Platone – Apologia di Socrate (audiolibro)

Epistola di un prete a un provocatore da: comune info

 

Il missionario comboniano che ha ispirato molti dei movimenti non-violenti italiani degli ultimi anni scrive al sindaco di Messina, Renato Accorinti, protagonista di un gesto esemplare in occasione dello scorso 4 novembre
  padre alex zanotelli

 

Voglio ringraziare l’amico Alex Zanotelli per la sua lettera che pubblico qui integralmente. Grazie per le tue parole, la tua spiritualità, il tuo lavoro quotidiano. Renato Accorinti (dal profilo facebook)

 

di Alex Zanotelli

 

Carissimo Renato,

 

infinite grazie per questo tuo splendido gesto di sfida alla cultura di morte che ci viene propinata con questa parata militare per commemorare i caduti della Prima Guerra Mondiale.

 

“Avete detto ai vostri ragazzi che la Prima Guerra mondiale si poteva evitare?- scriveva don Milani ai capellani militari della Toscana(1965). Che Giolitti aveva la certezza di poter ottenere gratis quello che poi fu ottenuto con 600.000 morti? Che la stragrande maggioranza della Camera era con lui (450 su 508).

 

Era dunque la Patria che li chiamava alle armi? E se anche li chiamava, non chiamava forse a un’ “inutile strage” (l’espressione non è di un vile obiettore di coscienza, ma di un Papa). Era nel ’22 ch bisognava difendere la Patria aggredita. Ma l’esercito non la difese. Stette ad aspettare gli ordini che non vennero. Se i suoi preti l’avessero educata a guidarsi con la coscienza invece che con l’Obbedienza ‘cieca, pronta, assoluta’, quanti mali sarebbero stati evitati alla Patria e al mondo. (50 milioni di morti)”.

 

Grazie , Sindaco, perché ti sei fatto interprete di questa gloriosa tradizione nonviolenta, così ben espressa, anche in Italia, da figure come don Milani, Capitini, padreTuroldo, donTonino Bello e tanti altri.
Grazie perché hai insegnato con quel tuo gesto il valore della protesta personale a un popolo italiano addormentato.

 

Grazie per aver richiamato tutti all’assurdità di una così colossale spesa militare in Italia che è ancora più alta di quanto affermi. Il SIPRI di Stoccolma calcola che nel 2012 il governo italiano ha investito in Difesa 26 miliardi di euro, mentre non riesce a trovare soldi per la scuola, per la sanità, per il terzo settore. E il popolo iataliano non si ribella a tali aberrazioni.

 

renato accorinti

 

Grazie, Sindaco, perché ti sei schierato contro la militarizzazione della tua terra:”La nostra isola rischia di diventare una portaerei del Mediterraneo: una base dalla quale far partire strumenti di morte e controllare con tecnologie satellitari i paesi stranieri.” Non possiamo infatti accettare né che Sigonella diventi la capitale mondiale dei droni né che Niscemi diventi con i MUOS il centro mondiale di comunicazioni militari.
Grazie,Renato, perché sia il tuo gesto che le tue parole hanno ridato nuova vita al movimento nonviolento italiano.

 

Spero di risentire la tua voce risuonare nell’Arena di Verona il 25 aprile 2014.

