Catania, la legge è inflessibile anche con i dirigenti della Polizia: hai forse nutrito dei cani randagi? Trasferita! da: iene sicule

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Clamorosa operazione delle forze dell’ordine. Sembrava quasi un telefilm…

 

di iena di strada marco benanti

Mentre si muore sulle strade per uno scippo (Catania ha numeri da “primato nazionale”, più di Napoli) il 17 settembre scorso i vertici della Questura, in testa il Questore dott. Salvatore Longo e il vicario dott. Giovanni Signer, hanno coordinato personalmente un clamoroso “blitz anticani randagi”, mirato a scoprire eventuali favoreggiatori o complici del presunto reato (oltre naturalmente ai canini, gli animali, non i denti) presso il commissariato di “Nesima” di piazza Calì. Esito finale? Nessun cane randagio trovato, ma il dirigente del commissariato Adriana Muliere rimosso e trasferito ad altro incarico. Avrebbe “rotto” il rapporto fiduciario con il Questore. Come? Avrebbe rappresentato una realtà –su questo episodio dei cani randagi- difforme da quella personalmente constata dal Questore.
Ma andiamo ai fatti:
Il 17 settembre scorso, la brillante e fondamentale operazione di polizia, a metà mattinata, ha visto questa partecipazione: squadra sopralluoghi del locale gabinetto regionale della polizia scientifica, personale della Digos, della squadra mobile e della zona telecomunicazioni. Insomma, una sorta di “plotone” di pronto intervento: ma non si trattava di un’azione contro la criminalità organizzata, bensì contro un presunto caso di randagismo e/0 favoreggiamento dello stesso. Clamoroso!
Bilancio finale dell’operazione: alcun cane randagio trovato. Comunque, sono state rinvenute numero due ciotole, circa 50 croccantini, una copertina, due cani di taglia piccola sdraiati al sole. Comunque, il personale del commissariato ha dovuto ammettere la sua “grave colpa”: dare da mangiare e bere ai cani di quartiere. Ma –hanno precisato-utilizzato ciotole di plastica. Per non sporcare!
Ma non è finita: nel corso dell’intervento si è ricorso a film e fotografie; e ancora ciotole ed alcuni escrementi sono stati repertati.
La polizia scientifica ha effettuato i dovuti rilievi fotografando le ciotole rinvenute, indicandole con delle lettere apposte innanzi ad ogni reperto, operando con la stessa modalità utilizzata per immortalare le prove ed i luoghi in cui vengono commessi efferati crimini.
Non solo: si è provveduto ad interrogare parte del personale. Oggetto: chi utilizza le ciotole? E chi dà da mangiare e bere ai cani ricercati? Il personale della Digos e della “mobile ha assistito alla verbalizzazione degli interrogati personalmente dal vicario dott. Giovanni Signer. Nel frattempo, alla dirigente del commissariato era stato già intimato di non muoversi: insomma, quasi il trattamento riservato a chi viene “colto sul fatto” del delitto!
Inoltre, gli addetti alla zona telecomunicazioni si preoccupavano di acquisire i video relativi alal sorveglianza del perimetro del commissariato.
Tutto era nato da una segnalazione, a fine agosto, della presenza di un branco esiguo di cani in piazza Calì, proprio davanti al commissariato. Eppure, la dirigente Adriana Muliere aveva fatto il suo dovere, scrivendo della presenza dei cani in piazza Calì, animali poi regolarmente microcippati e sterilizzati dal competente ufficio del comune di Catania. Non solo: il dirigente aveva segnalato che a causa dell’assenza di reti dalle inferriate del cancello del commissariato alcuni cani entravano. Le reti sono state approntate adesso. Dopo la rimozione della dirigente.
Che, dopo avere girato l’Europa con incarichi internazionali, anche in teatri di guerra, con mezzo chilo di attestati di ogni tipo, dopo avere lavorato in Sardegna, anche nelle “squadre antisequestro”, in Liguria alle prese con situazioni “estreme” (probabilmente più serie di un presunto caso di “favoreggiamento di cani randagi”), lavora da anni a Catania. E ora è stata trasferita ad altro incarico. Perché il Questore ha “perso” la “fiducia” in lei per tre cani. Forse, l’indipendenza e il non “adattarsi alle convenienze” non pagano nemmeno fra chi deve fare rispettare la legge?
Comunque, sabato prossimo, l’Ugl Polizia di Stato ha annunciato una manifestazione di protesta, in piazza Università, a partire dalle 9,00. Non è vietato portare cani al proprio seguito

