Grecia-Italia, Alba dorata minaccia di andarsene dal Parlamento. Arrestato il capo del partito | Autore: fabio sebastiani da: controlacrisi.org

 

Alba Dorata, il partito filo-nazista greco, ieri aveva minacciato di uscire dal Parlamento evocando urne anticipate e stamattina la polizia è andata a casa a prelevarlo con l’accusa di guidare una organizzazione criminale. Insieme a lui indagati altri due deputati.

Il governo di Atene aveva replicato seccamente e per bocca del suo portavoce esclude qualsiasi ipotesi di elezioni ipotizzando solo, nel caso, nuove consultazioni in quei collegi rimasti ‘orfani’ del loro deputati. “La democrazia non si puo’ ricattare” e anche in caso di uscita dalla maggioranza di Alba Dorata la Grecia non andra’ alle urne, ha fatto sapere Simos Kedikoglou, commentando la minaccia del partito filo-nazista Chrysi Avgi’ (Alba Dorata) che ha ventilato le dimissioni in massa dei suoi 18 deputati. Il portavoce del governo non ha pero’ escluso la possibilita’ di consultazioni parziali nei collegi elettorali dei parlamentari dimissionari. “La giustizia fara’ il suo corso e se ci sara’ bisogno di elezioni parziali esse si terranno nei collegi elettorali i cui deputati devono essere sostituiti”, ha detto.

Un duro botta e risposta che ha rialzato la tensione politica ad Atene – con un copione che mai come in queste ore appare familiare ai commentatori italiani – che arriva proprio mentre ad Atene si stanno per chiudere i negoziati fra governo e troika (Ue, Bce e Fmi) in vista della riunione dell’Ecofin del 15 ottobre che dovrebbe dare il via libera all’assegnazione della tranche da 1,2 miliardi di aiuti alla Grecia.

La minaccia delle dimissioni dei deputati di Alba Dorata è stata giustificara “per difendere l’onore del partito” dopo le serrate indagini avviate dalla magistratura sulle attivita’ illegali del gruppo filo-nazista in seguito all’omicidio del rapper antifascista Pavlos Fyssas, ucciso il 17 settembre ad Atene da un militante del partito neo-nazi, il camionista Giorgos Roupakias. “Se il Paese entrasse in una nuova fase di destabilizzazione non sara’ per colpa di Alba Dorata ma per colpa di coloro che la demonizzano e la colpiscono in modo cosi’ sporco e illegale”, ha detto Michaloliakos riferendosi a quella che egli ha definito una “caccia alla streghe” nei confronti degli iscritti e dei simpatizzanti del suo partito.

L’annuncio di Alba Dorata, sulla cui attività clandestina c’è la lente di ingrandimento dei giudici, arriva a poche ore dall’inquietante iniziativa del sindacato dei riservisti delle forze speciali dell’esercito (Keed) che, con un documento pubblicato sul proprio sito web, ha chiesto le dimissioni del governo di coalizione e la formazione di un nuovo esecutivo sotto la guida del presidente della Corte Suprema, proprio come fecero i colonnelli nel 1967 con l’allora presidente della Corte Suprema, Constantinos Kollas. L’altra sera, comunque, il Keed ha diffuso un altro comunicato in cui ha negato di avere intenzioni golpiste. Dal canto suo, il portavoce del governo Simos Kedikoglou, dopo aver definito la vicenda “seccante”, ha affermato che “la maggior parte degli uomini che fanno parte delle forze armate e’ fedele alla democrazia”.

Iil premier Antonis Samaras incontrera’ stamattina i rappresentanti della troika, i tedeschi Matthias Mors (Ue) e Clauss Masuch (Bce) e il danese Paul Tomsen tornati domenica scorsa ad Atene per verificare l’andamento del piano di risanamento dell’economia, a poche ore dalla partenza per gli Usa.

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