CATANIA 13 dicembre 2013: conferenza di organizzazione provinciale ANPI

per opportuna conoscenza di tutti gli iscritti si allega la seguente documentazione:

relazione della Presidenti Santina Sconza

relazione della sezione di Nicolosi Di Giuseppe Mazzaglia

relazione del prof Rosario Mangiameli

e verbale della riunione.

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 13 dicembre  2013 conferenza di organizzazione ANPI provinciale Catania

E’ stata convocata la conferenza di organizzazione provinciale dell’ANPI perché c’è una richiesta specifica del comitato nazionale per rilanciare l’attività dell’associazione su due temi specifici : la memoria attiva e la coscienza critica della democrazia e della società.

La memoria attiva

Come tutti sapete il comitato provinciale attuale è stato espresso da un’assemblea convocata due anni fa a seguito di una crisi tra i componenti di quella segreteria che rischiò lo scioglimento dell’Anpi a Catania.

La metà di quei membri eletti o si dimisero immediatamente o non diedero mai notizie, lasciando l’Anpi dimezzata. Nonostante questo credo che l’Anpi Catania abbia fatto dei progressi inimmaginabili.

Abbiamo ricordato alcuni partigiani la cui memoria stava perdendosi, mi riferisco in particolare a Peppino Alizzi, ad Antonino Garufi ed Antonino Mangano.

Al partigiano Peppino Alizzi  comandante del battaglione Pino Budicin in Jugoslavia abbiamo fatto dedicare dal comune di Giarre una piazza in suo onore, sotto l’intensa spinta di Carmelo Furnari, ad  Antonino Garufi Partigiano deportato in campi di sterminio,  la cui memoria stava perdendosi, ( per fortuna aveva scritto un diario) l’abbiamo presentato al liceo  Principe Umberto con Felice Rappazzo e Rosario Mangiameli con la presenza della figlia. Inoltre abbiamo scoperto l’esistenza di Antonino Mangano partigiano Mitraglia che aveva combattuto a Salsomaggiore Terme, qui era conosciuto e partecipava ogni anno al ricordo dei compagni morti in combattimento, mentre da noi era un perfetto sconosciuto, abbiamo organizzato nelle giornate precedenti il 25 Aprile una festa con la scuola di Fiumefreddo “Giovanni Verga” e il comune  in suo onore.

Ovviamente abbiamo commemorato sia la giornata della memoria con più di una manifestazione “proiezione del film la “zona grigia” , la presentazione del libro di Garufi alle ciminiere, Adrano partecipazione in ricordo di Carmelo Salanitro.

Ricordiamo la manifestazione del 25 Aprile, preceduta da una settimana di preparazione con varie manifestazioni, dove si è valorizzata la presenza delle donne nella Resistenza.

E per finire l’ANPI ha ricordato il 70° anniversario dello sbarco, 8 settembre e inizio resistenza.

Il 12 e 13 agosto si sono svolti a Randazzo e Catania due concerti del pianista Locatelli per ricordare le stragi dei nazifascisti la Strage di Stazzema e di Castiglione

Con un convegno organizzato in collaborazione col centro storico ISSICO presso l’istituto Lombardo Radice con la presenza di docenti universitari Mangiameli, Taviani e Rappazzo.    

Appare chiaro che è stato fatto un lungo lavoro di ricucitura con gli storici universitari che da sempre si sono occupati della storia della Resistenza, e che per vari motivi erano entrati in conflittualità con alcuni elementi del comitato provinciale sia nel passato che nel presente.

Coscienza critica della democrazia e della società

L’ANPI ha aderito e partecipato a vari comitati tra cui Viva la Costituzione, La Ragna-tela, Comitato NO MUOS, contro Omofobia ……., ha collaborato con la CGIL

Queste attività hanno prodotto numerose iniziative, la politica dell’Anpi è stata quella di interloquire e amalgamarsi alle associazioni presenti sul territorio.

Ricordo velocemente le manifestazioni in difesa della Costituzione, contro la guerra in Siria, contro l’omofobia con la presenza dell’UNAR  e infine l’invito che l’ANPI Catania ha ricevuto dall’Ambasciatrice Palestinese.

Sono già costituiti alcuni gruppi di lavoro Scuola, Donne e Università.

Per quando riguarda la comunicazione ho gestito personalmente sia il sito ANPI CATANIA che la pagina F.b.

