Nelson Mandela: il Partito Comunista Sudafricano e la lotta contro l’apartheid (1990) da: coontrolacrisi.org

In occasione della scomparsa di Nelson Mandela il Partito Comunista Sudafricano e l’African National Congress hanno per la prima volta ufficialmente confermato la militanza comunista di Madiba. Vi proponiamo il discorso che Nelson Mandela tenne il 29 luglio 1990 al raduno per il rilancio del Partito Comunista Sudafricano che segnava il ritorno alla legalità dopo 40 anni. Nel 1950 il regime dell’apartheid aveva approvato la “legge per la soppressione del comunismo”.

Compagno Presidente,

Compagni e amici,

Questo è un importante giorno nella storia politica del nostro paese. È un giorno che potrebbe dare conforto e speranza a chiunque in Sudafrica consideri se stesso o se stessa un Democratico. È importante perché segna la fine di un periodo di esattamente 40 anni, durante il quale dichiarato intento e pratica dello stato era la soppressione di tutte le opinioni politiche che non fossero certificate dal governo del Partito Nazionale come legittime e permesse. Sicuramente, ci sono, oggi, sorrisi felici sui volti dei pensatori politici che dissero che, pur se in disaccordo con opposti punti di vista che alcune persone avrebbero potuto esprimere, avrebbero comunque difeso con le loro vite il diritto democratico di questi oppositori ad esprimerle.

L’ANC non è un partito comunista. Ma è un difensore della democrazia, ha combattuto e continuerà a combattere per il diritto all’esistenza di un partito comunista. Come movimento per la liberazione nazionale, l’ANC non ha alcun mandato per propagandare l’ideologia marxista. Ma come movimento democratico, come Parlamento del popolo del nostro paese, l’ANC ha difeso e continuerà a difendere il diritto di qualsiasi sudafricano a aderire all’ideologia marxista se questa è la sua volontà.

Per noi come movimento democratico, la lezione della nostra storia è molto chiara. È quella dei popoli dell’Europa imparata durante il turbolento decennio degli anni ’30, quando il fascismo iniziò il suo assalto verso la democrazia lanciando una violenta offensiva contro i comunisti. È la stessa lezione che il popolo degli Stati Uniti apprese durante il decennio degli anni ’50, quando le forze del Maccartismo lanciarono un assalto volto a minare il patrimonio democratico del popolo americano, conducendo un offensiva virulenta contro i comunisti e le opinioni di sinistra. I teologi della Chiesa tedesca capirono questi processi molto bene quando dissero che la Chiesa cristiana non aveva fatto nulla quando i nazisti attaccarono i comunisti. E nuovamente la Chiesa non fece nulla quando i nazisti volsero le loro brutali attenzioni verso i socialisti. E quando i nazisti si rivolsero verso gli uomini cristiani e le donne di tale coscienza, la Chiesa scoprì che non viera più nessuno a difenderla.

Questo è un errore che l’ANC non ha mai fatto, perché capimmo che aver reso illegale il Partito Comunista nel 1950, era un preludio alla soppressione di tutte le opinioni democratiche nel nostro paese. Questa è una lezione che coloro i quali sono all’interno del Partito Nazionale, e si considerano democratici, devono imparare al più presto.

La lezione che debbono imparare è che fu fondamentalmente sbagliato l’aver emanato il decreto per la soppressione del comunismo nel 1950. La lezione che debbono imparare è che è fondamentalmente sbagliato oggi cercare di creare un clima di tolleranza democratica di diversi punti di vista tentando di demonizzare coloro che scelgono di avere opinioni comuniste. Una posizione come questa conduce ad una cosa e una cosa soltanto, vale a dire, la negazione e la soppressione della democrazia stessa.

Siamo qui oggi per partecipare con voi al rilancio del Partito Comunista, 40 anni dopo la sua soppressione. Lo facciamo perché durante gli ultimi 70 anni della sua esistenza, il Partito Comunista si è distinto come un alleato nella lotta comune per la fine dell’oppressione razziale e dello sfruttamento delle masse nere nel nostro paese. Esso ha lottato fianco a fianco con l’ANC con lo stesso obiettivo della liberazione nazionale del popolo, senza cercare di imporre le sue visioni sul nostro movimento. È stato ed è un amico affidabile che ha rispettato la nostra indipendenza e la nostra politica. I suoi membri sono stati dei devoti congressisti che, come membri dell’ANC, hanno propagandato e difeso le politiche del nostro movimento, inclusa la Freedom Charter (Carta della Libertà, NdT), senza esitazione. Hanno quindi dato forza al nostro movimento, qualunque fossero le loro diverse prospettive come formazione politica indipendente. I suoi capi sono stati stretti amici e colleghi dei capi del nostro movimento.

Il segretario generale del Partito Comunista, compagno Joe Slovo, è un vecchio amico. C’è una vecchia e stabile amicizia che lega la sua famiglia alla mia. Siamo andati all’università insieme. Siamo stati imputati insieme nei processi per tradimento del 1956 e del 1961. Nel corso degli anni, abbiamo condiviso le stesse opinioni su questioni fondamentali come la fine del sistema criminale dell’apartheid e la trasformazione democratica del nostro paese. Oggi condividiamo le stesse visioni riguardo l’importanza vitale e l’urgenza di arrivare ad soluzione politica attraverso i negoziati, in condizioni di pace per tutto il nostro popolo. Questa personale e politica relazione è stata in grado di durare durante gli anni precisamente perché Joe Slovo e i suoi colleghi del Partito Comunista hanno compreso e rispettato il fatto che l’ANC è un corpo indipendente. Non hanno mai provato a trasformare l’ANC in una marionetta del Partito Comunista. Hanno combattuto per difendere il carattere dell’ANC come il Parlamento degli oppressi, contenente al suo interno persone dalle differenti visioni ideologiche, le quali sono unite da una prospettiva comune di emancipazione nazionale rappresentata dalla Freedom Charter.

