Autore: i.b. Berlusconi, arriva “L’esercito di Silvio”. Con moduli di iscrizione per diventare comandante di un reggimento territoriale da: controlacrisi.org

 

Una notizia sconcertante. Arriva “L’esercito di Silvio”, meglio “L’esercito della libertà“. Nel sito c’è anche il modulo di iscrizione. Le voci parlano chiaro: “Dichiaro di volermi arruolare nell’Esercito di Silvio per difendere il presidente Berlusconi e combattere al suo fianco la Guerra dei Vent’anni”. Puoi pure “diventare comandante di un reggimento territoriale”.Basta “che mandi una tua foto ed una breve motivazione del perché ami Silvio”. Perché questa è “una persecuzione giudiziaria senza eguali nella storia”, e “noi grideremo al mondo che milioni di italiani si riconoscono in lui”. “Non lo sconfiggeranno mai” – continua Simone Furlan, ideatore dell’iniziativa – “perché noi saremo sempre al suo fianco”.

Un sito da spulciare, con gente che ci mette la faccia e che ha, il coraggio?, anche, di dire: “Sono da sempre un appassionato sostenitore di Silvio Berlusconi. Venuto a conoscenza dell’iniziativa, non esito un istante nell’arruolarmi nel suo esercito. Con enorme piacere metto a disposizione dell’Esercito di Silvio la mia organizzazione per portare migliaia di volontari esperti nella sicurezza per organizzare la sicurezza nei comizi pubblici del Presidente…”

Il documento per l’arruolamento 

| Autore: fabio sebastiani Pubblico impiego, in arrivo un altro blocco dei contratti. Sollevazione di tutti i sindacati da: controlacrisi.org

“Risulta del tutto incomprensibile ‘apertura al dialogo del ministro D’Alia, se poi lo stesso inistro annuncia alla stampa lo stop al contratto”. Con queste parole Rossana Dettori, Giovanni Faverin, Giovanni Torluccio e Benedetto Attili, rispettivamente segretari generali di Fp-Cgil, Cisl-Fp, Uil-Fpl e Uil-Pa hanno commentato le dichiarazioni del ministro della Funzione pubblica nel suo intervento al Forum Pa. Inaugurando questa mattina il Forum della Pubblica Amministrazione, D’Alia ha affermato che non ci sono risorse per rinnovare i contratti dei lavoratori pubblici, scaduti a dicembre del 2009, dando per certa la proroga del blocco a tutto il 2014. Al tempo stesso il ministro ha chiesto ai lavoratori del Pubblico Impiego consenso e complicità.
“Ringraziamo il ministro per averci informato che la fase delle rivendicazioni è finita – hanno proseguito i sindacalisti – ma sappia che all’incontro del 4 giugno, annunciato anche questo a mezzo stampa come il blocco dei contratti del pubblico impiego, pretenderemo impegni concreti in direzione opposta”. “Siamo perfettamente coscienti della difficile fase economica – hanno aggiunto – ma non possiamo accettare che questa congiuntura sia pagata ulteriormente da lavoratori che hanno già subito una perdita di reddito pesantissima. Il ministro D’Alia non può pretendere un atteggiamento collaborativo senza dimostrare rispetto nei confronti dei lavoratori pubblici e delle organizzazioni sindacali che li rappresentano”. Su questa ulteriore imposizione della pubblica amministrazione è intervenuto anche Luigi Romagnoli, dell’Esecutivo nazionale USB Pubblico Impiego. “Si continuano a tagliare i servizi, a bloccare le assunzioni e le retribuzioni e su questo si cerca il consenso dei lavoratori pubblici?”. “Il 22 maggio abbiamo manifestato davanti al Parlamento con alcune migliaia di lavoratori per chiedere una politica d’investimento nella Pubblica Amministrazione – prosegue l’esponente di USB – dalle dichiarazioni odierne del ministro invece arrivano promesse a lungo termine e ulteriori richieste di sacrifici”. “I lavoratori pubblici – evidenzia Romagnoli – stanno pagando a caro prezzo la crisi e non è vero che a tutti sono stati richiesti sacrifici. Si stanino gli evasori, si colpisca la corruzione, si faccia pagare il debito a chi l’ha prodotto e non ai lavoratori dipendenti, ai disoccupati, ai pensionati, alle famiglie”. “Quando incontreremo il ministro D’Alia, il 4 giugno prossimo gli sottoporremo la nostra piattaforma – conclude il dirigente sindacale di USB – nella quale chiediamo il rinnovo del contratto, la stabilizzazione dei precari del pubblico impiego e l’assunzione dei vincitori ed idonei dei concorsi pubblici già espletati, la reinternalizzazione dei servizi e del personale delle ditte appaltatrici, la cancellazione della Riforma Brunetta, per dare nuovo slancio alla Pubblica Amministrazione e restituire servizi pubblici ai cittadini