Dove i temi principali sono il lavoro, la scuola, la mafia, la pace, l’attualità politica e molto altro ancora e ovviamente la memoria della Resistenza. La presenza di questo strumento informatico con aggiornamenti quotidiani ha fatto in modo che molti a Catania conoscono e riconoscono il logo ANPI.

 

Questo è il passato e il presente e il futuro ?

Per la giornata della memoria son in programma alcune iniziative:

ad Altarello ricordo di Antonino Garufi, Bronte, Adrano e Catania.

Queste iniziative sono da concordare e organizzare con il nuovo comitato provinciale e segreteria, in quest’ottica propongo l’ingresso nel comitato provinciale alcuni compagni che hanno lavorato per la riuscita delle iniziative che si sono svolte nel 2013, e alcuni di questi sono giovani pertanto chiedo di inserire nel comitato provinciale i seguenti compagni:

Giulia Nania, Giacomo Palazzolo, Giusy Vanadia, Manuele Sammartino, Alba Smeriglio, Emanuele Ungheri, Costanzo Sara , Anna Di Salvo, Carmelo Furnari, Paolo Coppolino, Antonio Pastore.

Il Professore Saro Mangiameli è proposto nella commissione cultura.

Il nuovo comitato provinciale dovrà farsi carico della richiesta al comune di una sede per l’ANPI, al comitato provinciale se ne è parlato parecchio ma non se è fatto nulla. Abbiamo avuto la disponibilità della sede dell’Arcigay, per poterci riunire e di questo li ringraziamo, ma essendo la presenza dell’ANPI quotidiana nel territorio è necessario avere una sede.

Chiedo che quelli che si vogliono impegnare in questo compito che è arduo, vista l’attuale situazione politica nazionale, e le caratteristiche dell’ANPI che non è un partito, siano disponibili a un rapporto costruttivo e collaborativo tra tutti i componenti  ,evitando sterili contrapposizioni, e una collaborazione negli ideali della lotta della Resistenza con tutte le associazioni, sindacati e partiti per la creazione di un unico fronte ANTIFASCISTA.

Catania 13 /12/ 2013

Santina Sconza Presidente Provinciale ANPI Catania

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RELAZIONE ATTIVITA’ ANNO 2013 SEZIONE ANPI – IMI DI NICOLOSI

 

Sono trascorsi due anni da quando è stata creata la sezione ANPI / IMI nel comune di Nicolosi (CT).

Grazie alla disponibilità della CGIL di Catania, oggi proprietaria degli storici locali della Camera del Lavoro di Nicolosi, costruita all’inizio del secolo scorso, la sezione nicolosita dell’ANPI usufruisce di questi locali come propria sede. Gli antichi militanti della sinistra nicolosita, chiamavano la Camera del Lavoro “Concordia” in quanto era il luogo di accese discussioni che comunque finivano con un accordo a volte ricorrendo alla votazione con le palline bianche e nere ed era loro obiettivo quello di vivere in concordia e far progredire allo stesso tempo gli ultimi, i cittadini meno abbienti.

Ed è bello che oggi a oltre 100 anni dalla sua fondazione, quegli storici locali sono anche sede della sezione ANPI, che come recita lo stesso Statuto dell’associazione è portatrice di quegli antichi valori che sono la solidarietà, la pace e la democrazia, principi immortalati nella nostra Costituzione, il frutto più bello maturato e formatosi grazie alla lotta di Liberazione e l’ANPI oggi è il difensore e il custode di quei valori.

La piccola sezione ANPI di Nicolosi è impegnata proprio in questo, la sua attività primaria e tutte le sue iniziative sono legate alla difesa dei valori della Resistenza e a fare “memoria”.

Innanzitutto dei sette partigiani nicolositi che presero parte alla Liberazione, due di loro caddero in Piemonte e dei ventidue IMI (Internati Militari Italiani) due dei quali morirono nei lager tedeschi e tutti dissero “NO” alla Repubblica Sociale Italiana.

La sezione di Nicolosi è dedicata ai due partigiani e ai due IMI.

Seguendo quelle che sono state le direttive della Segreteria nazionale dell’ANPI, la sezione di Nicolosi si è adoperata per fare memoria degli eventi di cui quest’anno ricorrono i 70 anni (l’inizio degli scioperi al Lingotto FIAT di Torino; il 25 luglio e l’8 settembre).

