FN torna ad attaccare Kyenge A Roma manichini insanguinati da: L’Unità

 

 

4 settembre 2013

Manichini insanguinati davanti ad un municipio di Roma contro il ministro per l’integrazione Cecile Kyenge. Questa l’azione di protesta di Forza Nuova in vista del dibattito a cui il Ministro parteciperà oggi pomeriggio ad Ostia e che ha per argomento i giovani.

I tre manichini, sporchi di pomodoro e fatti con buste di plastica, jeans e t-shirt, sono stati trovati stamattina sul marciapiede davanti al cancello d’accesso al chiostro di Palazzo del Governatorato. Sul posto e’ stato trovato un volantino firmato con il simbolo del movimento Forza Nuova con la scritta ”l’immigrazione è il genocidio dei popoli. Kyenge dimettiti”.

Forza Nuova ha rivendicato con orgoglio il gesto e sulla propria pagina facebook ha scritto: «Ci chiediamo cosa abbia da dire circa le politiche sui giovani un personaggio che sta dedicando la sua attivit’ politica alla disintegrazione dell’identit’ nazionale. Le sue parole traboccano di razzismo nei confronti della cultura europea. Famose ormai sono le sue uscite sullo Ius Soli, sull’abolizione della legge Bossi-Fini e del reato di clandestinità. Vogliamo lanciare un messaggio forte che è bene che si sappia: l’immigrazione uccide, genera delle bombe ad orologeria pronte a deflagare se non viene controllata. Non vogliamo fare la fine delle banlieues parigine. In quanto cattolici, lontani da ogni pregiudizio razziale, siamo preoccupati per la deriva islamista che sta prendendo piede in Europa, di cui la crisi del Medio Oriente è solo l’inizio».

«Oramai si è perso il conto degli atti di presunta protesta politica con cui Forza Nuova cerca contrabbandare quelle che in realtà sono truculente celebrazioni xenofobe e razziste. Questa volta, in compagnia di Casa Pound, gli attivisti di FN si sono distinti per un’iniziativa violenta, l’ennesima, nei confronti del ministro Kyenge alla quale va la nostra solidarietà». Lo dichiara Livia Turco, presidente forum immigrazione del Pd.

«Il ministro – prosegue – sta portando avanti, con grande equilibrio e competenza, un importantissimo lavoro per favorire l’integrazione nel nostro paese, e cio’ provoca le reazioni scomposte di FN che fa dell’intolleranza una bandiera. Il dissenso è legittimo, l’aggressione no. Tutte le forze politiche e sociali devono reagire per fermare questa barbarie».

«Gesto orribile, che ricorda i tempi bui del Ku Klux Klan. Siamo tutti Cecile Kyenge, vai avanti». Questo il messaggio affidato a Twitter dal presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti in solidarietà al ministro dell’integrazione

Comunicato stampa dell’ANPI Nazionale sulla vicenda Berlusconi “Rispettare ed applicare le leggi e le sentenze definitive. In uno stato di diritto non c’è spazio per i salvacondotti”

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CATANIA 2 settembre 2013 manifestazione contro la guerra in Siria.

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Pietre preziose. L’autunno culturale a Catania da: zenzero quotidiano

Pietre preziose. L’autunno culturale a Catania

Pietre. Le più preziose di Catania: prime fra tutte, quelle del Teatro Antico. E poi parole e suoni: teatro, musica, film, danza, letteratura.
E’ “Percorsi d’autunno”, il programma culturale catanese dei mesi di settembre e ottobre messo su in poco tempo e a costo zero dal Comune – e presentato questa mattina durante una conferenza stampa dal sindaco, Enzo Bianco, dall’assessore ai Saperi e alla Bellezza condivisa, Orazio Licandro, e dal regista Orazio Torrisi -, che si snoderà lungo il percorso, oltre che del Teatro Antico, anche del Castello Ursino, del Cortile Platamone, dell’Istituto Ardizzone Gioeni e della Cappella Bonajuto.
A costo zero, perché frutto – secondo le parole di Licandro – dello “sforzo collettivo di istituzioni e operatori culturali”, che hanno messo a disposizione “lavoro, sapienza, intelligenza, ma anche strutture” per contribuire alla “rinascita morale, civile e anche economica della città”. Una “straordinaria partecipazione”, per Torrisi, e “una scommessa”, che il sindaco Bianco ha definito come “un’apertura di credito” da parte del mondo dell’arte e della cultura: un programma altrimenti impossibile dato lo stato disperato delle casse comunali ereditato dalle devastanti gestioni di tredici anni di centrodestra.
“Un’intuizione felice dell’assessore Licandro” – ha spiegato il primo cittadino – quella di puntare sulla memoria testimoniata da quegli edifici antichi di secoli e millenni per costruire il futuro. E così – solo per fare qualche esempio – il Teatro Antico ospiterà il 14 e 15 settembre parole e suoni curati dal “Massimo” e dallo Stabile, come il Castello Ursino farà risuonare le note dei violini Amati della collezione del Museo civico.
Una sessantina gli appuntamenti fra rappresentazioni teatrali, concerti, proiezioni di film e presentazioni di libri distribuiti su otto siti: oltre quelli già citati, anche il museo Emilio Greco – dove l’11 ottobre si terranno le celebrazioni per il centenario della nascita dello scultore catanese -, la chiesa monumentale di San Nicolò l’Arena e il Teatro Verga, dove il 28 settembre sarà presentato il libro di Serena Dandini “Ferite a morte”.
Si comincia domani sera, nel cortile del palazzo della Cultura, con la marionettistica dei Fratelli Napoli, la cui mamma quasi novantenne non ha voluto mancare questa mattina all’appuntamento con tutti gli altri operatori culturali.
Solo un primo passo, però, perché il sindaco ha spiegato l’intenzione del comune di “consolidare l’esperienza”, facendo diventare questa “stagione magica” che soltanto da noi permette gli spettacoli all’aperto un appuntamento stabile da inserire nei circuiti turistici nazionali e internazionali.

