Viva La Costituzione aderisce allo sciopero del 15 novembre

 

 

1176288_10202012633101094_362010238_n

PER LO SCIOPERO DEL 15 NOVEMBRE

 

Lettera aperta ai Catanesi

 

La crisi economica che avanza, le aziende che chiudono, migliaia di lavoratori per strada, l’esaurirsi degli ammortizzatori sociali (cassa integrazione in deroga), il lavoro precario sottopagato, la disoccupazione giovanile in crescita.

In Sicilia tutto questo è esaltato dalla colpevole insipienza delle classi dirigenti.

Crisi economica e crisi politica si intrecciano. Alla offensiva dei padroni contro i ceti subalterni si accompagna il tentativo di governare la rabbia e il rifiuto con modifiche costituzionali che riducano al minimo le possibilità di risposta e di resistenza.

Dall’abrogazione dell’art.138 della Costituzione al rafforzamento dell’esecutivo (semipresidenzialismo, premierato forte) ed alla vanificazione dei poteri di controllo e di indirizzo del parlamento, si delinea il progetto di riforma autoritaria in atto.

 

Legge di Stabilità e Controriforma delle Istituzioni sono legate in un unico nodo.

 

I sindacati hanno, con limiti e ritardi, deciso di costruire un’opposizione sociale al governo “dell’austerità”, un governo guidato dai poteri sovranazionali del capitale finanziario.

Occorre saldare la lotta sociale e quella per la democrazia. Lo sciopero del 15 non è solo quello dei lavoratori dipendenti, dei precari, dei disoccupati, dei pensionati, dei sindacati.

Esso chiama tutti i cittadini che hanno a cuore la Repubblica.

 

Partecipiamo in massa al corteo per lo

 

SCIOPERO GENERALE

 

VENERDI’ 15 NOVEMBRE 2013

 

Concentramento ore 09.30 Ingresso Villa Bellini  (via Etnea)

 

 

Comitato Viva la Costituzione di Catania

L’ANPI condivide pienamente le motivazioni dello sciopero indetto da CGIL, CISL e UIL che culminerà, con varie iniziative, venerdì 15 novembre.

 

Sono in ballo princìpi fondamentali, che attengono ai diritti delle lavoratrici e dei lavoratori e, nella sostanza, a problemi riguardanti l’intera collettività.

————————————

Segreteria Nazionale ANPI

Greenpeace, attivisti trasferiti a San Pietroburgo da: controlacrisi.org

 

L’equipaggio di Greenpeace è stato “trasferito in treno questa mattina” dal carcere di Murmansk, luogo in cui gli attivisti sono stati trattenuti per custodia cautelare, a San Pietroburgo.

Il trasferimento poi è stato annunciato con una nota dal servizio stampa dell’amministrazione carceraria regionale e anche da fonti del comitato investigativo: “Tenuto conto del fatto che i presunti atti non appartengono alla giurisdizione dei tribunali della regione di Murmansk, e nel relativo caso penale, le indagini fanno base a San Pietroburgo”.

Tra i membri dell’Ong c’è anche l’italiano Cristian D’Alessandro.

Secondo la nazione “le azioni degli attivisti di Greenpeace sulla piattaforma Prirazlomnaja del 18 settembre hanno violato la legge russa sulla zona economica esclusiva e la piattaforma continentale”.

L’Olanda ha invece presentato al Tribunale internazionale per i diritti del mare un ricorso, perché il rompighiaccio di Greenpeace che è stato sequestrato dalle autorità della Russia batte bandiera olandese e nel quale è stato chiesto proprio che gli attivisti vengano giudicati dal tribunale dell’Aia.

Numerose le azioni attraverso le quali è stato chiesto di nuovo il rilascio degli attivisti, ma anche gli appelli dei governi singoli alla Russia.

Greenpeace ha portato avanti una campagna internazionale perché vuole e chiede il rilascio degli attivisti.
Il presidente Vladimir Putin, che invece ha criticato la protesta, ha dichiarato “che le azioni degli attivisti non erano chiaramente pirateria”.