Tassi Bankitalia e copri l’Imu Fonte: Il Manifesto | Autore: Antonio Sciotto

È 3.093 il numeretto «magico» (si fa per dire): il totale degli emendamenti presentati alla legge di stabilità, e che cominceranno il loro iter da martedì in Commissione Bilancio del Senato. Da lì dovrà uscire un testo entro lunedì 18, che dovrà poi essere approvato entro venerdì 22. È questa la road map, prima del passaggio alla Camera, con i tempi un po’ stretti a causa dell’alto numero di emendamenti proposti, soprattutto dal fronte della stessa maggioranza: ben 2.190 contro i 903 dei partiti di opposizione. Inoltre, per coprire l’Imu (ne riferiamo in conclusione), si concretizza il tema della rivalutazione delle quote di Bankitalia: ma mancherebbe il tempo di farla entro il 2013.
Il Pd ha il record degli emendamenti presentati, ben 992 (più di quelli di tutta l’opposizione messi insieme), segue il Pdl con 814, il M5S 283, la Lega 372, Scelta civica 166, Misto-Sel 248, Gal 112, Gruppo per le autonomie 106. Gli ordini del giorno sono 128, gli emendamenti al ddl Bilancio 50 e i relativi odg 3. Ma a parte questa sequela di numeri, di per sé non significativa, sono poche le proposte di verifica che fanno veramente discutere (alcuni emendamenti, lo dicono i relatori stessi, verranno eliminati dai partiti che li hanno presentati, per velocizzare).
In particolare, è da notarsi la passione mai sopita del Pdl per i condoni e la privatizzazione dei beni pubblici. I berluscones propongono una sorta di sanatoria fiscale, per lo smaltimento delle cartelle esattoriali: si risparmierebbero le more e le sanzioni, in modo da incassare – è la previsione – 1,7 miliardi di euro. Più grave, soprattutto per Pd e Sel, la proposta di vendere le spiagge.
Ieri un fuoco di fila ha attaccato l’emendamento che si propone di «sdemanializzare» interi tratti di costa, quelli dove già insistono gli stabilimenti balneari e che in genere sono dati in concessione dallo Stato. «La proposta di vendere le nostre spiagge è impresentabile e offende la dignità del Paese. Aspettiamo solo che qualche emulo di Totò proponga di vendere la Fontana di Trevi», dice Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera. E Nichi Vendola, leader di Sel, rincara: «Abusivismo, cementificazione, condoni. Cosa altro vogliono fare alla nostra Italia? Non permetteremo in alcun modo un altro colossale scempio delle coste del nostro Paese, un “bene comune” di tutti gli italiani».
Intanto resta aperto il rebus di come reperire i 2,4 miliardi per non far pagare l’ultima rata dell’Imu. Si pensa ad esempio all’aumento degli anticipi fiscali dovuti dalle imprese a fine anno, concentrandolo però sulle banche. E in effetti proprio a Bankitalia, e al suo «tesoro» finora rimasto «immobile», molti guardano: l’ultima valutazione delle quote in mano a banche, assicurazioni e finanziarie risale addirittura al 1936, ed equivale alla cifra piuttosto risibile di 156 mila euro. Via Nazionale ha terminato però da poco il suo studio, e oggi quelle quote hanno un valore tra i 5 e i 7,5 miliardi di euro. Il che, in tasse dovute al Tesoro, potrebbe equivalere a qualcosa come 1-1,5 miliardi, che se si potessero iscrivere a bilancio già quest’anno andrebbero a coprire oltre metà Imu.
Ma appunto la partita appare complessa: ci vorrebbe una legge ad hoc per la rivalutazione, e serve anche il vaglio della Bce. Come spiegano gli esperti che hanno calcolato la cifra, (Franco Gallo, ex presidente della Corte costituzionale, Lucas Papademos, ex vicepresidente Bce, e ad Andrea Sironi, rettore della Bocconi), l’assetto azionario di Bankitalia va rivisto prima di tutto perché i processi di concentrazione avvenuti negli ultimi anni hanno accresciuto la percentuale del capitale detenuta dai più grandi gruppi bancari. Intesa SanPaolo detiene oltre il 30% e Unicredit il 22%. Va anche ricordato che una legge del 2005 (la 262, terzo governo Berlusconi, ministro dell’Economia Giulio Tremonti) contempla un possibile trasferimento allo Stato della proprietà dell’istituto centrale: la legge non è mai stata attuata, poiché manca l’apposito regolamento attuativo, ma gli esperti giudicano comunque essenziale mantenere l’indipendenza di Via Nazionale.
Già da tempo il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni (ex dg di Bankitalia) vorrebbe riformare la banca centrale, aprendo la partecipazione al capitale, e rendendola una vera «public company»