Arnone (PD) : “Io crocettiano pentito, vi svelo il bluff del Megafono” da: linksicilia

 23 set 2013

 

 

 

L’ESPONENTE DEL PARTITO DEMOCRATICO DI AGRIGENTO ATTACCA FRONTALMENTE IL GOVERNATORE DELL’ISOLA E IL SENATORE GIUSEPPE LUMIA

 

Alla direzione regionale del Pd, che affronterà il nodo dei rapporti ormai tesissimi con il Presidente della Regione Rosario Crocetta, l’avvocato Giuseppe Arnone da Agrigento, si presentare ‘armato’. Alla platea, infatti, leggerà una sua relazione dal titolo eloquente: “Io crocettiano pentito, vi svelo il bluff del Megafono di Crocetta e Lumia”. Il documento, sotto forma di lettera, si apre così:

 

“Caro Saro, io sono tra quei pochissimi politici che da oltre venti anni sta nel mirino dei mafiosi. E ho sempre campato non di politica, bensì con il mio lavoro. Sono avvocato cassazionista. La lotta alla mafia non mi ha dato né soldi, né cariche. Questa premessa è necessaria per evitare cialtronerie come quelle contro gli amici di Niscemi che combattono gli impianti americani del MOUS, amici che tu, dopo il tuo tradimento, hai insultato come collusi con la mafia. Dire adesso a me ‘filomafioso’ è molto, molto complicato. Come è impossibile smentire i fatti che adesso racconto. Per capire in che misura da un quarto di secolo i mafiosi mi odiano è sufficiente leggere i verbali dei pentiti agrigentini e i connessi accertamenti giudiziari. Tra breve si aprirà pure il processo relativo all’impegno di Cosa Nostra per impedirmi di essere eletto Sindaco di Agrigento. Sono in grado di dare, con la mia limpida storia. sia a te che a Lumia, grandi lezioni di impegno civile: al contrario di te e Lumia, ho combattuto dentro e fuori i Tribunali mafiosi, collusi e corrotti di ogni colore politico. Anche quelli travisati da compagni, anche quelli camuffati con la toga di magistrati, pure quelli che si annidavano nel PCI e nel PD”.giuseppe arnone

 

Poi dopo alcuni esempi di battaglie locali, l’affondo:

 

“Caro Saro, ti ho sostenuto, pagando le spese con il mio denaro, alle elezioni Europee del 2009. Nel luglio 2012 eravamo ‘pochi amici al bar’, ‘io mammete e tu’, quando siamo partiti per farti eleggere Presidente della Regione. Volevamo farti eleggere in nome dei valori di Pio La Torre quale suo erede.

 

“Adesso – prosegue Arnone –  sembra di essere innanzi non all’erede di Pio La Torre, ma al fratello minore di Montante e di altri imprenditori rampanti… nonché allo zio di Michele Cimino, il cugino di Forzese e di Savona, nonché di un bel po’ di folgorati dal Megafono, come Paolo sulla via di Damasco. Che indecenza!

 

“Sino a ieri ho vissuto da uomo del Megafono, ti ho sostenuto e finanziato alle Regionali, ho sostenuto e finanziato le Politiche il Megafono, ho partecipato a tutte le riunioni del Megafono di cui ho saputo l’esistenza. Sino al luglio 2013. E per questo adesso voglio dire ai Siciliani che il Megafono è un grande bluff, un paravento per consentire a te, a Lumia, a qualche potente industriale e a molti riciclati ‘acchiappati a destra e a manca’, di essere irresponsabili e di farvi i cazzi vostri. Alla faccia della democrazia e dei Siciliani!