Cig in deroga, a Palermo la Fiom promuove la mobilitazione di 800 tute blu | Autore: RedAzione da: controlacrisi.org

 

Sono circa 800 i metalmeccanici palermitani in cig in deroga o in mobilita’ che non percepiscono il sostegno al reddito previsto dagli accordi sindacali perche’ i soldi non ci sono. C’e’ chi aspetta da gennaio 2013, chi da settembre. Si tratta di una platea che comprende operai dell’indotto Fincantieri e di aziende come Palitalia, Effedi’, Metalmeccanica Meridionale. Per oggi la Fiom ha organizzato un’assemblea dei lavoratori metalmeccanici iscritti al sindacato per mobilitare la categoria ed ottenere risposte dalle istituzioni. L’iniziativa e’ in programma alle 16 presso la Camera del Lavoro, a Palermo.Il sindacato proporra’ ai suoi iscritti in cassa integrazione in deroga o in mobilita’ iniziative sindacali di lotta, anche in vista dello sciopero generale proclamato per venerdi’ dalla Cgil e dalla Uil. ”Si sono firmati centinaia di accordi sindacali all’ufficio provinciale del lavoro per garantire il sostegno al reddito o la mobilita’ dei lavoratori – dice Francesco Piastra, della Fiom Cgil di Palermo – ma i pagamenti sono fermi: le pratiche non vengono nemmeno inoltrate all’Inps. Chiediamo che si sblocchi l’iter per la decurtazione delle somme e per il pagamento effettivo dei lavoratori. Bisogna fare in fretta: si tratta di coprire tutto il 2013″.

La Fiom Cgil sollecita la Regione siciliana a prevedere per il 2014 un finanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga sufficiente per garantire i lavoratori. ”La ripresa annunciata per il 2014 – conclude Piastra – non incidera’ piu’ di tanto sulle tasche dei lavoratori. Sia la Regione siciliana che lo Stato prevedano, dunque, le somme adeguate per il sostegno al reddito anche per il 2014 per chi si ritrova nei bacini della mobilita’ e provvedano a stanziare investimenti per le politiche attive per il lavoro”.

Portogallo, magistrati, forze dell’ordine ed esercito in sciopero contro l’austerity | Autore: RedAzione da: controlacrisi.org

 

Anche i magistrati portoghesi scendono in piazza contro il Bilancio 2014 dello Stato, approvato dal Governo conservatore. Il sindacato dei pubblici ministeri portoghesi (SMMP) ha proclamato uno sciopero per il 25 novembre contro le misure anticrisi contenute nella manovra finanziaria del Governo di Pedro Passos Coelho. Il sindacato, presieduto da Rui Cardoso, in una nota afferma che “e’ giunto il momento di porre fine al crollo dello stato sociale di diritto” e chiede che venga garantito “il rispetto per la Costituzione e le Corti di giustizia”. I pubblici ministeri “non accettano la continuazione del deterioramento dello status socio-professionale dei Pm” e chiedono “un sistema di remunerazione dei giudici che garantisca la loro dignita’ e la loro indipendenza dai poteri legislativo ed esecutivo”.
Negli ultimi giorni in Portogallo si sono svolti diversi scioperi e altri ne seguiranno, mentre le misure anticrisi vengono contestate anche dalle forze dell’ordine, con manifestazioni, a Lisbona, dei sergenti dell’Esercito (sono 4.500) e delle forze di polizia.
Tra le altre misure impopolari figurano la riduzione dei salari nel pubblico impiego e l’aumento di 5 ore settimanali dell’orario di lavoro, l’aumento dell’eta’ pensionabile a 66 anni, il blocco delle pensioni di reversibilita’ se il cumulo supera i duemila euro mensili e tagli per le pensioni superiori ai 600 euro. Il bilancio prevede una manovra di 3,9 miliardi (il 2,3% del PIL) per rispettare i paramenti imposti dalla Troika (UE, BCE, FMI) per la concessione di 78 miliardi nel 2011, e che per il 2014 prevedono un disavanzo del 4%.

Udu e Rete studenti medi, un appello europeo all’unità contro i neofascismi | Autore: RedAzione da: controlacrisi.org

 

Udu e Rete studenti medi lanciano un appello di unita’ contro il montare dei neo-fascismi in Europa. Con il ritorno di gruppi neo fascisti in molti Paesi europei e il diffondersi di azioni violente da parte degli stessi l’Udu e le Unioni studentesche di Austria (Öh), Francia (Unef), Germania (fzs), Lussemburgo (Unel) e Svizzera (Vss-Unes-Usu) chiedono a tutte le istituzioni europee, a tutti gli stati e a tutti gli individui di reagire immediatamente per difendere la liberta’ e la democrazia.

Gli episodi di violenza a partire da Grecia, Francia e sempre piu’ diffuse anche in Italia, ci devono ricordare di come il fascismo purtroppo sia una minaccia attuale che non puo’ essere ignorata.- si legge in una nota congiunta di Udu e Rete studenti medi- Tutte le istituzioni europee e ogni singolo stato, proprio come ogni singola persona, devono immediatamente schierarsi contro il nuovo incedere dei fascismi. La violenza fascista e la difesa del fascismo da parte di partiti conservatori, non puo’ essere accettata da una societa’ democratica e diversificata”.

