Dai monti di Sarzana-Margot Galante Garrone

Il Movimento 5 Stelle di Catania aderisce alla manifestazione del 25 aprile nel nome della Resistenza e dell’Antifascismo, quale valori fondanti della nostra democrazia

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Sicilia militarizzata e sfregiata “legalmente”: conferenza stampa a Catania del coordinamento regionale dei comitati No Muos da: ienesicule

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Riceviamo e pubblichiamo: oggi incontro con i giornalisti alle 11 in via Caltanissetta…

Comunicato stampa NoMuos
Il successo della grande manifestazione nazionale del 30 Marzo a Niscemi ed il provvedimento di revoca delle autorizzazioni da parte della Regione Sicilia e del Presidente Crocetta non hanno fermato, ma anzi ringalluzzito l’arroganza della marina militare statunitense nella prosecuzione dei lavori di costruzione del Muos, umiliando ancora una volta la sovranità popolare e l’ARS. Un motivo di più per non fidarsi di studi “indipendenti” sulla nocività delle onde elettromagnetiche affidati ad enti che subiscono le influenze delle lobby finanziarie e militari, quando da 22 anni le 46 antenne NRTF continuano a danneggiare la salute delle popolazioni circostanti ed a devastare la riserva SIC della Sughereta. La vigilanza e la prosecuzione dei blocchi hanno ostacolato ed a volte impedito in questi giorni il transito dei mezzi (è da 6 mesi che si presidia di giorno e di notte), praticando così dal basso la revoca dei lavori, vista l’inefficacia pratica dei provvedimenti istituzionali e giuridici. Sono stati presentati anche alcuni esposti per denunciare le gravi violazioni di legge da parte della marina militare Usa, pratica purtroppo consolidata nei decenni da parte degli Usa, che considerano la nostra isola una loro colonia da riempire di basi di guerra.Sempre più di frequente le forze del (dis)ordine sono costrette ad intervenire non per arrestare appartenenti a clan mafiosi o per impedire che i lavorino nella base Usa di Niscemi ditte sprovviste di certificato antimafia, ma per eseguire vergognosi ordini di sgombero di pericolose sovversive come le mamme NoMuos e di arresto di 2 antimilitaristi (Turi Vaccaro e Nicola Arboscelli)del presidio permanente, per i quali richiediamo l’immediata scarcerazione.
Su questi temi e per presentare le iniziative indette dal Coordinamento regionale dei comitati NoMuos nel corso dellasettimana R/ESISTENTE a Niscemi dal 21 al 28 aprile, indiciamo una Conferenza stampa mercoledì 24 aprile alle ore 11 in via Caltanissetta 4 (Ct)
interverrà il prof. Massimo Zucchetti, ordinario del Politecnico di Torino

Sicilia “ora e sempre colonia Usa”, clamoroso sul Muos: lo Stato impugna la revoca delle autorizzazioni della Regione! da: ienesicule

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Dalla conferenza stampa di stamane, a Catania, di rappresentanti del coordinamento regionale contro l’installazione di guerra, una notizia tragicomica, degna di una repubblichetta delle banane….

di iena contro la “legalità dei cazzi loro” Marco Benanti

Mentre a Roma si blatera di “legalità, trasparenza, cambiamento” e altre amenità di questo tipo, la pratica reale, il metodo vero di governo della cosa pubblica è sempre lo stesso: dominio degli interessi forti, subalternità agli affari militari, disprezzo per la salute e la sicurezza della popolazione. Che non conta nulla.

Stamane, ennesima dimostrazione: durante l’incontro con i giornalisti, il consulente giuridico del movimento No Muos avvocato Sebastiano Papandrea (nella foto a destra, accanto ad Alfonso Di Stefano, rappresentante dei NoMuos) ha reso noto che il Ministero della Difesa ha impugnato davanti al Tar di Palermo la revoca delle autorizzazioni relative al Muos di Niscemi e la sospensione dei lavori disposte dalla Regione siciliana alcune settimane fa. Non solo, parrebbe che sia stato richiesto un risarcimento milionario! Tombola!

