L’ultima intervista a Pier Paolo Pasolini,31 ottobre 1975

Dichiarazione di costituzionalisti Cinquantasei professori contro «i tentativi di condizionare in forme irrituali il regolare svolgimento dei processi»

Francia: arrestato nazista norvegese legato a Breivik di Redazione Contropiano

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Un neonazista norvegese legato al connazionale Anders Behring Breivik é stato arrestato oggi nel sud della Francia perché sospettato di essere in procinto di compiere attentati o atti violenti. Kristian Vikernes é stato fermato dalla polizia francese a Correze dopo che la moglie aveva acquistato quattro fucili esibendo un regolare porto d’armi. Le forze dell’ordine hanno perquisito la casa di campagna dove vive in cerca di armi o esplosivi ma avrebbero trovato ‘solo’ quattro fucili e una carabina.
Musicista del gruppo black metal Burzum, il 40enne Kristian Vikernes, detto Varg, era sulla lista dei 530 simpatizzanti che avevano ricevuto il delirante manifesto di Anders Behring Breivik che, nel luglio di due anni fa, massacrò 77 persone – per lo più giovanissimi membri del Partito Socialdemocratico – a Oslo e sull’isoletta di Utoja e sta scontando per questo una pena di 21 anni di carcere.
“La copia del manifesto ideologico di Breivik – ha spiegato un inquirente – é alla base dell’inchiesta che abbiamo aperto su Vikernes. Abbiamo raccolto diversi indizi che ci fanno temere che quest’uomo possa mettere in atto azioni violente”. Vikernes ha discusso su internet il manifesto di Breivik, una relazione di 1.500 pagine in cui il killer norvegese delinea la sua crociata contro i musulmani, rei di voler conquistare l’Europa e che, a suo dire, possono essere combattuti solo con la guerra civile. Nei suoi scritti online, Vikernes ha, tuttavia, espresso critiche nei confronti di Breivik per aver ucciso dei norvegesi definiti innocenti. L’uomo era stato imprigionato e condannato a 21 anni di carcere nel 1994 per aver assassinato nel 1993 il chitarrista Oystein Aarseth, con il quale suonava allora nel gruppo Mayhem, ed è stato anche accusato di aver appiccato il fuoco a diverse chiese. Rilasciato nel 2009, si é trasferito in Francia con la moglie e tre figli, continuando a scrivere sul suo blog messaggi di natura antisemita e neonazista. Anche la compagna francese, Marie Cachet, è stata fermata insieme a lui.
Secondo il ministero degli interni di Parigi, Vikernes “rappresenta una minaccia potenziale per la società, come prova la violenza dei suoi propositi intercettati sul web”.

Massimo Troisi e la lega nord

I Ribelli della montagna

Paluzza, Ponte di Noiares-15 luglio 1944 attacco alla colonna tedesca da parte di un gruppo d’azione del Bgt

Politica e “Pd da rifare”: “chiamata” forte e precisa a Crocetta. Alla “cornetta” Concetta Raia da: iene sicule

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Assise piuttosto “calda” -e non solo per la stagione in corso- quella dei democratici. E il deputato regionale dice che…

di iena telefonica

 

Un’ assemblea (nella foto) sotto il vulcano ha segnato il “battesimo” per l’area RifayPD in cui deputati nazionali, regionali, sindaci, amministratori, segretari di circolo e simpatizzanti hanno discusso del futuro del Pd e del prossimo congresso. L’iniziativa è stata promossa dai deputati regionali Concetta Raia e Antonello Cracolici, con la parlamentare nazionale Luisa Albanella.

Saro Confindustria Crocetta si fa il suo partito e “vola” verso Roma? Ma non era democratico (e cristiano) pure lui?

Ecco, fra l’altro, cosa ha detto Concetta Raia(molto applaudita):
“abbiamo una grande opportunità quella di cambiare il volto di questa regione, la legalità, la trasparenza sono elementi di questo cambiamento su cui questo governo si sta muovendo tanto, ma non basta.
Il cambiamento non è una enunciazione di principio, una conferenza stampa ben organizzata. Il cambiamento è altro, è la possibilità di costruire un progetto per questa terra e non bastano i cantieri per i disoccupati o il patto per i sindaci per rimettere in piedi tutto ciò.

Bisogna pensare quali devono essere gli assi su cui lavorare, confrontrandosi anche con il gruppo dirigente del partito democratico per evitare di fare errori, di apparire un uomo solo al comando…”
E ancora: “…mi piacerebbe capire dal governo che io sostengo che io ho voluto sin dall’inizio quali sono le idee di sviluppo che sono alla base della nuova programmazione 2014 -2020…”
Ancora. Ci vuole che “il governo assuma un profilo più politico. Occorre più rispetto verso il Pd verso i suoi dirigenti, verso chi ha un ruolo parlamentare o di semplice iscritto.
Insomma, non fa bene a nessuno, nemmeno a Crocetta, non dare il giusto valore ai partiti e in modo particolare al suo, il Pd, che ha vinto le elezioni, sostiene il governo, è il primo partito della coalizione tranne che il presidente ha deciso di fare un nuovo percorso e quindi noi non possiamo che prendere atto dei nuovi scenari che via via si andando determinandosi”.
Ancora una sorta di appello al segretario regionale Giuseppe Lupo: occorre che chieda “con più forza e maggiore determinazione un cambiamento forte della squadra di governo per rilanciare l’azione amministrativa facendo questo salto di qualità che serve in questo momento…”. Finale: “il Pd non è un taxi e o un autobus..” Sin qui la Raia.

