soprattutto i tempi di detenzione troppo lungi.

“Egregio signor presidente, ci aiuti ad avere una vita normale”
“Egregio presidente iniziamo con il ringraziarla – scrivono i 16 – per l’interesse che ha rivolto alla nostra situazione qui al Cie di Ponte Galeria. Le chiediamo di aiutarci ad evitare il nostro rimpatrio in Marocco perche’ sarebbe per noi troppo doloroso, dopo aver  affrontato un viaggio cosi’ difficile. Noi abbiamo cercato di far arrivare la nostra manifestazione ai mass-media in maniera pacifica e in questo modo finalmente qualcuno si e’ accorto della nostra problematica. Vorremmo che lei potesse intervenire per velocizzare il cambiamento della legge sull’immigrazione, sappiamo che noi qui dentro, ad oggi, non potremmo usufruirle perche’ i tempi per il cambiamento della legge sono lunghi. Per cui le chiediamo almeno di aiutarci – aggiungono – a regolarizzare la nostra permanenza in Italia. Abbiamo viaggiato dal Marocco in Libia in cerca di una situazione migliore, ma ci siamo trovati nella guerra e nella poverta’ abbiamo affrontato il viaggio verso l’Italia sperando di trovare fortuna ma abbiamo scampato la morte. Ora ci troviamo qui rinchiusi senza speranze e per questo che le chiediamo – concludono la missiva – di aiutarci ad avere il diritto ad avere una vita normale”. La lettera dei 16 si conclude con le firme e il percorso fin qui da loro compiuto: Marocco, Libia, Lampedusa, Caltanissetta e Roma.

“No alla Bossi-Fini”
Nella lettera, firmata da tutti i reclusi del Cie, viene chiesto “l’annullamento della legge Bossi-Fini: una legge che – sostengono – obbliga le persone a rimanere sempre fuori legge, perche’ qualsiasi extracomunitario che ha avuto problemi con la legge non puo’ usufruire permesso di soggiorno e nessuno oggi assume persone senza permesso di soggiorno”. Manconi ha, tra gli altri, incontrato una coppia di sposi tunisini fuggiti “per amore” perche’ i parenti di lei non accettano il matrimonio. “Mi sono impegnato – ha detto Manconi – a far ottenere loro il permesso di soggiorno per ragioni umanitarie, cosa prevista”.

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