Israele, la mission impossible di Kerry mentre a Gaza è emergenza umanitaria | Autore: fabio sebastiani da: controlacrisi.org

 

Israele, con la sua “escalation militare contro Gaza”, sta tentando di far fallire i tentativi di pace del segretario di Stato statunitense John Kerry. Le dichiarazioni dell’ambasciatore palestinese a Roma, Mai Alkaila, a commento dei bombardamenti israeliani nei giorni scorsi sulla Striscia, in cui e’ rimasta uccisa anche una bimba palestinese di tre anni sono solo un tassello della complessa situazione in MO a pochi giorni dall’inizio della nuova missione nella regione di Kerry.
Si tratterà del suo decimo viaggio in Israele e Cisgiordania dal marzo 2013. Israele ce la sta mettendo tutta per spostare il più avanti possibile militarmente la situazione a suo favore. E così mentre poche ore fa ha liberato 26 prigionieri palestinesi, come previsto dalla road map, dall’altra va avanti il processo di annessione della valle del Giordano, che tra l’altro ha spaccato il governo israeliano. Senza contare le continue vessazioni verso la popolazione palestinese di Gaza, senza energia elettrica a causa del blocco ai varchi.

“La pressione delle lobby su Kerry”
La rappresentante diplomatica palestinese ha definito la mediazione di Kerry “imparziale e coraggiosa” in quanto mira a stabilire due Stati, uno israeliano e l’altro palestinese. “Il segretario di Stato Usa – ha sottolineato Mai Alkaila- sta subendo pressioni immense sia da parte di Israele che della lobby ebraica statunitense, ma finora ha mantenuto una linea di neutralita’ tra le due parti che noi palestinesi apprezziamo molto”. Se le foto e i servizi giornalistici di Natale si sono concentrati per lo piu’ su una Gerusalemme imbiancata dalla neve, c’e’ un’altra realta’, tutt’altro che idilliaca, rimasta in ombra.Un disperato appello per la campagna di solidarietà
Alkaila lancia un disperato appello per raccogliere aiuti – attraverso movimenti, strutture di base, singoli cittadini italiani – da destinare alla popolazione della Striscia, in piena catastrofe non solo per l’embargo israeliano, l’escalation militare delle ultime ore ma, sopratutto, per un’ondata di maltempo che ha colpito la regione, con una forza mai vista negli ultimi 70 anni. “Ci rivolgiamo alla solidarieta’ degli italiani, per impedire che si consumi un’ennesima ragedia”, ha spiegato ai giornalisti l’ambasciatrice palestinese, illustrando l’iniziativa “Una coperta per Gaza”.

Emergenza umanitaria
A Gaza, le piogge e le nevicate dei giorni scorsi hanno fatto saltare il precario sistema fognario, allagando cittadine e villaggi, travolgendo case, scuole, infrastrutture mai del tutto riparate dopo l’operazione “Piombo Fuso” del 2008-2009: acque pulite si sono mischiate alle acque nere, con il risultato che non vi e’ piu’ un rubinetto di acqua potabile nella Striscia, dove vivono un milione e 800 mila palestinesi. In tutto cio’, ha denunciato l’ambasciatrice palestinese, Israele non solo ha continuato a mantenere un embargo totale che impedisce persino il transito di medicinali, ma ha persino aperto le sue due dighe, attraverso cui passano gli scarichi dello Stato israeliano verso il Mediterraneo, contribuendo a mandare in tilt tutto il sistema di smaltimento e inondando di melma putrida Gaza. La situazione e’ al di fuori di ogni controllo, ha rimarcato l’ambasciatrice, la quale ha invocato “una mobilitazione internazionale” per la gente della Striscia, rimasta in gran parte senza un tetto, cibo, acqua potabile, riscaldamento. “Piu’ della meta’ della popolazione di Gaza, vive tra l’altro nei campi profughi, ovvero in tende o abitazioni di fortuna”, ha ricordato Alkalia.
In questo quadro, l’unica centrale elettrica della Striscia sta per cessare le proprie attivita’ per una grave penuria di combustibile dovuta alla chiusura del valico di Kerem Shalom con Israele. L’erogazione della corrente elettrica sara’ ulteriormente tagliata, a solo 6 ore al giorno, con la prospettiva di bloccarsi del tutto, entro, al massimo, una settimana, ha avvertito l’ambasciatrice.
“Una coperta per Gaza” mira a raccogliere fondi che verranno gestiti per fronteggiare le emergenze piu’ drammatiche e sostenere le famiglie di Gaza, specie i bambini. Le donazioni (20 euro a coperta) andranno indirizzate a “Una coperta per Gaza”/ Missione diplomatica palestinese/Iban: IT 36 E 02008 05211 000021004086.

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