 

“In un anno non vi è stato nessun momento, nessuno, neanche per sbaglio, ove noi sostenitori del Megafono abbiamo potuto discutere di politica, di problemi dei siciliani, di soluzioni possibili per lo sfascio generalizzato. Ai tempi di Mannino vi era forse più trasparenza: almeno qualche volta, mi dicono, si discuteva di politica. Con te e Lumia mai. Caro Saro, il tuo modo di fare è forse informato ad una furbizia levantina, ma è l’esatto opposto di ciò che serve alla Sicilia, è distante mille miglia dagli insegnamenti di Pio La Torre”.

 

Arnone quindi entra nel merito delle nomine nei posti di sottogoverno,  delle cacciate e delle ‘appartenenze’ politiche degli uomini prescelti da Crocetta:

 

“Se Lombardo o Cuffaro avessero nominato assessore la loro segretaria particolare, per di più bergamasca, noi, gli eredi di Pio La Torre, li avremmo inseguiti con lanci di pomodori. A te, invece, attraverso pulcinellate e ridicolaggini a non finire (politiche si intende…), tutto è permesso. Ci vuoi spiegare a quale cultura politica, a quale idea della Giustizia risponde la tua nomina dell’ex assessore berlusconiano Bufardeci al Consiglio di Giustizia Amministrativa?

 

“E a proposito di manciuglie, mi puoi spiegare il motivo per cui un ottimo dirigente come Pietro Lo Monaco, uomo di sinistra da tutti apprezzato, è stato da te cacciato via dalla Protezione Civile e sostituito, con tanto di promozione, da un notissimo ingegnere agrigentino, più in linea con la storia locale degli amici di Berlusconi che con la cultura ed i valori di Pio La Torre? Chi non si fidava di Lo Monaco? E perché? Impediva manciuglie Lo Monaco o le favoriva? I siciliani lo vogliono sapere. Vogliono sapere se con la bocciatura di Lo Monaco, con la sua sostituzione, vi è qualche nesso con i problemi relativi alla variante al passante di Palermo, affare di tanti milioni di euro. Lo Monaco era favorevole o contrario? E l’attuale che lo ha sostituito che posizione ha?

 

crocetta megafono

 

“Noi caro Saro, ti abbiamo voluto e votato per il cambiamento. Non volevamo, eleggendo te, collocare ai posti di vertice sempre i soliti poco nobili noti. Pensavamo di cambiare, di vedere a capo della Sanità o del 118 compagni come Filippo Grippi, persone che hanno rischiato la vita, nell’isolamento, scontrandosi vittoriosamente con il sistema dell’Ingegnere Michele Aiello e di Provenzano, con il malaffare di Bagheria e le furbizie dell’on. Iacolino. Gente come Grippi che ha subito minacce ed intimidazioni, continui attentati, e non si è piegato viene da te accantonata: a Crocetta, evidentemente, non piacciono gli eredi di Pio La Torre, i compagni dell’ex P.C.I.  Al 118 uno come Filippo Grippi è molto poco indicato, molto meglio l’ex deputato socialista craxiano Sanzeri, uomo di mondo che dà garanzie …

 

“E ritornando a promozioni incredibili a favore di amici di Alfano e similari, mi spieghi, in virtù di quale coincidenza, un alfaniano doc come il dott. Benito Infurnari è stato da te mandato a dirigere la Provincia di Agrigento e l’ATO Idrico? E’ stato uno scambio, un regalo ad Alfano, una coincidenza, un errore?

 

“E la nomina del magnate dei metronotte Basile, altro grande beneficiato del centro destra, a capo dell’IRFIS come la commentiamo? Ci saremmo attesi da Crocetta ispezioni su come si fanno gli appalti per i metronotte negli enti locali e regionali. Ed invece …

 

“Adesso mi è chiaro perché i vecchi parlamentari del centro destra, quelli in carica, quelli più opportunisti, fanno la corsa per venire da te. Capisco come hai folgorato Michele Cimino, Forzese, Savona, Totò Cascio e tanti altri campioni del cuffarismo e del berlusconismo. Le cose che contano, le nomine, gli incarichi, si decidono con loro ed i loro amici. Ho partecipato alle due feste elettorali a piazza Marina organizzate da te e Lumia in occasione delle politiche: erano piene di quei dirigenti Regionali che tre anni prima andavano alle feste di Lombardo e di Alfano e sei anni addietro a quelle di Cuffaro e Miccichè. Grande cambiamento o grande buffonata?

