Precari, quel brutto pasticcio del decreto sulla pubblica amministrazione. Settimana di proteste | Autore: fabio sebastiani da: controlacrisi.org

 

I precari dell’Istat si mobilitano e organizzano una settimana di proteste, sostenute dalla Flc Cgil. Per mercoledi’ 2 ottobre è prevista una manifestazione nazionale davanti a Montecitorio, per il 4 ottobre, venerdi’ prossimo, hanno indetto invece una giornata di sciopero. Il primo appuntamento e’ per la conferenza stampa di lunedi’ mattina alle ore 11 davanti alla sede centrale dell’Istat, in via Cesare Balbo 16 a Roma.

“Troppe nuvole si vanno addensando sul futuro dei precari e degli enti di ricerca – si legge sul sito di Flc-Cgil -. È necessario chiedere modifiche urgenti ai decreti in corso di conversione (DL 101/13 e DL 104/13) per dare prospettive di stabilizzazione e garanzie occupazionali ai numerosi precari della ricerca”.Il dibattito di questi giorni sta facendo peggiorare le prospettive per gli enti pubblici di ricerca, e più generalmente della situazione di tuttii precari della pubblica amministrazione. Per rilanciare la ricerca, secondo Flc, “occorre superare il precariato esistente, aumentare gli investimenti, attuare un reclutamento straordinario, valorizzare le professionalità esistenti a partire dalla riapertura dei rinnovi contrattuali, una governance nazionale e unica del sistema degli enti pubblici di ricerca”.

Sulla conversione del decreto legge PA, nei giorni scorsi sono intervenuti Rossana Dettori, Giovanni Faverin, Giovanni Torluccio e Benedetto Attili, segretari Generali di Fp-Cgil, Cisl-Fp, Uil-Fpl e Uil-Pa. In una nota congiunta inviata ai gruppi e alle commissioni parlamentari, sottolineano “come una componente fortemente ideologica stia caratterizzando le discussioni in corso nonché l’approccio troppo semplicistico e frettoloso”. “E’ allarmante – proseguono i quattro sindacalisti – che rispetto a una questione che tutti affermano di voler risolvere si tenti di far passare delle norme minime di responsabilità per una ‘sanatoria’ lesiva addirittura dei diritti costituzionali. Si tratta di una mistificazione della realtà: il decreto 101/2013 non contiene alcuno strumento di stabilizzazione diretta ma soltanto delle misure minimali, peraltro fortemente insufficienti, per dar vita a un diverso approccio al problema. Il decreto è inoltre a onere zero per la spesa pubblica”. I tre sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil hanno annunciato che se non dovessero esserci modifiche sostanziali sono pronti alla mobilitazione.

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