Ivano Fossati- Il Disertore

Siria. Cgil, il 7 settembre le bandiere della pace in tutte le sedi da: diritti distorti

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Scritto da DirittiDistorti
Giovedì 05 Settembre 2013 10:11
Bandiere della pace in tutte le sedi della Cgil, così “la Cgil chiede a tutte le sue strutture di dare testimonianza il 7 settembre prossimo del proprio impegno in favore della pace e contro la guerra in Siria, in Medio Oriente e nel mondo intero esponendo la bandiera della pace in tutte le strutture e in tutte le iniziative pubbliche di quella giornata”.

 

Lo afferma in una nota la segreteria nazionale del sindacato di Corso d’Italia. “Non può esservi esitazione alcuna – sostiene la Cgil – nella più ferma condanna dell’atroce uso di armi chimiche contro l’inerme popolazione perpetrato con ogni probabilità dal regime di Bashar el Assad. Un efferato crimine contro l’umanità che – una volta certificato dagli ispettori delle Nazioni Unite – va portato davanti al Tribunale Penale Internazionale. Un crimine che grava su un Paese sprofondato in una sanguinosissima guerra civile con il tragico bilancio di almeno 100 mila morti e di due milioni di profughi”.

“La Cgil – conclude la nota – segue con apprensione la tragedia siriana e sostiene tutti gli sforzi delle istituzioni internazionali, dei governi e della società civile per sostenere la fine della violenza e la promozione di soluzioni diplomatiche e di dialogo, e condivide l’autorevole monito di Papa Francesco che esorta tutti a promuovere e tutelare la pace quale ‘dono prezioso per l’umanità’, invitando la comunità internazionale a fare ogni sforzo per promuovere, senza ulteriore indugio, iniziative chiare per scongiurare la guerra”.

No alla guerra da: Gruppo Abele

«Scuote le coscienze di tutti, cristiani e laici, il grido di Papa Francesco
contro la guerra. E chiede un’adesione profonda la Sua proposta di
digiunare – e pregare – il 7 settembre per scongiurare l’ipotesi
di un intervento armato in Siria.
La situazione di quel Paese è drammatica, e l’inerzia sarebbe segno
di viltà e indifferenza. Ma l’uso delle armi – ce lo insegna la
storia, ce lo insegnano le tragedie recenti dell’Afghanistan, dell’Iraq, della Libia – non solo non risolve il male, ma lo aggrava.

La crisi economica che provoca sofferenza in tante aree del mondo,
implica anche sul piano costruzione dei diritti una nuova etica, un
nuovo coraggio, una più radicale affermazione della dignità e
libertà umane. E chiede soprattutto alla politica di riscoprire la sua
forza, che non può essere quella delle bombe, ma deve essere quella
della ragione, del dialogo, del negoziato, della persuasione, della
ricerca ostinata di soluzioni e – sempre e dovunque – della
tutela dei più deboli e degli indifesi».

(d.Luigi Ciotti)

COMUNICATO STAMPA ANPI LOMBARDIA -Sul raduno di forza nuova in Lombardia


Dal 12 al 14 settembre 2013, in una località non ancora precisata della Lombardia, è previsto un raduno neonazista promosso da Forza Nuova al quale parteciperanno formazioni che si caratterizzano per la loro carica antisemita, xenofoba e razzista provenienti da tutta Europa.

L’ANPI Lombardia ha già sollecitato le autorità competenti e le Istituzioni chiedendo che il raduno neonazista, che si pone in aperto contrasto con i principi sanciti dalla Costituzione Repubblicana nata dalla Resistenza, e dalle leggi Scelba e Mancino, venga vietato.