Davvero oltre ogni limite: di fatto lo Stato contro la Regione Siciliana, che, organo sovrano, aveva deciso in merito.  E la legalità? Come ha spiegato l’avv. Papandrea, la normativa europea in casi simili, per il “principio di precauzione”, prevede appunto lo “stop” di opere che mettano a rischio la salute della popolazione.

Ma se lo “stop” mette a rischio gli affari vale lo stesso? Lo Stato, evidentemente, la pensa diversamente. Ma l’Avvocatura dello Stato, in questa circostanza, chi rappresenterà? E il “rivoluzionario italiano” Crocetta che fa? Dorme? Perchè non ha utilizzato i suoi poteri che a norma di statuto gli sono riservati in tema di polizia e ordine pubblico? La legalità -sbandierata da Saro Confindustria- si ferma davanti alle basi militari o vale sempre?

Tirando le somme, l’ennesima pagina dell’ omaggio servile, padronale, da repubblichetta delle banane di uno stato che tutela sempre e comunque…i soldi.

Grecia, campi di concentramento per debitori Autore: fabrizio salvatori da: CONTROLACRISI.ORG

 

Il campo di concentramento per i debitori. La Grecia ha deciso di usare il pugno duro con i debitori. L’intenzione è quella di colpire chi, per mettersi al riparo da eventuali sequestri in caso di bancarotta, ha esportato beni patrimoniali; ma alla fine nella tagliola ci finiranno tutti, anche chi realmente non possiede nulla. E per prospettare un trattamento“meno cruento”, Samaras si è inventato la reclusione in apposite caserme trasformate ad hoc. Il piano è stato annunciato dal vice ministro alla Giustizia Kostas Karagkounis durante un’audizione in Parlamento. L’idea è appunto trasformare un sito per rinchiudere gli insolventi. Si parla di un campo di addestramento militare nella provincia di Attica. La legge, entrata in vigore a febbraio, parla chiaro: se entro quattro mesi chi ha debiti superiori a cinquemila euro non ripaga, rischia il carcere fino a un anno. Per diecimila euro almeno sei mesi e così via. Il cittadino può anche pensare di rateizzare, ma se salta un pagamento, ecco che può finire nel campo. Certo, separati da chi ha commesso crimini più efferati, ma pur sempre in una sorta di prigione. Cambiare la destinazione d’uso di un campo è stato necessario, si legge nelle dichiarazioni, a causa del sovraffollamento nelle carceri. E per trattare «meglio» i debitori.

Equitalia annuncia lo stop ai pignoramenti di pensioni e stipendi da: controlacrisi.org

 

Equitalia ha detto: “Stop ai pignoramenti sui conti corrente in banca o alle poste, dove vengono versati i soldi di stipendi e pensioni”.

La decorrenza è immediata e stabilisce che la procedura vdaa attivata su datori di lavoro e enti pensionistici e soprattutto solo nel caso in cui il reddito o la pensione in questione siano oltre i 5.000 euro.

Equitalia in una nota fa maggiore chiarezza e spiega che le azioni di pignoramento direttamente sul conto corrente potranno essere attivabili “solo dopo che sia stato effettuato il pignoramento presso il datore di lavoro e/o l’ente pensionistico e che, in ragione delle trattenute accreditate, il reddito da stipendio/pensione risulti pari o superiore a 5.000 euro mensili”.La nota interna, che è stata diffusa per consegnare indicazioni ai propri uffici sul comportamento in materia di pignoramenti dei conti correnti, si è rivelata necessaria in seguito alle “problematiche emerse in merito ai pignoramenti e le disposizioni sono con “decorrenza immediata”.

Per quanto riguarda le procedure di pignoramento presso il datore di lavoro o l’ente pensionistico si andrà avanti secondo le regole tradizionali: potrà essere pignorato un decimo dello stipendio sotto i 2.500 euro mensili di reddito, un settimo tra 2.500 e 5.000 euro un quinto sopra questa soglia.

In tema fiscale, il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, ha reso noto con chiarezza l’uso da parte del Fisco del redditometro: “Lo useremo soltanto nel caso di evasione spudorata – ha dichiarato da Napoli – a margine di un convegno sull’evasione. Uno strumento, il redditometro, che servirà per “colpire coloro che hanno un reddito consumato elevatissimo a fronte di una dichiarazione redditi esigua”.

