Cobas contro il piano del governo sul precariato. “Sciopero generale il 18 ottobre” Autore: fabio sebastiani da: controlacrisi.org

Il piano del Governo sul precariato? Fortemente negativo. E non è vero che è un passo in avanti come dicono i sindacati confederali. Pollice verso dei Cobas, quindi, che si preparano, insieme all’Usb ad organizzare lo sciopero del 18 ottobre. Lunga la lista delle cose che non vanno nel provvedimento di Letta & co, a partire dal fatto che la platea interessata è molto meno consistente di quella reale. “Solo una minima, ripetiamo minima parte – si legge in un documento dei Cobas del Pubblico impiego – potrà sperare in un concorso pubblico per la tanto attesa stabilizzazione”. Inoltre, secondo i Cobas, si riduce del 10% la spesa per le consulenze al posto delle quali sarebbe stato logico prevedere contratti a tempo indeterminato e un principio guida non clientelare per la scelta del personale. Il quadro dell’assunzione dei pochi precari conteggiati dalla pubblica amministrazione è controverso perché il Governo prevede sì procedure selettive per assumere, fino al 31 dicembre 2015, attraverso concorso, il personale non dirigenziale con contratto a tempo determinato che abbia maturato, negli ultimi cinque anni, almeno tre anni di servizio alle dipendenze dell’amministrazione, “ma l’imput dato alle amministrazioni pubbliche è stato quello di bloccare gran parte dei contratti in essere prima del raggiungimento di questo requisito”. Senza contare che i concorsi poi dovranno fare i conti “con la riduzione della spesa per il personale e i tetti dei patti di stabilità che contribuiranno non poco ad una ulteriore riduzione dei processi di stabilizzazione”. Per i Cobas, una delle poche note positive è rappresentata dalla notizia di assumere circa 35.000 persone tra medici, personale infermieristico, tecnici e altre figure professionali, un numero per altro largamente insufficiente in un settore che da anni è alle prese con croniche carenze di organico. Anche in questo caso la situazione debitoria di molte asl non giocherà a favore delle assunzioni. Di contro “sono confermati i tagli e gli esuberi previsti dalla spending review e le assunzioni saranno vincolate alla presentazione di un quadro di eccedenze (con un gioco di prestigio i posti di lavoro creati saranno vanificati dagli esuberi). Infine, si rafforza il potere dell’Aran “che già in agosto ha dettato le linee guida in materia di contrattazione decentrata negli enti locali riducendo ulteriormente gli spazi di contrattazione e agibilità sindacali”

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