Strage di Brescia, Cgil: “Ancora non c’è giustizia. Continuiamo a chiederla da: controlacrisi.org

 

“A trentanove anni dall’esplosione dell’ordigno che a Brescia, in piazza della Loggia, uccise otto persone, ferendone centinaia, ci troviamo ancora una volta a chiedere giustizia, la sola che può chiudere definitivamente una delle pagine più buie della nostra Repubblica. Continueremo a cercarla e a pretenderla, senza sosta, perché si faccia luce contro chi in quegli anni uccideva per fermare l’istanza di progresso che percorreva la società e il movimento dei lavoratori”. Così in una nota la Cgil, che dopo aver ricordato la “tristemente nota verità storica e politica di quei fatti” sottolinea la necessità, “vitale per il paese”, di “ottenere risposte dal punto di vista giudiziario. Un bisogno che investe non solo la città di Brescia, e con essa l’intero paese, ma soprattutto i familiari delle vittime coinvolte, sospesi in un vuoto insostenibile. Una verità, inoltre, che dobbiamo anche al nostro Stato, perché non resti segnato da silenzi e da omertà”. Infine, conclude la nota, “in un momento difficile per la storia del nostro paese, attraversato dal quinto anno di una crisi pesantissima mai registrata prima, rivendicare e ottenere la verità su quei fatti, costruire definitivamente una memoria condivisa, potrebbe contribuire in modo determinate a ricostruire un clima di rinnovata fiducia nella democrazia e le istituzioni nel nostro paese”. Paolo Ferrero, portavoce del Prc, ha chiesto la rimozione del segreto di Stato.

Piazza della Loggia,la bomba fascista

di Redazione Contropiano:Torino. Corteo antifascista al Lingotto.26 maggio 2013

 

Un corteo di antifascisti nel pomeriggio di ieri ha tentato di avvicinarsi allo stabile di via Bizzozzero 26, zona Lingotto, occupato da un mese dai neofascisti dell’organizzazione di destra “Soccorso Tricolore”. Il corteo era aperto da uno striscione recante la firma “Antifascisti/e Torino Sud” che recitava “Fuori i fascisti dal quartiere”. Gli antifascisti hanno lanciato alcune uova lanciando slogan: «Via i fascisti dal quartiere». C’è stato un breve scontro con la polizia in tenuta antisommossa che presidiava la zona e poi un’assemblea in piazza-

Qui di seguito il comunicato del Comitato Antifascista Torino Sud

Il Comitato Antifascista Torino Sud nasce dall’inevitabile esigenza di salvaguardare il quartiere dalla sempre più infima e spregevole minaccia neofascista. Minaccia che ad oggi è arrivata a concretizzarsi con l’occupazione di un ex commissariato del quartiere, ma che non ci fa paura , anzi ci esorta a impegnarci ancora più fortemente nel nostro esercizio quotidiano dell’antifascismo. Conosciamo bene il “contenuto” politico che si cela, ma neanche troppo, dietro alla facile demagogia e all’assurdo tentativo di presentarsi come “destra sociale” che offre soluzioni pronte all’uso per scacciare la crisi, ingannando chi vive sulla propria pelle le contraddizioni di questo sistema. Loro si propongono come la soluzione alla crisi, ma non sono nient’altro che il braccio violento dei poteri forti che la crisi l’hanno creata.