Anche quando ci siamo messi insieme al compagno Joe Slovo e ad altri nel 1961 per formare l’Esercito del Popolo, Umkhonto we Sizwe (Lancia della nazione, NdT), abbiamo compreso il ruolo specifico che Umkhonto avrebbe dovuto giocare. Abbiamo capito che nonostante la repressione dello stato ci avesse costretto a prendere le armi, questo non avrebbe dovuto fare dell’ANC uno schiavo della violenza. Sapevamo che i quadri che formavano Umkhonto we Sizwe avrebbero dovuto essere uomini e donne che dovevano rispettare l’autorità politica dell’ANC, e sapevamo che dovevamo sempre partire dal fatto che avevano preso le armi precisamente per aiutare a stabilire un ordine democratico nel quale le persone avrebbero avuto il diritto alla libertà di opinione politica e di espressione, senza paura di alcuna intimidazione da qualsiasi parte.

Tali sono le opinioni degli uomini e delle donne che hanno composto la nostra gloriosa armata. Suggerire, come alcuni fanno in questi giorni, che questi eccezionali figli e figlie del nostro popolo covino idee di un’azione militare unilaterale contro il processo di pace, è un insulto fabbricato dai nemici della democrazia i quali hanno costruito reti cospiratorie all’interno delle strutture di potere nel nostro paese.

Tutti, governo incluso, sanno anche che l’ANC è la formazione politica che dispone l’uso strategico delle armi nelle mani dell’Esercito Popolare. Il nostro movimento, il quale ha una storia illustre e incontrastata nella ricerca di soluzioni pacifiche, non ha mai abbandonato da parte sua la strategia della lotta non violenta, anche quando il regime dell’apartheid fece tutto ciò che era in suo potere per rendere questo tipo di lotta impossibile. Non possiamo ora rivoltarci contro una risoluzione pacifica del conflitto nel nostro paese, soprattutto dal momento che tale risoluzione sembra possibile.

Coloro che oggi si atteggiano a esperti sulla struttura e la strategia del nostro vasto movimento per la liberazione nazionale devono capire questo ABC della nostra lotta. Ciò che questo ABC indica è l’impegno dell’alleanza guidata dall’ANC di fare tutto ciò che è in suo potere per arrivare a una soluzione pacifica dei problemi che affliggono il nostro paese.

Cari compagni e amici:

L’obiettivo che abbiamo perseguito fin dalla nostra costituzione 78 anni fa rimane invariato.

Dobbiamo muoverci il più rapidamente possibile affinché il sistema dell’apartheid sia abolito e nella trasformazione del Sudafrica in un paese unito, democratico, antirazzista e antisessista. Abbiamo iniziato le trattative con il governo per la realizzazione di tali obiettivi. Poiché abbiamo urgenza di ottenere la nostra emancipazione, insistiamo sul fatto che i colloqui debbano andare avanti.

La nostra libertà non può essere posticipata o negata solo perché alcune persone hanno piani segreti per sostenere una crociata antidemocratica contro i comunisti. Ma insistiamo anche sul fatto che il dialogo debba procedere in condizioni di pace. Pertanto la violenza della polizia contro il popolo deve finire. La violenza dei vigilantes neri e bianchi contro il popolo deve finire. Se è sinceramente interessato alla pace e alle trattative, il governo deve agire per ottenere tale risultato.

Vogliamo ripetere qui ciò che l’intero movimento democratico del nostro paese ha detto in passato: che nel contesto di una conclusione della violenza di stato e di un processo politico che ci conduca alla liquidazione del sistema dell’apartheid, noi stessi siamo pronti a discutere la sospensione delle nostre azioni armate per assicurare che la pace e la stabilità possano prevalere in tutto il nostro paese.

Ci appelliamo al governo affinché risponda positivamente a queste posizioni, per abbandonare il tentativo di creare nuovi ostacoli sponsorizzando un’isteria anticomunista, ad agire in modo responsabile nell’interesse di tutto il nostro popolo, nell’interesse della causa di giustizia e di pace. Cari amici del Partito Comunista: Sappiamo di poter contare sul vostro supporto nell’ottenimento di questi obiettivi.

È nostro assoluto desiderio che voi, come tutte le altre formazioni politiche nel nostro paese, siate partecipanti attivi in questo processo storico che ci condurrà ad una risoluzione pacifica dei problemi che si presentano nel nostro paese e in mezzo al popolo. Estendiamo a voi i nostri migliori auguri del movimento popolare, dell’ANC, e ci auguriamo di proseguire la cooperazione nella lotta comune per portare la libertà, la pace e la sicurezza a tutte le persone del nostro paese.

La lotta continua! La vittoria è certa! Amandla ngawethu! (Potere al popolo, NdT).

Traduzione a cura di Carlo Eridan.

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