 

“Viene da pensare che al posto dei Filippo Grippi, dei Lo Monaco, dei Gioacchino Genchi, dei tanti Dirigenti regionali per bene emarginati dal vecchio sistema, il Presidente Crocetta preferisce gli ex amici di Cuffaro e di Lombardo, quelli che forse vanno un tanto al chilo, che si ripagano con qualche nomina, importante si intende. O con palate di quattrini. E sono sempre disponibili?

 

“Certo la Dott.ssa Patrizia Monterosso è una donna affascinante: ma vi è da chiedersi quale enorme fascino promana per rimanere ai Vertici della Presidenza della Regione pur cambiando il colore dei Presidenti. E’ fedele a che cosa la Monterosso? Ed il marito? Mi pare che pure lui ha beneficiato, di nomine crocettiane. Non sono manciuglie?

 

“Lo dico con chiarezza Raffaele Lombardo è stato molto ma molto più serio di te. Con Lombardo e l’assessore Russo ho posto, io a nome del PD, il problema di rimuovere, per ragioni importanti, il manager dell’ASP di Agrigento. E’ stato mandato via. A Lombardo e all’assessore Armao ho chiesto, a nome del PD, di riqualificare la sovraintendenza di Agrigento, incancrenita da pratiche e logiche da manette. La risposta è stata positiva, addirittura è stato bocciato il candidato sovraintendente voluto dal vice presidente della Regione dell’epoca, uomo con troppe ombre. Ho ancora conservati gli sms di protesta di quel vice-presidente della Regione agrigentino”.

 

Poi nelle conclusioni l’avvocato agrigentino dice che nel “Megafono non si parla di politica, non si parla di contenuti, non si parla di programmi. Solo di organigrammi dell’ex Centrodestra. Ma solo in segreto, gli interessati e Crocetta e Lumia. Mutu cu sapi u jocu“.

 

Non manca un colpo per Nelli Scilabra, assessore regionale alla Formazione in quota Lumia:nelli scilabra bis

 

“Con la Scilabra si fanno i grandi proclami e le grandi sceneggiate sugli imbrogli della Formazione Professionale (anche se, per la verità, ti sei permesso di rimproverarmi per aver alzato la voce contro Genovese e il quadro di malaffare organizzato che inquina la vita democratica siciliana). Ma la Formazione è un settore ormai sterile per nuovi investimenti clientelari, tutto è già stato preso da Genovese, Papania, I.A.L, E.C.A.P. e protettori vari. Sulla Formazione e con il giovane volto della Scilabra ci si rifà la verginità … e si finge di essere campioni di legalità”.

 

E uno per la Sanità:

 

“La Sanità muove interessi economici per oltre quattro miliardi di euro, la Formazione un ventesimo. Ecco che non si fa nulla per ripulire la Sanità dalle enormi ‘manciuglie’ del sistema dei vecchi manager selezionati ai tempi di Cuffaro. Non si tocca nessuno dei vecchi equilibri preesistenti e si avvia il ‘percorso’ ottimale per mantenere ai vertici dell’A.S.P. i vecchi baroni-manager, purché riconoscano i nuovi feudatari, Lumia, Crocetta ed i loro proseliti. Sono una ridicola presa in giro per l’intera Sicilia le procedure avviate a Caltanissetta per selezionare i nuovi vertici delle A.S.P. persino con i superprescelti, i raccomandati d’ufficio che non devono essere selezionati. Quelli li ha già selezionati Cuffaro, devono solo dichiarare la loro nuova fedeltà”.

