Cgil Cisl e Uil corrono oggi a Torino per fronteggiare i forconi. Appello alla città per corteo Autore: fabio sebastiani da: controlacrisi.org

 

Cgil, Cisl e Uil di Torino manifesteranno sabato 14 dicembre nel capoluogo piemontese a difesa del lavoro e dei provvedimenti a sostegno del reddito per le categorie di lavoratori più in difficoltà e rivolgono un appello ai torinesi affinche’ aderiscano alla mobilitazione. Risponde così il sindacato confederale alle mobilitazioni popolari di questi giorni, che hanno visto a Torino una forte caratterizzazione di massa. Un tentativo, e niente di più, da parte di Camusso, Angeletti e Bonanni, di convogliare la giusta rabbia contro la crisi e l’inettitudine del governo nazionale. Rabbia che in qualche caso si è espressa anche contro le stesse organizzazioni sindacali.
“I fatti incresciosi e inquietanti di questi giorni non possono cancellare come la crisi abbia colpito pesantemente Torino peggiorando le condizioni materiali di tanti lavoratori, pensionati, e cittadini – hanno scritto le tre organizzazioni sindacali – non si puo’ dimenticare che rabbia, malcontento, disagio sociale, sono causate dalla mancanza di lavoro, dalla poverta’ e dall’aumento delle diseguaglianze”.”Per placarle servono risposte concrete e non promesse e per questo sabato 14 saremo in piazza con rivendicazioni chiare” hanno sottolineato Cgil, Cisl e Uil, prendendo le distanze dalla protesta dei Forconi. “Non ci appartengono e condanniamo violenze, minacce, intimidazioni, incitamenti ai disordini”.
“Per questi motivi lanciamo un appello alla città, affinchè chi condivide l’urgenza di avere risposte al bisogno di lavoro e di redditi adeguati e pensa che il diritto di manifestare si difenda applicando le regole democratiche, scenda in piazza con noi”, hanno detto le tre sigle sindacali torinesi.
Per il leader della Fiom Maurizio Landini il punto è la chiarezza delle rivendicazioni del movimento di questi giorni. “Io sono abituato che quando vado in piazza ho una piattaforma, delle richieste, delle proposte e le dico con chiarezza. Io li’ non ho capito bene – aggiunge – perche’ se lo slogan e’ ‘meno tasse, via tutti’, vorrei capire meglio. In piu’, se in alcuni casi la controparte diventano le sedi delle Camere del Lavoro, trovo anche questa una cosa un po’ inquietante. Non vorrei che con un disagio vero, che tra le persone c’e’, ci fosse anche qualcuno che per ragioni diverse cerca di strumentalizzarlo”. “Io sono per difendere il diritto di tutti a manifestare, che e’ un diritto democratico, e penso che se il governo vuole davvero la fiducia del Paese, non del Parlamento, deve rispondere alle domande dicambiamento della politica e delle scelte economiche”, concludeLandini.
“La situazione oggi e’ difficile e le condizioni per la protesta, per la ribellione, e ce ne sono molte, sono giuste. Capisco oggi chi rischia la disperazione”, dichiara Rosy Bindi presidente della commissione parlamentare Antimafia. “Si parte da ragioni giuste per ribellarsi – aggiunge Bindi – ma chi si ribella, chi domanda, chi e’ scoraggiato, chi non ce la fa piu’ non riesce a trovare un’interlocuzione istituzionale, sociale che si faccia carico di questi problemi. La crisi c’e’, oggi – ha proseguito – e dobbiamo esserne assolutamente consapevoli. Tutto questo espone il nostro Paese a molti altri rischi, come l’usura”.

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