Abbiamo iniziato giorno 5 marzo con una conferenza sull’inizio della Resistenza alla FIAT di Torino, manifestazione patrocinata dal comune di Nicolosi (la conferenza fra l’altro si è svolta nell’aula consiliare), alla presenza del Sindaco di Nicolosi, del Presidente Provinciale dell’ANPI di Catania, dell’On. Giovanni Burtone e dei sigg. Salvo Mazzaglia, nipote del partigiano Filippo Mazzaglia caduto a Forno di Coazze in val Sangone (TO) il 16/5/1944 e di Annamaria Pappalardo nipote del partigiano Alfio Ragonesi caduto a Cerano (NO) il 2/9/1944. Dopo l’introduzione di chi scrive ha relazionato il sig. Renato Di Gregorio, tesserato dell’ANPI ed ex operaio della FIAT di Catania il quale si è soffermato soprattutto sulle vicende della storia della FIAT  in Sicilia ed anche dei problemi attuali oltre che sulle vicende storiche legate agli scioperi di Torino del marzo ’43.

Il 25 Aprile la sezione ha fatto stampare un manifesto che ricordava l’importante data e con il segretario e altri componenti ha partecipato alle manifestazioni che si è svolta a Catania.

Nella veste di segretario della sezione ho partecipato alle diverse iniziative che si sono tenute a Catania. La prima presso la Facoltà di Scienze Politiche in occasione del 70° dello sbarco alleato in Sicilia e della caduta del fascismo. A Mascalucia, dove si è ricordato la vicenda delle rivolte popolari contro i tedeschi scoppiate un po’ ovunque sul versante sud dell’Etna, causate dalle ruberie di muli e varie sopraffazioni da loro compiute contro l’inerme popolazione (vedi presa di ostaggi a Pedara e massacro di 16 cittadini a Castiglione di Sicilia). A Misterbianco sono stati ricordati i fatti del luglio del 1960 relativi alla nota vicenda del “Governo Tambroni” e infine l’interessante convegno dello scorso novembre, organizzato dalla Presidenza Provinciale dell’ANPI di Catania, in ricordo del 70° anniversario dell’Armistizio dell’8 settembre e delle prime rivolte partigiane contro l’occupante nazi-fascista, con la partecipazione degli studenti delle scuole superiori.

In conclusione, la sezione ANPI di Nicolosi si prepara, nel limite delle sue possibilità e dei suoi pochi mezzi a continuare il lavoro di memoria per il prossimo biennio e in particolare l’anno prossimo si prepara a ricordare il 70° anniversario della morte dei due partigiani nicolositi caduti in Piemonte sopra ricordati (gli altri cinque erano: Salvatore Laudani, Gaetano Carbonaro, Nunzio Longo che combatterono nelle Langhe in provincia di Cuneo con le formazioni di “Giustizia e Libertà”; il carabiniere Giuseppe Navarria che dal Montenegro si unì ai partigiani di Tito e Alfio Gemmellaro, militare a Patrasso che si unì ai partigiani greci dell’Ellas), pubblicando la loro storia (o meglio a ristampare, per quanto riguarda le vicende dei due partigiani nicolositi morti in Piemonte, quanto già pubblicato nel 2005 da chi scrive all’interno del libro “Nicolosi e la guerra” ed anche le vicende degli IMI nicolositi e approfondire, senza entrare in sterili polemiche, le vicende dell’Agosto 1943 quando le popolazioni etnee si ribellarono ai tedeschi e a Nicolosi in quell’occasione (giorno 7 Agosto 1943, giorno dell’entrata degli Inglesi, morirono 13 civili (3 nicolositi e 10 sfollati) evento ricordato dall’Associazione Culturale nicolosita “Porta dell’Etna” lo scorso 17 Agosto 2013, di cui chi scrive, a titolo personale è stato il relatore.

 

Nicolosi, 12 dicembre 2013

 

Il Segretario Sezione ANPI – IMI

                                                                                Dott. Giuseppe Mazzaglia

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Cara Presidente, cari Amici e Compagni,

a causa di altri impegni professionali non posso essere presente, ho scritto così alcune considerazioni per portare un contributo alla riunione.

Negli ultimi mesi si è avuta una attività piuttosto intensa dell’ANPI; permettetemi di concentrarmi però su un solo aspetto di questa attività, quello relativo alla ricorrenza del 1943. Su questo argomento e in relazione alla ricorrenza si sono tenute molte manifestazioni e si è talvolta generata qualche confusione.

Che cosa è il 1943? E’ la ricorrenza di tante cose diverse, tra loro concatenate, ma non tutte ugualmente importanti dal punto di vista dell’ANPI e di chi traccia una prospettiva di riflessione che abbia al cento la Resistenza e il processo che porta alla costruzione della democrazia in Italia.

