Usb contro il “patto tra produttori”: “Addio indipendenza”. Il 18 ottobre sciopero generale | Autore: fabrizio salvatori da: controlacrisi.org

L’ennesimo Patto tra produttori; la Fiat che ha riammesso la Fiom in fabbrica, e Marchionne la richiesta-ricatto di Marchionne di una legge sulla rappresentanza per continuare ad investire in Italia. Ce ne è abbastanza, secondo Usb, per seppellire il concetto di indipendenza del movimento dei lavoratori. In merito al ‘Patto’, osserva Pier Paolo Leonardi portavoce nazionale di Usb, “salta agli occhi che i sindacati sposano tutte le esigenze delle imprese, mentre quelle dei lavoratori esistono solo in subordine; e che la premessa politica di questo Patto e’ un inno alla stabilita’, e quindi un assist alla prosecuzione del governissimo Letta-Alfano-Monti-Napolitano”. Non a caso, prosegue Leonardi, il ‘Patto’ viene illustrato pochi minuti dopo essere stato firmato alla festa nazionale del PD a Genova, cioe’ del partitone/ammucchiata in cui si ormai riconoscono tutti i firmatari del Patto”. Ma non solo. Questo Patto, sottolinea il dirigente dell’Usb, riafferma che il “capitalismo italiano sopravvive solo se assistito dalla mano pubblica e non si fa scrupolo di pretendere a gran voce la prosecuzione di quelle politiche di sostegno alle imprese, che negli anni passati hanno creato buona parte del debito pubblico del Paese. I sindacati complici non spendono una parola sui diritti del lavoro e salariali delle lavoratrici e dei lavoratori italiani. Essi vivono, nel ‘Patto’ e nella realta’, unicamente come riflesso degli interessi di impresa, che sono assunti come questione principale anche da chi continua ad autodefinirsi sindacato dei lavoratori”. – Sempre ieri “e’ giunta la decisione della Fiat- prosegue Leonardi- di riammettere la Fiom tra le organizzazioni riconosciute, accettando la sentenza della Corte Costituzionale. Cio’ consente a Marchionne di rilanciare uno dei ciclici ricatti al Governo, per cui o si arriva ad una legge sulla rappresentanza, o meglio una legge di garanzia di esigibilita’ degli accordi, oppure smettera’ di investire in Italia. Il tutto a pochi giorni dalla scadenza della Cig in Fiat”. Rimarca Leonardi, criticando i metalmeccanici della Cgil: “È evidente che la Fiom ha accettato di fatto i contenuti del ‘Patto’ sulla rappresentanza del 31 maggio scorso e quindi le logiche di Marchionne, anche se poi nei salotti buoni e alla Tv il suo leader le ‘spara ancora grosse’. Se cosi’ non fosse, la Fiat avrebbe costretto la Fiom a cause su cause per ottenere l’applicazione della sentenza della Corte Costituzionale, come ha sempre fatto rispetto a tutti i pronunciamenti della magistratura che le avevano dato torto”. Di fronte all’evidenza di questi fatti non c’e’ che una scelta da fare: “abbandonare Cgil, Cisl e Uil e costruire l’alternativa sindacale, rilanciando e praticando il conflitto e le lotte in ogni luogo di lavoro e in ogni territorio. 18 ottobre sciopero generale”, conclude il sindacalista.

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