ANPInews n. 101

Su questo numero di ANPInews (in allegato):

APPUNTAMENTI

Il 28 dicembre, al Museo Cervi, celebrazione del 70° anniversario dell’eccidio dei 7 fratelli Cervi e di Quarto Camurri. Interverrà, tra gli altri, il Presidente nazionale dell’ANPI

ARGOMENTI

Notazioni del Presidente Nazionale ANPI, Carlo Smuraglia:

Celebrazione dell’anniversario della strage di Piazza Fontana: la sera, l’Associazione Familiari delle vittime di Piazza Fontana ha organizzato un concerto di un’orchestra composta solo di giovani, da 12 a 22 anni. A me è parsa una cosa molto bella l’idea di concludere le manifestazioni della giornata con un concerto e per di più eseguito da giovani, perché penso che accanto al dolore ed all’impegno, ci debba essere sempre anche la speranza di un futuro  migliore

Il 12 dicembre si è “celebrato” a Milano l’anniversario della strage di Piazza Fontana. Dico celebrato fra virgolette perché si è fatto il possibile perché ci fosse il doveroso ed affettuoso ricordo dei caduti, ma non si riducesse tutto ad una Cerimonia e al deposito delle Corone esattamente nell’ora in cui accadde la tragedia (…)

Ancora sui “forconi”: continua a sorprendermi la condiscendenza e la cautela degli organi dello Stato. Sono accaduti, a Torino e altrove, fatti gravi e preoccupanti e non risulta che vi siano state reazioni efficaci. Anzi, i nostri organismi torinesi denunciano colpevoli inerzie da parte dei poteri pubblici. Ora, tutto questo è davvero inammissibile, anche per gli effetti ulteriori che ne possono derivare

Ho espresso, la settimana scorsa, alcune perplessità rispetto a movimenti che partono da una protesta indefinita per giungere a conclusioni spesso incomprensibili, se non addirittura preoccupanti. I fatti mi hanno dato ragione. La “protesta” è continuata, tingendosi di colori sempre più oscuri, accompagnandosi ad atti di violenza e perfino a dichiarazioni razziste, ricevendo l’appoggio della peggiore destra e, spesso, anche di quella dichiaratamente fascista. Continua a sorprendermi la condiscendenza e la cautela degli organi dello Stato (…)

Sembra un segno positivo il decreto che abbatte le spese della politica, ma non mancano le (giuste) perplessità. Prima di tutto su un provvedimento che appare carico di ambiguità e sostanzialmente privo di effetti immediati. In secondo luogo, sul fatto che il decreto è apparso a molti come il frutto di una gara a chi arrivava prima ad accontentare un certo tipo di opinione pubblica

Il Governo ha messo in campo un decreto legge per abbattere le spese della politica. Sembra un segno positivo, ma non mancano le (giuste) perplessità. Prima di tutto su un provvedimento che appare carico di ambiguità e sostanzialmente privo di effetti immediati. In secondo luogo, sul fatto che il decreto è apparso a molti come il frutto di una gara a chi arrivava prima ad accontentare un certo tipo di opinione pubblica. Infine, le preoccupazioni derivano anche dal timore che, anziché pensare a misure davvero efficaci sul piano della spesa pubblica, si rincorra il consenso e non si distingua più tra ciò che è necessario fare, e subito, e ciò che invece è dettato soltanto dall’antipolitica (…) 

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