catania piazza Stesicoro 24 novembre ore 10 giornata nazionale del tesseramento.

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I ferrovieri Usb aderiscono alla manifestazione No Tav di sabato prossimo | Autore: fabrizio salvatori da: controlacrisi.org

 

Il Coordinamento Nazionale Ferrovieri dell’Unione Sindacale di Base condivide le motivazioni e le proposte del Comitato No Tav Val di Susa e pertanto aderisce al corteo di sabato 16 novembre e parteciperà con una propria delegazione e con lo striscione La ferrovie è un bene comune.

“Anche nelle motivazioni che hanno portato molti ferrovieri ad aderire allo sciopero generale del 18 ottobre scorso – si legge in un comunicato – vi è espressa la necessità di potenziare gli investimenti sul trasporto regionale(pendolari) e soprattutto nel trasporto merci(cargo) oggi completamente abbandonato con conseguenti gravi danni all’economia e all’ambiente del nostro paese”.

Secondo i ferrovieri Usb, dopo 20 anni di tagli alla manutenzione delle linee e dei rotabili e al personale(da 220 a 75mila ferrovieri) occorre sbloccare il turn over per migliorare la sicurezza, la regolarità, la frequenza, la puntualità e la pulizia dei treni. “Non serve invece spendere 50 miliardi di euro – aggiungono – su una tratta che già oggi essendo servita da una linea a doppio binario con sistema a correnti codificate a 4 codici e una velocità di 100km orari può garantire la frequenza di un treno ogni 7 minuti ed è invece molto sottoutilizzata”.

Palermo, call center con 13 lavoratori irregolari, 18 in nero da: controlacrisi.org

E’ la Guardia di Finanza ad aver scoperto un call center con lavoratori in nero nel Sud Italia.  L’operazione riguarda un call center della provincia di Palermo, Bagheria. Su 32 lavoratori dell’azienda, 13 erano sarebbero irregolari mentre 18 impiegti in nero.

Gli agenti della Finanza durante ispezione a sorpresa hanno chiesto al titolare del call center documenti e contratti di lavoro che riguardavano il personale impiegato e hanno potuto così accertare che solo un lavoratore era in regola.

Per gli impeigati irregolari la Finanza ha riscontrato che il personale riceveva uno stipendio più alto rispetto a quello indicato nel contratto di lavoro e che inoltre lavorava per un orario più esteso rispetto a quello previsto nel contratto.

Parte della prestazione lavorativa dunque era eseguita e pagata in nero.

Il titolare del call center si è visto così comminare sanzione di 60mila euro ma che potrebbe raddoppiare se le irregolarità accertate non venissero sanate entro 15 giorni dalla constatazione forale.

 

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Ilva, Vendola ride al telefono con il braccio destro dei Riva da: controlacrisi.org

Davvero brutta questa telefonata tra il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, e Girolamo Archinà, il braccio destro dei Riva. Che Vendola chiama al telefono per complimentarsi del “scatto felino” dell’ingegnere. Che infastidito dalle domande di un giornalista a proposito del benzopirene (un potenete cancerogeno) e delle morti per cancro causate dall’Ilva, gli strappa di mano il microfono in malo modo. La telefonata è stata resa nota sul sito del Fatto Quotidiano. «Io e il mio capo di gabinetto abbiamo riso per un quarto d’ora», dice Vendola commentando la «scena fantastica». Ma non solo, nella telefonata Vendola, dopo le risate, fa sapere ad Archinà di essere a disposizione: «Dica a Riva che il presidente non si è defilato».
Il presidente Vendola replica parlando di «operazione lurida» e la telefonata si spiega semplicemente per i rapporti necessari ad affrontare i problemi aperti. «Sono l’unico sono l’unico che si è battuto per Taranto e «stiamo cercando di convincere l’Ilva a mettere le centraline per monitorare la situazione. La telefonata estratta dal suo contesto è un’operazione lurida, un tentativo di sciacallaggio e di linciaggio». E chiede di farsi interrogare presto dal giudice.
Ma ormai è bufera

#changetheway, oltre 70.000 studenti in piazza. Paolo Ferrero: “La loro lotta è sacrosanta!” da: controlacrisi.org

Autore: isabella borghese

Oltre 70.000 studenti in piazza in tutta Italia. Un dato notevole che continua a confermare l’importanza e la continuazione della giornata del 19 ottobre e che ha visto come protagonisti oggi questi giovani studenti con lo slogan “Change the way” per manifestare contro le politiche della scuola legate all’austerity.
E’ stata infatti proprio oggi una delle date attese e stabilite, per i mesi di novembre e dicembre, dal grande movimento formatosi in coda alla grande manifestazione del 19 ottobre.

“Oggi in tutte le piazze italiane con i lavoratori pacificamente per chiedere un’inversione di marcia su scuola e università al Governo e cambiare la legge di stabilità: le politiche di austerity – ha dichiarato Gianluca Scuccimarra, Coordinatore Unione degli Universitari – non hanno funzionato e lo dimostrano fatti tragici come la chiusura dell’università di Atene”.”Abbiamo fatto un blitz al Ministero – ha aggiunto Daniele Lanni, portavoce Rete studenti medi – per consegnare le nostre dieci domande su come invertire la marcia al Ministro Carrozza: per uscire dalla crisi è indispensabile ricostruire e investire sull’istruzione, le briciole non ci bastano più”.