Antonello Cracolici ha parlato del rapporto con il governo Crocetta e del suo movimento: “rilanciando il Megafono sul piano nazionale – ha detto – Crocetta ha fatto chiarezza. Ha dato vita ad un nuovo partito, forse alleato ma sicuramente in competizione con il Pd. In una democrazia normale sono i partiti a fare i governi, ma ancora una volta si è imboccata una scorciatoia. C’e’ un governo che vuole fare un partito, ma scorciatoie come questa non hanno mai avuto grande fortuna”.
“Adesso però – ha dichiarato Cracolici – anche il Pd deve fare chiarezza. Crocetta ha fatto il suo partito, noi dobbiamo ‘rifare’ il nostro. Non possiamo più comportarci come ospiti in questo governo, meno che mai il Pd può pensare di farsi rappresentare dal Megafono”.

Plastica, la lotta all’inquinamento è ancora all’anno zero. Ora potrebbe intervenire l’Ue Autore: fabrizio salvatori da: controlacrisi.org

 

Quanto impiega una bottiglia di plastica a degradarsi in mare? Circa 450 anni, lo stesso per un pannolino usa e getta. Ad una lattina di bibita si stima servano 200 anni, 10-20 anni ad una busta di plastica. Ma la guerra alla spazzatura marina è appena all’inizio, mentre scienziati e ambientalisti hanno lanciato l’allarme già da tempo. Qualcosa ora comincia a muoversi a Bruxelles. La Commissione Ue è al lavoro su ”una proposta per ridurre l’uso delle buste di plastica nell’Unione, che verrà presentata in autunno” riferiscono fonti comunitarie. Una boccata d’ossigeno per l’Italia, non ancora uscita dalla procedura d’infrazione per il divieto di uso delle buste di plastica non biodegradabili. Tagli a buste di plastica sono anche richiesti a tutti i Paesi Ue dalle migliaia di firme della petizione lanciata dalla Surfrider Foundation Europe, che arriverà al commissario europeo all’ambiente, Janez Potocnik, sempre in autunno.
Una sfida emergente e’ sempre piu’ quella contro le micro-plastiche, cioe’ inferiori a 5 mm, che oltre a soffocare l’ambiente, possono interferire con il sistema endocrino ed entrare nella catena alimentare. Nel Mediterraneo Nord occidentale il rapporto fra micro-plastiche e zooplancton e’ gia’ di uno a due, ma il primo Paese Ue a combattere questa battaglia è l’Olanda: all’ultimo Consiglio dei ministri dell’ambiente europei ha proposto il divieto dell’uso di micro-plastiche nei cosmetici.

Francia, Greenpeace ‘assalta’ centrale Tricastin: “Hollande, presidente della catastrofe?” Fonte: controlacrisi.org | Autore: A. F.

Decine di attivisti di Greenpeace hanno fatto irruzione nella centrale nucleare Edf di Tricastin, nel sud della Francia, chiedendo che il governo la chiuda. “Con questa azione, Greenpeace chiede a Francois Hollande di chiudere Tricastin, una delle cinque centrali più pericolose di Francia”, recita un comunicato dell’organizzazione.

Dodici di loro sono stati fermati. I militanti di Greenpeace sono saliti sulle infrastrutture che circondano i reattori n 1 e 3 e hanno srotolato delle bandiere allo scopo di denunciare la “fragilità” degli impianti nucleari. Su una bandiera, proiettata poi sul muro della centrale, c’era l’immagine del presidente francese François Hollande con la scritta “Presidente della catastrofe

Calderoli va cacciato. Ogni soluzione salomonica è una resa al razzismo Fonte: liberazione.it | Autore: Dino Greco

 

Napolitano è “colpito e indignato”, Letta è “furioso”, Epifani è “senza parole”. L’ultima porcata di Roberto Calderoli, indegnamente e (per noi tutti) vergognosamente vice-presidente del Senato, suscita corale ed esibita ripulsa.
Ed ora? Quali pratiche conseguenze avrà quella che l’impresentabile capobastone leghista continua a definire solo “una simpatica battuta”, pensando così di scusarsi e togliere le castagne dal fuoco?
Non basta che il Presidente del Consiglio incoraggi Cecile Kyenge a “continuare con il suo lavoro”. L’insulto razzista, l’ultimo di un’impressionante sequenza, non può essere riparato somministrando a Calderoli uno scappellotto e poi “viva la marchesa”, sino al prossimo affronto. O peggio, vista l’aria che tira.
Calderoli, questo esemplare da Ku Klux Klan in salsa padana, deve essere cacciato. Ogni soluzione salomonica, ogni ipocrita giro di valzer equivarrebbe ad un’assoluzione.
Per una volta, dia il Quirinale un segno di ben giocata fermezza, provi il Pd a dimostrare che nella propria sdrucita bisaccia c’è ancora un brandello di idealità, dimostri il M5S di non limitarsi a sbraitare alla luna e a fare “ammuina”. E, magari, si impegni il Parlamento a chiudere la partita con quell’obbrobrio giuridico e morale che è la legge Bossi-Fini, e metta fine alla vita infame che si versa in quei lager che sono i Cie.
Non serve a nulla blandire Kyenge con una bonaria pacca sulle spalle in segno di una scontatissima quanto inutile solidarietà. Serve invece un segno tangibile, un atto politico che spiani la strada ad una diversa legislazione sull’immigrazione: l’immediata approvazione dello ius soli.
Se non si ha il coraggio politico di farlo e, forse, neppure di pensarlo, vuol dire che i Calderoli che infestano il Parlamento e il Paese continueranno ad avere agio di sparlare a proprio piacimento e diffondere, più che tollerati, tossine xenofobe. Perché starebbe a significare – inequivocabilmente – che il vento continua a soffiare da quella parte. Anche dentro le Istituzioni.