La precisazione è utile a specificare che sarà una sorta di “estremo rimedio” per analizzare i casi limite: “Si tratta – ha chiarito Befera – di persone che non dichiarano, ma che hanno una capacità di spesa notevolissima non giustificata da altro”.

Lo strumento entrerà in funzione “per i caso più eclatanti”.

“Ci sono redditi esenti e non devono essere posti in dichiarazione. Ma ci sono anche tanti casi che vengono segnalati di persone che viaggiano a livelli spesa elevatissimi – ha concluso – e magari hanno agevolazioni dallo Stato perchè non dichiarano nulla. Questi sono quelli che vogliamo colpire”.

Sull’entrata in vigore del redditometro ‘semplificato’, in serata l’Agenzia ha anche aggiunto che Befera “non ha mai affermato che ‘a maggio partira’ il redditometro semplificato”. La scadenza di maggio è invece riferita all’attività di semplificazione degli adempimenti che l’Agenzia sta portando avanti con le associazioni di categoria, tra cui Confindustria”.

A Napoli acqua bene comune con Rodotà | Fonte: il manifesto | Autore: ADRIANA POLLICE

 

Vincere un referendum non basta quando gli interessi in campo sono tanti. Domani a Napoli (Castel dell’Ovo) amministratori e comitati da tutta Italia tornano a fare il punto sulla ripubblicizzazione dei servizi idrici. Napoli è il primo grande comune ad aver intrapreso questo percorso con la trasformazione dell’Arin Spa in azienda speciale Abc – Acqua bene comune – ma manca ancora il passaggio finale in grado di mettere in sicurezza il percorso: l’affidamento da parte dell’Ambito territoriale ottimale 2, attualmente commissariato. «Senza questo – spiega Consiglia Salvio del Comitato Acqua Pubblica Napoli – potremmo ritrovarci con l’affidamento ai privati in qualsiasi momento».
Il coordinamento campano e il Forum italiano dalla vittoria del referendum nel 2011 hanno continuato a lavorare sulla rete di amministrazioni medie e piccole, quelle su cui insiste la maggior parte della popolazione, riuscendo a vincere battaglie importanti. Reggio Emilia, Piacenza, Palermo, Vicenza e Torino stanno seguendo Napoli, altre resistono alle pressioni del privato come Roccapiemonte, Menfi, Saracena, Termoli, Trappeto, Borgetto, Mugnano. Roccapiemonte, ad esempio, ha vinto il ricorso contro il gestore privato Gori Spa, che aveva chiesto oltre 2 milioni di risarcimento danni. A Termoli (il cui assessore all’ambiente sarà al Castel dell’Ovo) il 20 giugno scadrà il contratto e il servizio potrà tornare al pubblico così tutto il Molise, ad eccezione di Campobasso, sarà in linea con il referendum. Ma questo non è l’unico fronte aperto. Il 24 e il 25 aprile, infatti, saranno due giornate di mobilitazione contro il nuovo Metodo tariffario transitorio 2012-2013 per il Servizio idrico Integrato approvato a dicembre 2012 dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas. Sostanzialmente un blitz di fine anno con cui il governo Monti ha provato a scardinare il secondo referendum sulla remunerazione del capitale, reintroducendo la possibilità di fare profitti sull’acqua, garantiti in bolletta.
Una «tariffa truffa», come è stata ribattezzata, che la scorsa settimana ha portato alla sollevazione di molte amministrazioni in Toscana ed Emilia Romagna. Si sta anche sviluppando una campagna di «obbedienza civile» con migliaia di cittadini in tutta Italia che si sono autoridotti la bolletta, eliminando la remunerazione del capitale investito cancellato dal voto referendario. Tariffe e servizio idrico alle aziende speciali saranno i temi del dibattito domani a Napoli. Ad animare la discussione ci saranno comitati, sindaci ma anche la pattuglia di giuristi che sta lavorando all’innovazione della materia come Alberto Lucarelli, Ugo Mattei e Stefano Rodotà che, nella sessione pomeridiana, discuterà de «L’importanza del modello Abc nella difesa dei beni comuni». L’incontro sarà anche l’occasione per raccogliere le firme per l’Iniziativa dei cittadini europei «L’acqua è un diritto umano». Programma completo sul sito Internet http://www.acquabenecomune.org.