 

E, poi il caso Cracolici:  ”Spieghiamolo a tutti, caro Saro, perché Antonello Cracolici non può far parte della tua Giunta, mentre Mariella Lo Bello è la benvenuta, la Lo Bello è proprio perfetta. Lo Bello non conta nulla, la sua presenza in Giunta è un’offesa per la democrazia. Lo scorso anno Capodicasa e Di Mauro l’hanno candidata quale Sindaco di Agrigento. Le liste che la sostenevano, formalmente apparentate, sono arrivate prime, con il 35%, Lo Bello ha ottenuto, invece, solo il 15%. Fuori dal ballottaggio e con una perdita secca di 20 punti rispetto alle liste. Una miracolata che non ha diritto di parola. E in assessorato al Territorio contano gli amici di Crisafulli e Capodicasa, di coloro che ti hanno imposto questa ‘signor nessuno’: una sindacalista delle Poste che dirige il Territorio e l’Ambiente. Alla faccia della competenza e dello spessore. palazzo-dOrleans1

 

“In una Giunta simile Cracolici ‘stona’. Con Cracolici si dovrebbe parlare di politica, si dovrebbero discutere i criteri, si dovrebbero concordare le nomine. Capire il per come ed il perché. Con Cracolici non si potrebbe più utilizzare il metodo degli ordini che non si devono discutere, perché tu stai in Giunta – senza avere alcun peso – sol perché Crocetta e Lumia ti vogliono. Con Cracolici si dovrebbe discutere politicamente se è possibile avere un Cicero piglia tutto, perché così vuole il signor Montante. Con Cracolici si dovrebbe cominciare a capire se stanno sorgendo nuovi monopoli in materia di appalti, se vi sono coincidenze affaristiche tra gli imprenditori interessati ai mega-appalti dell’Agrigento – Caltanissetta, dell’interporto di Palermo, dell’interporto di Catania, dell’aeroporto di Catania, delle opere di Bronte, per citare solo i casi più chiacchierati”.

 

In  conclusione, la chiosa di Arnone: “Diciamola tutta: caro Saro tu vuoi una Giunta di persone prive di peso ed esperienza politica perché vuoi fare il tirannello irresponsabile. Che si fa gli affari propri. Questa è l’unica verità. A proposito, possiamo sapere quali sono i dissensi tra la persona più qualificata della tua Giunta, il magistrato Nicolò Marino, e i veri dominus del tuo “disegno” ovvero Confindustria Sicilia? Deve andare via Marino? Qualcuno non lo vuole perché non si piega? Perché vuole capire? Ostacola Confindustria, Marino? Concludo. Questo è solo l’inizio. Gli eredi di Pio La Torre, che mi onoro di rappresentare, da oggi in poi aprono un capitolo nuovo ed importantissimo della storia siciliana: massima vigilanza democratica in ordine al grande bluff di Crocetta e dei suoi ricchissimi alleati. Basta con il trasformismo, basta con l’asservimento ai potentati imprenditoriali”

 

Palermo, addì 23.09.2013

Pussy Riot, dal carcere annuncia inizio sciopero della fame e denuncia minaccia di morte da: controlacrisi.org

 

Nadezhda Tolokonnikov, la Pussy Riot in prigione per l’ormai famosa “preghiera punk” anti-Putin cantata nella cattedrale moscovita di Cristo il Salvatore, annuncia che da oggi sarà in sciopero della fame.

Ma non solo. La Pussy Riot denuncia anche minacce di morte che sarebbero avvenute da parte dell’amministrazione del carcere in cui sta scontando la condanna a due anni per teppismo motivato da odio religioso.”Da lunedì 23 settembre dichiaro lo sciopero della fame. E’ un metodo estremo, ma sono assolutamente certa che sia l’unica via d’uscita dalla situazione in cui mi ritrovo. L’amministrazione del carcere si rifiuta di ascoltarmi”, dichiara la giovane.

Il suo messaggio è stato consegnato alle agenzie russe dal marito Petr Versilov, Tolokonnikova e descrive le condizioni disumane in cui vivono, facendo riferimenti a orari di lavoro e a un clima di violenza costante.

Tolokonnikova dichiara che lei, come le altre carcerate, è costretta anche a lavorare dalle 7.30 del mattino fino a dopo la mezzanotte. Molte sono le detenute che vengono picchiate da altre, senza che nessuno faccia nulla.

“Per questo dal 23 settembre dichiaro lo sciopero della fame e mi rifiuto di partecipare a questo regime di lavoro in schiavitù nella colonia penale”, dichiara la giovane.

Nello scorso luglio, un tribunale ha respinto la richiesta di scarcerazione anticipata, proprio dopo aver bocciato l’analoga richiesta fatta dalla compagna di band Maria Alekhina, che sconta due anni di carcere come lei.