Gianluca Scuccimarra coordinatore dell’Unione degli universitari dichiara: “Siamo preoccupati del diffondersi massiccio di violenze fasciste in Europa, non da ultime due ragazze francesi militanti nell’Unef (il sindacato degli studenti francese) aggredite. La dittatura economica dell’austerity, sempre di piu’, sta uccidendo la coesione europea per cui lentamente sta venendo a mancare quel principio fondante della cooperazione tra nazioni e popoli che aveva ritrovato nuova vita nel secondo dopoguerra.

Ovunque in Italia siano presenti sedi di CasaPound gli episodi di violenza crescono: ultimo esempio la citta’ di Trento dove con l’arrivo di CasaPound si sono verificati molteplici episodi di violenza a cui prontamente l’Udu ha risposto organizzando, insieme alle altre realta’ territoriali sensibili, quali ad esempio Anpi, Arci, Cgil, un presidio antifascista pacifico sabato scorso in piazza Pasi”. Le violenze fasciste- prosegue Scuccimarra- “che sempre piu’ si stanno diffondendo anche in Italia, non possono e non devono in alcun modo essere contrastate con altre violenze: il mezzo migliore per affrontare il neo-fascismo e’ la conoscenza e l’accesso ai piu’ alti gradi dell’istruzione garantiti”.

Daniele Lanni portavoce Rete studenti medi dichiara:”Sicuramente il primo passo affinche’ il neo-fascismo non si radichi ancor piu’ di quanto lo sia ad oggi, e’ rendere tutte le scuole e tutte le universita’ in tutta Europa in istituzioni dove tutti possono raggiungere la cultura e i valori della liberta’ e dell’antifascismo, imparando la diversita’ culturale, la liberta’, il rispetto, l’uguaglianza, la giustizia e la solidarieta’ in concreto e non come concetti svuotati del loro valore”.

Conclude Scuccimarra: “Come sosteniamo nella piattaforma sottoscritta dall’Udu e altre Unioni studentesche europee simili alla nostra: le persone spaventate dal rischio di perdere tutto, facilmente trasformano tali sentimenti in odio per un nemico utilizzato come capro espiatorio per sentirsi legittimati a colpire e cancellare i diritti umani. Nostro dovere di giovani studenti e cittadini del domani deve essere quello di combattere i nuovi fascismi e nazismi in difesa di quei diritti umani inalienabili che altri prima di noi hanno difeso dando la vita”.

Sfascia… Carrozza | Fonte: liberazione.it | Autore: Giuseppe Aragno

 

Il futuro dell’istruzione, a sentire Carrozza, fa i conti con mille impicci. Gelmini, per dirne una, ha messo al bando la sperimentazione negli istituti «tradizionali», ponendo un vincolo inderogabile: il percorso è quinquennale. Due anni, più due, più uno. Si tratta solo di tagli, ma ora che regna la Troika nelle colonie si dice spending review. E’ il fascino dell’esotico.

Carrozza ha abrogato la norma Gelmini? Nemmeno per sogno! Avrebbe nuociuto alla cagionevole salute delle «larghe intese» e, ciò ch’è peggio, «tagliato i tagli». Insomma, partita persa prima di giocarla, ma la ministra s’è fatta furba e l’osso non l’ha mollato. Poiché Gelmini l’ha lasciata erede di un limbo senza regole – le imprecisate e mai ben individuate «sezioni internazionali» e i cosiddetti “licei classici europei” – di questa terra di nessuno che invano attende norme, non fuorilegge, ma certo «senzalegge», la ministra ha fatto l’ariete per sfondare le mura cadenti della scuola statale.

E’ evidente, Carrozza ignora le norme vigenti per la macchina che governa, ma i funzionari l’avranno avvisata: alle abolite sperimentazioni, anche quelle passate con l’inghippo delle sezioni «senzalegge», occorre il parere favorevole e obbligatorio del Cnpi, il Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione. E’ legge. Ignorarla sarebbe una pessima lezione di educazione alla legalità. Senza fare una piega, Carrozza è andata avanti: niente parere. E’ vero, Profumo ha sciolto il Cnpi, ma non l’ha abolito e il 15 ottobre, anzi, il Tar del Lazio – un vero guastafeste – ha intimato al Ministero di farlo rieleggere entro 60 giorni dalla sentenza. Carrozza, però, presa non si sa da quale fregola decisionista, ha tirato diritto per la sua strada e non s’è curata del vincolante parere scritto del Cnpi. Dalle sezioni «senzalegge» alla sperimentazione fuorilegge il passo è stato breve e soprattutto ben coperto dal silenzio complice del baraccone mediatico, in cui ormai persino un mussoliniano come Teresio Interlandi farebbe la figura di un dilettante.