Nel malaugurato caso di autorizzazione del raduno neonazista, l’ANPI Lombardia propone fin d’ora che si tenga una grande unitaria e democratica manifestazione antifascista a livello regionale le cui modalità verranno comunicate tempestivamente.

Milano 4 settembre 2013

ANPI Lombardia
Il Presidente
Tullio Montagna

Renata Tebaldi” Pace,mio Dio” La forza del Destino 1960

Siria, partita la prima nave italiana? da: panorama.it

 

L’Italia ufficialmente plaude la “pausa di riflessione” americana, ma intanto invia uomini e mezzi nel Mediterraneo orientale, come americani, russi, inglesi e francesi

 

Siria, partita la prima nave italiana?

Nella foto soldati russi schierati di fronte al cacciatorpediniere italiano A.Doria, in occasione di una cerimonia nel 2009. Credits: Getty
Mentre stanno per salire a cinque le unità navali americane nel Mediterraneo, è partita anche la prima nave italiana. Ufficialmente non si tratterebbe di una manovra legata a un possibile, imminente intervento armato in Siria, ma la coincidenza è più che sospetta. A salpare, solo poche ore fa e in modo del tutto inaspettato fino a pochi giorni prima, è stata la Andrea Doria, un cacciatorpediniere lanciamissili in grado di ospitare a bordo 195 membri di equipaggio.

Ma non si tratta dell’unica “mobilitazione” improvvisa, proprio mentre la tensione è alle stelle e il mondo punta gli occhi sui due missili che sarebbero stati lanciati proprio oggi “verso il Mediterraneo orientale”, individuati dai radar del ministero della Difesa russo. Fonti militari riferiscono infatti che dall’Italia ieri sono partiti anche quattro mezzi militari con a bordo personale specializzato, avvisato all’ultimo momento. Si tratterebbe di quattro furgoni del Gos, il Gruppo Operativo Subacquei, dunque palombari della Marina militare, che tra i propri compiti hanno anche quello dello sminamento in acqua.

Ufficialmente la partenza sarebbe motivata dall’esigenza (improvvisa?) di rafforzare il contingente italiano già impegnato nella missione Unifil in Libano, guidata dal gen. Paolo Serra. La casualità vuole però che l’invio di uomini e mezzi in quelle terre non fosse affatto programmato e che da tempo il personale appena partito non fosse impegnato in quella missione. Sta di fatto che nel Mediterraneo al momento si stanno affollando decine di navi. Solo la Us Navy ha già schierato al largo delle coste siriane cinque cacciatorpediniere, dotati di missili da crociera Tomahawk e forse uno o più sottomarini, dei quali – per evidenti motivi di sicurezza – non c’è conferma.

Ma anche la Russia non sta a guardare: dalla base russa di Sebastopoli, nel mar Nero, è partita la nave spia Ssv-201 Priazovye, probabilmente per fare base nel porto siriano di Tartus, unico russo al di fuori dall’area ex Urss. Di certo Mosca non starà a guardare e l’annuncio del lancio di due “oggetti balistici”, quest’oggi, non fa che confermare la grande attenzione al Mediterraneo. Secondo l’agenzia Itar-Tass, però, l’ambasciata russa a Damasco ha dichiarato che non c’è stato alcun attacco, mentre Israele ha smentito di essere a conoscenza di lanci di missili in zona.

Di certo anche in Libano la tensione è alle stelle: qui sono schierati 11.000 soldati di 32 nazioni, dei quali oltre 1.000 sono italiani. Ora al largo delle coste libanesi potrebbe arrivare presto proprio nave Doria , con i suoi 3 cannoni OtoBreda 76/62 SR, 2 mitragliere da 25 mm, il sistema missilistico PAAMS, 8 missili S/S, 2 lanciarazzi SCLAR-H, 2 lanciasiluri binati Eurotorp MU-90, 1 EH101 o NFH90. Una precauzione, a difesa e rinforzo del nostro stesso contingente italiano in Libano? E’ possibile, anche se da Roma non si commenta. Dal ministro della Difesa solo poche ore fa era giunta solo la soddisfazione per la temporanea “pausa di rifelssione” americana:”Gli interventi finalizzati a ottenere la pace – ha detto il ministro Mauro, a margine di un convegno sulla Storia militare a Torino – sono la strada maestra, perché attraverso il tempo di contenimento dei conflitti la pace venga raggiunta. Quando possono scatenare rimedi peggiori del male, vanno compresi e quindi impediti. Il caso Siria a quale delle due categorie appartiene? Credo che la pausa di riflessione che i parlamenti britannico, quello francese e il congresso americano si sono presi voglia definire esattamente questo” ha concluso il ministro della Difesa, proprio mentre i motori del Doria si accendevano.