Sono inaccettabili e chiaramente mistificatori i termini solidaristici adottati da queste squadracce, che predicano odio razziale e inneggiano apertamente al fascismo. Tutti gli antifascisti e le antifasciste del quartiere che si riconoscono nei valori della Resistenza e dell’antifascismo non accettano che la memoria di chi ha lottato per la libertà e la dignità di tutti, pagando con la propria vita, sia infangata da vili nostalgici del ventennio. Esprimiamo la necessità/volontà di combattere con le armi della solidarietà e della tolleranza, ogni fascismo, qualunque sia la maschera dietro cui si nasconde.

FUORI I FASCISTI DAI QUARTIERI, FUORI I FASCISTI DALLE CITTA’

Comitato Antifascista Torino Sud

Bologna,Scontri tra studenti e polizia.Gli agenti si ritirano 27 maggio 2013

SCIOPERO GENERALE NELLA CITTA’ DI NISCEMI 31 MAGGIO 2013 dalle 8 alle 14 CONTRO IL MUOS E LE 46 ANTENNE NRTF

 

Il Comitato No MUOS di Niscemi, il Comitato Mamme NO MUOS e il Coordinamento regionale dei Comitati NO MUOS proclamano una giornata di sciopero generale a Niscemi per il 31 maggio; una giornata in cui tutte le attività lavorative, economiche, commerciali si fermano per affermare con forza, ancora una volta, che la popolazione niscemese non vuole il MUOS, non vuole le 46 antenne della base NRTF, non vuole che questa terra, per la quale i nostri padri e i nostri nonni hanno lottato, sia il luogo da cui parte una strategia criminale volta a controllare il Mondo, a tenerlo sotto la minaccia militare e nucleare, a teleguidare gli aerei senza pilota (droni).Lo sciopero generale serve a dimostrare che la popolazione è unita nel rivendicare il diritto alla salute, a vivere in un ambiente sano, all’autodeterminazione. Le vicende delle ultime settimane ci dimostrano che solo la mobilitazione dal basso, solo la lotta popolare, l’azione diretta, i blocchi ai cancelli, il presidio permanente, la mobilitazione incessante a Niscemi, in tutta la Sicilia e fuori dell’Isola, possono realmente bloccare la costruzione del MUOS, mentre le promesse, gli annunci e i proclami dei politici si dimostrano solo un tentativo di tranquillizzare la popolazione e gli attivisti, per permettere agli USA di guadagnare tempo e completare i lavori del MUOS. Le minacce del governo, che ricorre al TAR contro la regione siciliana, ci dimostrano solo che il governo difende l’illegalità, gli interessi delle lobbies militari e delle industrie di armamenti.Niscemi è una città devastata dal clientelismo, dalla cultura della delega e della rassegnazione; è una città che da anni subisce mancanza di acqua, inquinamento delle falde acquifere (a causa dello sversamento di bromato dalla base Usa di c/da Ulmo) , esalazioni del petrolchimico, crisi dell’agricoltura, viabilità da terzo mondo, mancanza di lavoro per i giovani. Proprio in questo territorio vengono spesi milioni di euro non per risolvere questi problemi ma per  costruire una struttura militare di comunicazioni che renderà ancora più crudeli le guerre e condanna la nostra terra a rimanere una colonia degli Stati Uniti; inoltre il 41% dei costi per il funzionamento delle basi militari Usa-Nato viene pagato dalle nostre tasse, mentre chi ci governa continua ad infliggerci sanguinosi tagli alle spese sociali. La presenza della base, con le sue 46 antenne e con il costruendo MUOS, creerà un marchio negativo indelebile per tutte le attività economiche locali e soprattutto per quelle legate all’agricoltura.

Per questo, assieme a tutte le iniziative che da tempo vengono portate avanti, un giorno di blocco di ogni attività a Niscemi sarà un segnale forte lanciato alle istituzioni e agli USA per affermare che non vogliamo la militarizzazione del nostro territorio e di tutta la Sicilia, ma un presente dignitoso e un futuro migliore per la popolazione. E’ importante che ogni categoria, ogni realtà associativa, si prepari a questa scadenza discutendone, divulgandola, impegnandosi alla serrata totale. Il sindacato di base Cub fornirà la dovuta copertura sindacale a tutti quei lavoratori che lo riterranno necessario.

No alla costruzione del Muos, Si allo smantellamento delle 46 antenne

La Sicilia non è zona di guerra, via le basi Usa dalla nostra terra

Smilitarizziamo la Sughereta