Tolokonnikova è stata arrestata nel marzo 2012 con Maria Alekhina e a una terza ragazza, Ekaterina Samutsevich. Ma la Samutsevich è stata scarcerata a ottobre alla fine del processo di appello, perché è stata fermata dai sorveglianti della cattedrale prima che si fosse esibita.

Grecia, via due generali dopo l’omicidio Fyssas. Si indaga sui legami con Alba dorata | Autore: RedAzione da: controlacrisi.org

 

Due generali della polizia greca hanno rassegnato le proprie dimissioni, dopo la morte del rapper anti-fascista Pavlos Fyssas, 34 anni, ucciso il 18 settembre scorso da un sipatizzante del partito neonazista Alba dorata in un sobborgo vicino ad Atene. La polizia ha annunciato che gli ispettori regionali competenti rispettivamente per la Grecia centrale e del sud hanno lasciato il proprio incarico, mentre è in corso un’indagine per appurare se esistono dei collegamenti tra il dipartimento di polizia e il partito neonazista.Intanto, mentre il governo sembra che stia prendendo in considerazione l’ipotesi di mettere fuorilegge i neonazisti, alcune sondaggi effettuati dopo l’assassinio di Fyssas registrano un forte calo delle preferenze per il partito guidato da Nikos Mihaloliakos, che rimane comunque il terzo nel Paese. In base a una ricerca condotta dalla societa’ Rass per l’edizione domenicale del quotidiano Elefteros Tipos, Alba Dorata registra una perdita di 2,5 punti percentuali – dall’8,3% al 5,8% – rispetto allo stesso sondaggio della settimana scorsa. Inoltre, e’ emerso che oltre l’80% dei greci considera Alba Dorata un’organizzazione criminale o fascista mentre l’87% ritiene che lo Stato debba adottare misure contro il partito filo-nazista. Un secondo sondaggio condotto dalla societa’ Metron Analysis per l’edizione domenicale del quotidiano Ethnos, indica invece che Alba Dorata – dopo l’omicidio di Fyssas – avrebbe perso 1,5 punti rispetto a una settimana fa. Per quanto riguarda gli altri partiti, prosegue l’alternarsi al primo posto delle due maggiori formazioni politiche, Nea Dimokratia (centro-destra), guidato dal premier Antonis Samaras, e Syriza, il partito della sinistra radicale guidato da Alexis Tsipras. Nea Dimokratia ha ottenuto il 25,4% contro il 22,7% di Syriza. Al terzo posto c’e’ Alba Dorata con il 5,8%, seguita dal Partito Comunista (Kke) con il 5,7%, il socialista Pasok con il 5,3%, Greci Indipendenti con il 4,3% e Sinistra Democratica con il 2,5%.

Fiat, la Fiom plaude al rientro dei delegati. “Basta discriminazioni, pronti ai ricorsi”| Autore: fabrizio salvatori da: controlacrisi.org

 

“Grazie alla Costituzione, domani le liberta’ sindacali e la Costituzione rientrano anche in Fiat”. Cosi’ il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, commenta il ritorno dei rappresentanti Fiom nelle Rsa del Lingotto dopo la sentenza della Corte Costituzionale di qualche settimana fa. Anche se proprio domani torneranno al lavoro “anche i tre licenziati di Melfi, dopo la decisione della Corte di Cassazione”, nel gruppo Fiat “la partita – sottolinea Landini – non e’ pero’ ancora chiusa. L’atteggiamento della Fiat continua ad essere discriminatorio nei confronti della Fiom e questo non e’ accettabile. Se continuera’ questa esclusione dai tavoli faremo valere i nostri diritti”.

Presidio a Mirafiori
Oggi i delegati della Fiom hanno organizzato un presidio ai cancelli di Mirafiori dove lavorano in questi giorni alcune centinaia di lavoratori della linea della Mito. ”Non siamo mai andati via, ma ora con il riconoscimento da parte della Fiat si apre una fase nuova”, hanno detto i delegati alle tute blu dello stabilimento torinese. I delegati, che a Mirafiori sono 15 e un centinaio nelle 20 societa’ del gruppo dell’area torinese, riavranno a breve la saletta sindacale, ma possono gia’ affiggere documenti, parlare con i lavoratori, chiedere incontri e organizzare assemblee.