Israele, Isawi interrompe lo sciopero della fame. Verrà liberato tra otto mesi Autore: fabrizio salvatori da: controlacrisi.org

 

Samer Issawi, palestinese detenuto in Israele e in sciopero della fame dall’agosto 2012, ha accettato di mettere fine alla sua protesta in cambio della promessa di essere liberato. A renderlo noto alla France presse il suo avvocato.
Ricoverato a Tel Aviv in condizioni critiche, Samer Issawi, 33 anni, ha cominciato ad assumere vitamine ieri sera, ha precisato il legale, dopo un accordo con le autorità israeliane che sarà formalizzato oggi. L’intesa prevede che Issawi, accusato di attività “terroristiche”, venga liberato e possa tornare nella sua casa a Gerusalemme dopo aver scontato otto mesi di carcere, per violazione dei termini del suo precedente rilascio, che verranno contati una volta sospeso lo sciopero della fame. Le autorità israeliane avevano accettato il rilascio “immediato” solo a condizione che il detenuto si trasferisse nella Striscia di Gaza, ma Issawi aveva rifiutato.
Arrestato nel 2002 e condannato a 26 anni di carcere per “attività militari”, Issawi era stato liberato nel 2011 nell’ambito dello scambio di prigionieri avvenuto per il rilascio del soldato israeliano Gilad Shalit. Venne arrestato di nuovo nel luglio 2012, con l’accusa di essersi recato a Gerusalemme Est e in Cisgiordania per creare “cellule terroristiche”. In otto mesi di sciopero della fame ha perso almeno 45 chilogrammi.

Muos, attivisti si arrampicano sulle antenne Tra di loro Turi Vaccaro, storico pacifista Di Redazione | 22 aprile 2013 da: ctzen

 

Alcuni militanti che si battono contro la costruzione dell’impianto statunitense stamattina sono saliti sul traliccio di una delle 46 antenne che si trovano nella base militare. Tra loro anche il santone buddista cacciato dalle forze dell’ordine dalla Val di Susa per le sue proteste contro la Tav. E’ subito scattato il passa parola sui social network, mentre dall’Assemblea Regionale il capogruppo del M5s, Giancarlo Cancelleri chiede di essere informato «per poter fare qualcosa di incisivo»

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Alcuni attivisti No Muos, quattro o cinque, stamattina hanno tagliato la rete della base militare americana di Niscemi e si sono arrampicati su una delle 46 antenne contro cui il movimento si batte. Tra di loro c’è anche Turi Vaccaro, storico pacifista di religione buddista che da diverse settimane si è stabilito al presidio permanente dicontrada Ulmo dopo aver ricevuto un foglio di via per le sue battaglie contro la Tav della Val di Susa. La polizia, insieme ai vigili del fuoco e al 118, è presente sul posto e sta tentando di convincere i militanti a scendere dal traliccio. Ma per ora gli attivisti non intendono cedere. «C’è un po’ di confusione», si limitano a precisare dal commissariato di polizia di Niscemi.

 

Sin dall’inizio delle proteste contro la costruzione dell’impianto satellitare per le telecomunicazioni della marina militare statunitense, l’obiettivo delle manifestazioni dei comitati No Muos ha sempre riguardato anche le 46 antenne che dal 1991 sono ospitate nella base. Subito dopo l’azione di stamattina, è scattato il passaparola tra gli attivisti attraverso i social network. E’ intervenuto anche il Movimento cinque stelle, attraverso il capogruppo all’Ars Giancarlo Cancelleri che sulla sua pagina Facebook lancia un appello: «Sono ore delicate, noi siamo in regione per il bilancio. Prego a chi può di mandarci informazioni dettagliate degli avvenimenti, vi prego dettagliate, senza sentito dire. Se dobbiamo fare qualcosa di incisivo dobbiamo essere bene informati».

Vaccaro non è nuovo a queste azioni. Circa un anno fa, in val Susa, si era arrampicato sullo stesso traliccio da cui cadde il militante No Tav Luca Abba, e vi era rimasto per una notte intera.

[Foto di Gabriella Sentina]

Giorgio Gaber-Qualcuno era comunista