#changetheway, oltre 70.000 studenti in piazza. Paolo Ferrero: “La loro lotta è sacrosanta!” da: controlacrisi.org

Autore: isabella borghese

Oltre 70.000 studenti in piazza in tutta Italia. Un dato notevole che continua a confermare l’importanza e la continuazione della giornata del 19 ottobre e che ha visto come protagonisti oggi questi giovani studenti con lo slogan “Change the way” per manifestare contro le politiche della scuola legate all’austerity.
E’ stata infatti proprio oggi una delle date attese e stabilite, per i mesi di novembre e dicembre, dal grande movimento formatosi in coda alla grande manifestazione del 19 ottobre.

“Oggi in tutte le piazze italiane con i lavoratori pacificamente per chiedere un’inversione di marcia su scuola e università al Governo e cambiare la legge di stabilità: le politiche di austerity – ha dichiarato Gianluca Scuccimarra, Coordinatore Unione degli Universitari – non hanno funzionato e lo dimostrano fatti tragici come la chiusura dell’università di Atene”.”Abbiamo fatto un blitz al Ministero – ha aggiunto Daniele Lanni, portavoce Rete studenti medi – per consegnare le nostre dieci domande su come invertire la marcia al Ministro Carrozza: per uscire dalla crisi è indispensabile ricostruire e investire sull’istruzione, le briciole non ci bastano più”.

La manifestazione a Roma è terminata senza incidenti, solo con momenti di tensione a piazza Sant’Andrea della Valle proprio quando i manifestanti sono giunti a pochi metri dal cordone di polizia in tenuta antisommossa che bloccava l’accesso a Palazzo Madama. A Torino il corteo degli studenti si è invece concluso in piazza Castello con un’assemblea. Qui i manifestanti hanno lanciato uova all’altezza della sede del Miur in corso Vittorio Emanuele, hanno colpitodiverse camionette della polizia. Disagi anche a Napoli:  è infatti stato incrinato uno dei vetri blindati dell’ingresso dell’assessorato regionale all’Ambiente, in via De Gasperi a Napoli, a seguito del lancio di una delle bombe carta mentre erano in corso scontri con la polizia. Dimostranti gridavano”Chi ha inquinato deve pagare”.
A Bologna la manifestazione e’ terminata al centro sociale Labas, ma nel pomeriggio di oggi andrà in corso un’assemblea nello spazio occupato dell’ex Maternita’ in via D’Azeglio. Anche l’altro corteo si e’ poi spostato verso la stazione e quando è giunto all’incrocio tra via Indipendenza e il ponte di via Matteotti, gli studenti del Cas hanno concluso il corteo bloccando le vie e  hanno dato appuntamento al 27 novembre per una manifestazione nuova.

Una giornata che ha continuato a ribadire le idee e le volontà ferme e chiare degli studenti. “Siamo noi e non l’Unione Europea a bocciare la legge di stabilità – ha dichiarato Scuccimarra – perché il vero dramma é la mancanza di investimenti sul futuro del Paese, sulla scuola e sull’università: invertire la marcia significa fermare l’austerity della conoscenza promossa da UE e Governo e puntare ora sui giovani e gli studenti Italiani. I numeri di oggi – ha concluso Scuccimarra – dimostrano che noi ci siamo e continueremo a gridare ‘Change the way’ finche ciò non accadrà”.

“Il nostro pieno sostegno alla manifestazione nazionale degli studenti, oggi, in tutta Italia, in occasione della Giornata Internazionale per il Diritto allo Studio, siamo a fianco di una generazione a cui si vuole negare la speranza. Gli studenti e i giovani sono stati messi costantemente sotto il tiro delle politiche neoliberiste: prima di Berlusconi – vedi alla voce Gelmini – e poi da Monti, con la riforma Fornero, e ora da Letta, con la legge di stabilita’”. A scriverlo in una nota è il segretario di Prc Paolo Ferrero. “I giovani chiedono di avere un futuro, chiedono un’inversione di marcia che sia italiana, ma anche europea, chiedono investimenti e tutela della scuola pubblica e della ricerca e la possibilita’ di trovare un lavoro che non sia puro precariato sottopagato: la loro lotta – conclude – e’ sacrosanta, il loro diritto ad avere risposte concrete dal governo anche”.

Siamo ora e già in attesa della manifestazione locale di domani, 16 novembre, in Val Di susa: “Fa dunque parte di quelle due, tre grandi manifestazioni locali – spiega Francesco Richetto in un’intervista, leader No Tav – che organizziamo all’anno e appositamente per chi no può essere presente sempre e per chi può partecipare anche solo una volta l’anno”.

Ma oggi a farsi sentire sono stati proprio gli studenti.

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