Incertezza sul futuro produttivo
E poi c’è il punto sul futuro produttivo, che si continua a caricare di incertezze, nonostante gli annunci di investimenti a Melfi e a Mirafiori. Ribadendo di considerare “la questione produttiva ed occupazionale” del gruppo Fiat “sempre piu’ grave”, Landini ha reiterato la richiesta al governo di convocare un tavolo e di mettere, quindi, “nero su bianco” gli impegni del Lingotto per avere “certezze sugli investimenti e sulle produzioni”. Il leader della Fiom ha infine rivolto un messaggio alle altre organizzazioni sindacali dei metalmeccanici: “applichiamo tutti insieme tutti i punti della sentenza della Corte costituzionale. Siamo pronti – ha detto – ad andare anche ad un rinnovo generalizzato delle Rsu”.

Se nel volgere di poche settimane, ha insistito, non ci saranno novita’ “si arrivera’ alla perdita di lavoro di migliaia di persone della Irisbus e di Termini Imerese. Si rischia di depotenziare la capacita’ produttiva della Fiat e dell’indotto. E’ a rischio l’intero settore industriale” del Paese. Per Landini le parole pronunciate fino ad oggi dall’ad del Gruppo, Sergio Marchionne, “non garantiscono nulla, siamo solo agli annunci”.

Ferrero: “Una bella lezione per il padrone della ferriera”
“Domani rientreranno a Melfi i tre lavoratori licenziati dalla Fiat durante uno sciopero e giustamente reintegrati, grazie all’impegno e al ricorso della Fiom: una bella lezione per il ‘padrone della ferriera’ Marchionne”, dice Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione comunista. “È la dimostrazione dell’utilita’ della Costituzione italiana che impedisce a Marchionne di comportarsi come un monarca assoluto, che fa il bello e il cattivo tempo nelle fabbriche Fiat, nonostante abbia usufruito di milioni di contributi pubblici: onore al merito dei lavoratori e della Fiom che al loro fianco ha combattuto e vinto questa battaglia per la giustizia e la dignita’”, conclude.

Manovra, Cgil: «Su sanità basta tagli e ticket, no al sistema selettivo» | Fonte: rassegna

 

“Bisogna fermare tagli e ticket e considerare la sanità e il sociale preziosi investimenti per garantire diritti, creare buona occupazione e sostenere la ripresa economica”. Ad affermarlo è il segretario confederale della Cgil, Vera Lamonica, in merito alla nota di aggiornamento del Def che prevede per i prossimi anni, ricorda, “una progressiva ma inesorabile riduzione della spesa sanitaria in rapporto al Pil che passerebbe dall’attuale 7,1% al 6,7% nel 2017”.

Secondo la dirigente sindacale “il governo propone di rendere sostenibile il sistema sanitario nazionale riorganizzando l’assistenza sanitaria in modo appropriato: più prevenzione e più assistenza territoriale. Questa è una scelta giusta, per la quale siamo pronti ad un confronto per il nuovo ‘Patto per la Salute’, che punti decisamente a riqualificare e a potenziare i servizi per i cittadini”.

Purtroppo, precisa Lamonica, “il governo subito dopo si smentisce quando parla di sistema sanitario selettivo, cioè di ridisegnare il perimetro dei Lea, ovvero le prestazioni cui hanno diritto i cittadini. Perché questo vuol dire, viste le previsioni di spesa scritte nella nota di aggiornamento del Def, ancora tagli ai servizi e al personale. Si confermano così le politiche di austerità di questi anni che stanno paralizzando l’Italia”.

Inoltre, continua, “dopo anni di tagli lineari, milioni di persone rinunciano a curarsi per motivi economici, anche per il continuo aumento dei ticket. La tutela della salute non è garantita a tutti i cittadini, soprattutto in alcune regioni. Insistiamo – conclude Lamonica -: bisogna fermare tagli e ticket e considerare la sanità e il sociale preziosi investimenti, per garantire diritti, creare buona occupazione e sostenere la ripresa economica”.