Compiuto lo strappo, si tratta ora di trovare un manipolo di Dirigenti Scolastici, tra quelli più pronti a dare una mano, più servizievoli e più ideologicamente schierati. I bravi e zelanti, insomma, che non mancano mai, pronti a far nascere sezioni di «Liceo classico internazionale» all’interno dei licei «tradizionali» marca Gentile. Anche qui, s’intende, regole, impicci e quell’autentica rogna che si chiama democrazia, ma l’esempio, si sa, viene dall’alto e di educazione alla legalità si parla anzitutto per vendere fumo. Che volete che sia, per un buon Dirigente Scolastico, in tempi come i nostri, con l’Europa in delirio per le palle di Letta che sono d’acciaio, seguire l’esempio, mettere in campo gli attributi e pilotare, se necessario, piegare un Collegio Docenti preventivamente terrorizzato dalla spada di Damocle di ventilati cali delle iscrizioni, conseguente precarizzazione, spostamenti di sede e via crucis dei soprannumerari? Occorrerebbe starci nelle scuole, per cogliere il senso di smarrimento del personale docente, vedere gli anziani, giunti al capolinea stremati, timorosi di una nuova riforma, che ancora una volta gli neghi un diritto, li irrida, gli faccia toccare con mano la loro impotenza, mentre un saputello del sindacato di Stato, disteso e ben pasciuto, tutto chiacchiere e cellulari, gli spiega che sbagliano, confondono: non di diritti si sta parlando, ma che dicono? Si tratta solo di aspettative di vita. Non pensa ad altro, buona parte degli anziani: tagliare la corda una volta e per tutte. In quanto ai «giovani», a loro diresti abbia pensato Ungaretti cantando la disperata rassegnazione: «si sta, come d’autunno sugli alberi le foglie».

Dalle mie parti, al liceo «Sannazzaro», pubblico e privato corrono già gomito a gomito: «sezione internazionale», quattro anni e un successo già scritto. Non c’è voluto un grande sforzo: un Collegio dei Docenti convocato dalla sera alla mattina nell’inerzia della rappresentanza sindacale – anche qui regole sotto i piedi – senza il tempo per capire che si approvasse. Un’urgenza insensata, una fretta così ingiustificata, che alla resa dei conti, nonostante la rassegnazione, è finita sul filo di lana: il liceo breve è passato per un voto e con tanti astenuti, mentre circolavano esempi di un orario nuovo, in cui non mancavano le compresenze; colpiva, tra tutti, il caso di due docenti pagati con due stipendi per fare insieme un’ora di religione e di filosofia. Senza contare l’equilibrismo sul filo del pensiero laico, anche stavolta la Gelmini è stata del tutto ignorata e le compresenze, abolite alle elementari, hanno fatto l’esordio al liceo. Una scelta compatibile con gli attuali ordinamenti della scuola? Il Consiglio d’Istituto non ha eccepito e tutto è filato liscio come l’olio.

Perché scandalizzarsi? La ministra Cancellieri siede tranquillamente al suo posto, il partito della ministra Carrozza va al Congresso con le tessere moltiplicate come pane e pesci e il governo poggia sull’accoppiata diavolo e acqua santa, mentre il polverone quotidiano, levato ad arte sulla sorte di un pregiudicato che coi suoi fedelissimi, fa l’opposizione e governa, non scandalizza il Senato, non crea casi di coscienza a Letta e ai suoi ammennicoli d’acciaio. E’ vero, in Germania si tende ormai a ripudiare la scuola breve, che in Francia non è mai esistita, ma chi si azzardasse a sostenere che la sola qualità del liceo di quattro anni sono i quarantamila posti di lavoro che taglia, diventerebbe subito lo scandalo nazionale, paladino senza vergogna della corporazione più potente d’Italia: gli insegnanti, ridotti ormai peggio dei loro colleghi nell’Italia fascista.

A causa dell’arbitrio di Napolitano decisa inammissibilità dei #referendum contro riforma Fornero su pensioni e contro la casta | Fonte: paoloferrero.it

 

L’inammissibilità dei referendum per abrogare la riforma Fornero sulle pensioni e contro la casta, comunicata oggi, è un vergognoso scippo di democrazia. Il diritto costituzionale delle centinaia di migliaia di cittadini che hanno sottoscritto i referendum viene calpestato a favore dell’arbitrarietà con cui il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha sciolto le Camere in anticipo proprio per impedire i referendum. è infatti doveroso ricordare che noi chiedemmo a Napolitano di sciogliere le Camere all’inizio del 2013 mentre Napolitano le sciolse alla fine del 2012 proprio per impedire, con l’inizio del semestre bianco, la presentazione dei referendum. Noi comunque non ci fermiamo e faremo anche su questi referendum ricorso avverso la sentenza della Corte. [Paolo Ferrero]