La manifestazione a Roma è terminata senza incidenti, solo con momenti di tensione a piazza Sant’Andrea della Valle proprio quando i manifestanti sono giunti a pochi metri dal cordone di polizia in tenuta antisommossa che bloccava l’accesso a Palazzo Madama. A Torino il corteo degli studenti si è invece concluso in piazza Castello con un’assemblea. Qui i manifestanti hanno lanciato uova all’altezza della sede del Miur in corso Vittorio Emanuele, hanno colpitodiverse camionette della polizia. Disagi anche a Napoli:  è infatti stato incrinato uno dei vetri blindati dell’ingresso dell’assessorato regionale all’Ambiente, in via De Gasperi a Napoli, a seguito del lancio di una delle bombe carta mentre erano in corso scontri con la polizia. Dimostranti gridavano”Chi ha inquinato deve pagare”.
A Bologna la manifestazione e’ terminata al centro sociale Labas, ma nel pomeriggio di oggi andrà in corso un’assemblea nello spazio occupato dell’ex Maternita’ in via D’Azeglio. Anche l’altro corteo si e’ poi spostato verso la stazione e quando è giunto all’incrocio tra via Indipendenza e il ponte di via Matteotti, gli studenti del Cas hanno concluso il corteo bloccando le vie e  hanno dato appuntamento al 27 novembre per una manifestazione nuova.

Una giornata che ha continuato a ribadire le idee e le volontà ferme e chiare degli studenti. “Siamo noi e non l’Unione Europea a bocciare la legge di stabilità – ha dichiarato Scuccimarra – perché il vero dramma é la mancanza di investimenti sul futuro del Paese, sulla scuola e sull’università: invertire la marcia significa fermare l’austerity della conoscenza promossa da UE e Governo e puntare ora sui giovani e gli studenti Italiani. I numeri di oggi – ha concluso Scuccimarra – dimostrano che noi ci siamo e continueremo a gridare ‘Change the way’ finche ciò non accadrà”.

“Il nostro pieno sostegno alla manifestazione nazionale degli studenti, oggi, in tutta Italia, in occasione della Giornata Internazionale per il Diritto allo Studio, siamo a fianco di una generazione a cui si vuole negare la speranza. Gli studenti e i giovani sono stati messi costantemente sotto il tiro delle politiche neoliberiste: prima di Berlusconi – vedi alla voce Gelmini – e poi da Monti, con la riforma Fornero, e ora da Letta, con la legge di stabilita’”. A scriverlo in una nota è il segretario di Prc Paolo Ferrero. “I giovani chiedono di avere un futuro, chiedono un’inversione di marcia che sia italiana, ma anche europea, chiedono investimenti e tutela della scuola pubblica e della ricerca e la possibilita’ di trovare un lavoro che non sia puro precariato sottopagato: la loro lotta – conclude – e’ sacrosanta, il loro diritto ad avere risposte concrete dal governo anche”.

Siamo ora e già in attesa della manifestazione locale di domani, 16 novembre, in Val Di susa: “Fa dunque parte di quelle due, tre grandi manifestazioni locali – spiega Francesco Richetto in un’intervista, leader No Tav – che organizziamo all’anno e appositamente per chi no può essere presente sempre e per chi può partecipare anche solo una volta l’anno”.

Ma oggi a farsi sentire sono stati proprio gli studenti.

Per l’omicidio di Anna Politkovskaja azzerato il processo. Forfait di tre giurati popolari da: controlacrisi.org

 

Dopo sette anni dalla morte di Anna Politkovskaja, uccisa il 7 ottobre 2006, il processo avviato contro i cinque accusati della sua morte sarà da riprendere da capo.

A determinarlo il forfait dei tre giurati popolari, invalidando così di fatto il processo.
Sarà azzerato tutto e sarà nominata una nuova giuria popolare. Le cause dei tre forfait sono per motivi di salute o di lavoro. Questa oggi è la versione ufficiale, benché sia probabile che abbiamo ricevuto pressioni esterne.

Dietro le sbarre ci sono i fratelli ceceni Rustam, Ibragim e Dzhabrail Makhmudov, lo zio Lom-Ali Gaitukayev e anche l’ex dirigente della polizia moscovita Serghiei Khadzhikurbanov.

Mentre Rustam latitava, gli altri due fratelli con il poliziotto erano stati assolti per insufficienza di prove, poi c’è stato l’arresto del terzo fratello e lo zio, chiamato in causa come teste, è stato incriminato.

In un seocndo meomento la Corte Suprema ha accolto il ricorso della famiglia della giornalista ed è stato imbastito un nuovo processo.

“Per la morte della Politkovskaja, ai cui funerali era presente – unico leader politico italiano – Marco Pannella, sinora è stata comminata una sola condanna, per favoreggiamento aggravato, all’ex poliziotto Dmitri Pavliuchenkov, che sta scontando undici anni di carcere per aver partecipato all’organizzazione del delitto, fornendo anche le armi ai sicari. Una nuova giuria popolare sarà nominata il 14 gennaio prossimo”.