Cosa celebriamo insomma pensando al 1943? Celebriamo l’inizio della Resistenza successivo all’otto settembre; Non celebriamo, ma ricordiamo per dovere di approfondimento culturale e storico tutto il processo che portò a quella data: dall’avvio della guerra fascista, alla sfortunate e luttuose imprese che il regime volle intraprendere al seguito del suo alleato tedesco e nazista in Africa, in Grecia, nel Mediterraneo, in Russia, nei Balcani, ecc, fino alla sconfitta, che comportò l’occupazione del territorio nazionale, il coinvolgimento nella guerra dei civili accanto e più dei militari (per es: bombardamenti, stragi, deportazioni politiche e razziali).

Lo sbarco in Sicilia è una di questi passaggi. Per noi è un interessante argomento di approfondimento, anche perché ci riguarda da vicino. Ma non credo sia di per sé oggetto di celebrazione. Invece per altri lo è stato. Ci sono stati i reduci canadesi e tanti altri che hanno inscenato cortei e altre manifestazioni suscitando talvolta lo stupore della gente. La destra si è appropriata dell’aspetto celebrativo effettuando un paradossale  ribaltamento di significato: infatti cosa ricorreva con il settantesimo anniversario dello sbarco se non il momento della sconfitta definitiva della guerra fascista e perfino della dissoluzione del fascismo (25 luglio) e dello stesso stato monarchico fascista? La società dell’immagine però non si cura di mantenere simili coerenze e predilige altri linguaggi. A pensarci per la destra la ricorrenza dello sbarco è l’occasione per parlare di guerra, di violenza, di supposti o reali eroismi, insomma è una occasione per stare in un discorso che privilegi una cultura della violenza e della guerra a lei congeniale, con il vantaggio di poterlo fare in dialogo con un territorio specifico, quello siciliano su cui la guerra avvenne, e pertanto potere rendere più efficace la comunicazione ai fini della costruzione di una identità politica (si pensi al Museo dello sbarco e ai suoi contenuti). La confusione per la verità non è mancata: si è insinuata anche una corrente regionista (forse simpatizzanti a sinistra della esperienza politica di Lombardo?) per cui alcuni hanno pensato di proporre una resistenza siciliana riprendendo il mito di Canepa guerrigliero e sabotatore. Ignorano costoro che questa storia fu messa in giro ad arte per confondere le acque. Dire che i separatisti facevano la resistenza antifascista è la stessa cosa che dire che la X Mas e il suo comandante J. V. Borghese erano antitedeschi e antinazisti, come infatti cercarono di far credere. A noi non può interessare seguire la destra su questo terreno.

E qui devo distinguere quanto ho fatto personalmente, nell’ambito della mia attività professionale, da quanto ho fatto nell’ambito dell’attività dell’ANPI.

Nel primo caso, da storico interessato al 1943, ho fatto conoscere i risultati dei miei studi sull’argomento. Mi ero in particolare concentrato sulla comparazione tra le stragi compiute dagli Statunitensi e quelle compiute dai tedeschi durante la campagna di Sicilia e di questo ho parlato in diverse occasione, dopo aver pubblicato uno studio che può essere consultato (sulla rivista “Polo Sud”, n. 2  2013).  Un recente convegno a Palermo ha fatto il punto sullo stato degli studi con la partecipazione di colleghi italiani e stranieri. In questo caso non venivano dati giudizi  e tanto meno giustificazioni sul comportamento degli Alleati o dei tedeschi come qualcuno ha creduto di capire. La storia non serve a questo.

Nel secondo caso, cioè l’attività fatta con l’ANPI, si è privilegiata la prospettiva della Resistenza, la ricorrenza da celebrare, anche se naturalmente vista da Sud e contestualizzata nella storia di quegli anni. In particolare sono stati organizzati incontri molto partecipati con gli studenti di due licei cittadini, con relativo coinvolgimento di insegnanti.

Questa mi sembra una strada molto interessate da percorrere, soprattutto per la modalità di coinvolgimento degli insegnanti che consente di mantenere una continuità nella relazione con le scuole. A mio parere su questa strada sarebbe opportuno continuare.

Mi scuso ancora per l’assenza e vi auguro buon lavoro.

Saro Mangiameli

 

 

Che qualcuno lo voglia celebrare non stupisce, ma si tratta di un evento bellico che decretò la sconfitta del regno d’Italia nella guerra fascsista

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L’ANPI PROVINCIALE DI CATANIA VI AUGURA BUONE FESTE

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