25 Aprile, Lidia Adorno: “Stiamo per liberare Catania” di Roberta Fuschi da: livesiciliacatania

Giovedì 25 Aprile 2013 – 16:58 Al corteo per la festa della liberazione organizzata dall’Anpi in prima fila il procuratore di Catania Giovanni Salvi: “Sono qui per ricordare chi si è sacrificato per la democrazia

Catania. Da Piazza Stesicoro a Piazza Dante: la città celebra la Resistenza. Un lungo serpentone, colmo di bandiere rosse, ha sfilato per il centro cittadino per ricordare il sacrifico dei partigiani che sessantotto anni fa liberarono il Paese dal nazifascismo. Uomini e donne di tutte le età hanno popolato il corteo che, tra un canto partigiano e uno slogan, ha attraversato il centro cittadino. Tanti gli esponenti delle associazioni e dei partiti. Sel, Rifondazione, Pdci, Pd e, per la prima volta, il Movimento Cinque Stelle. La candidata a sindaco, Lidia Adorno, approfitta dell’occasione per togliersi qualche sassolino dalla scarpa. “Oggi siamo in piazza perché viviamo sotto un regime. Stiamo per liberare Catania come allora i partigiani hanno liberato il Paese dal nazifascismo”. E ancora ” Bianco e Stancanelli sono due facce della stessa medaglia, ci hanno condotti allo sfascio”. ” Rivendichiamo il nostro diritto a stare in piazza, – prosegue Adorno- come figli della lotta di Liberazione, siamo assolutamente antifascisti”.

Presente anche un altro candidato sindaco: Matteo Iannitti di Rifondazione. “Non sono qua come candidato sindaco perché il 25 Aprile non è una occasione per fare campagna elettorale. Sono qui come antifascista e militante della sinistra catanese come ci sono stato ogni anno”. “Davanti a un governo nazionale che si ripropone come dittatura delle banche e della grande finanza – afferma Iannitti- c’è ancora più bisogno di resistenza. Soprattutto a Catania, una città che non ha rimosso il pericolo dei neofascisti, del razzismo e dell’omo/transfobia.Non è una semplice ricorrenza ma un momento di lotta per i diritti”.

Al corteo non c’è Enzo Bianco, ma non mancano esponenti dei partiti che lo sostengono. Del resto, anche la prossemica del corteo, con l’Anpi e i partiti in testa e l’Experia e Rifondazione dietro (nello spezzone anticoncertativo che a più riprese ha attaccato Bianco), raccontano la spaccatura profonda che caratterizza la sinistra catanese. Una divisione che non sempre ricalca gli schemi nazionali. Orazio Licandro del Pdci parla di “una presenza obbligatoria ancora di più oggi, dove il ceto politico per legittimare le proprie alchimie ritiene che tra destra e sinistra non c’è nessuna differenza perché devono fare insieme il governo dell’inciucio ma non si può dire secondo il Presidente della Repubblica”.

Giovanni Burtone, parlamentare del Pd, racconta così la sua presenza al corteo: “Sono qui per celebrare coloro i quali si impegnarono per rendere l’Italia libera dal nazifascismo ma anche per un fatto familiare. Mio padre partecipò direttamente alla lotta di liberazione nell’Ossola tra le fila delle truppe cattoliche guidate dai fratelli Di Dio, anche loro siciliani: quindi un legame ideale e familiare”. Secondo Luisa Albanella, parlamentare del Pd:”La resistenza è stata un momento fondamentale per il nostro paese, oggi commemorare il 25 aprile diventa fondamentale in un momento in cui il Paese, ma anche il mio partito, sta vivendo un momento difficile. Bisogna ripartire dalla Resistenza e riprendere il cammino, farlo con la lotta e con la speranza”. Dello stesso avviso Concetta Raia, parlamentare regionale del Pd: “Sono qui come ogni anno. Questa è la festa della nostra Repubblica. Dobbiamo ricordare ogni giorno di difendere la nostra Costituzione nata dalla Resistenza”.

Tra i manifestanti c’è pure il Procuratore capo, Giovanni Salvi che commenta così l’importanza del giorno della liberazione: “Sono qui per partecipare a una bella festa di gente, di popolo, di cittadini per ricordare il sacrificio di chi ha sacrificato la propria vita per conquistare la democrazia”. Numerosi momenti commemorativi hanno segnato la giornata di oggi, come la corona depositata in via Bellia davanti alla casa della staffetta partigiana Graziella Giuffrida o il ricordo degli omosessuali catanesi spediti al confino. “Questa mattina siamo andati all’arvuru rossu di via Dusmet, – racconta Giovanni Caloggero, Presidente di Arcigay- un vecchio platano dove negli anni trenta gli omosessuali si riunivano ma anche teatro degli arresti disposti dal questore Molina finalizzati alla deportazione. Molina li suddivideva in maschi attivi e passivi, ulteriore persecuzione figlia di una becera visione maschilista. Noi siamo andati lì per ricordare che la guerra di liberazione ha riguardato anche noi, ieri ci siamo ribellati al fascismo, oggi allo stesso modo lottiamo per liberarci dalle sovrastrutture e dalla dittatura che ci nega quella libertà di cui abbiamo diritto”.

Il corteo si è sciolto in Piazza Dante, dove la Presidentessa dell’Anpi, Santina Sconza ha ribadito l’importanza e l’attualità dei valori nati dalla Resistenza perchè “Il 25 Aprile del 1945 siamo diventati cittadini e abbiamo smesso di essere sudditi”.

Regione Sicula vs Stato italo-americano, Muos: Crocetta smentisce il Ministero della Difesa! da: ienesicule

th33

Nuovo “capitolo” dell’incredibile vicenda che va avanti nella “nevrosi” del Potere, che vuole fare quello che vuole… Peccato che il presidente della Regione Siciliana, a norma dell’articolo 31 dello Statuto Siciliano, ha queste prerogative:

“ARTICOLO 31
1. Al mantenimento dell’ordine pubblico provvede il Presidente della Regione a
mezzo della polizia dello Stato, la quale nella Regione dipende disciplinarmente, per
l’impiego e l’utilizzazione, dal Governo regionale. Il Presidente della Regione può chiedere
l’impiego delle forze armate dello Stato.
2. Tuttavia il Governo dello Stato potrà assumere la direzione dei servizi di
pubblica sicurezza, a richiesta del Governo regionale congiuntamente al Presidente
dell’Assemblea e, in casi eccezionali, di propria iniziativa, quando siano compromessi
l’interesse generale dello Stato e la sua sicurezza…”

di iena antitruffa

La vicenda sul Muos è ormai una drammatica farsa. Dove si gioca sulla pelle della popolazione. Che non conta nulla.

E il governatore non utilizza i poteri che gli riconosce lo Statuto: vergogna!

Oggi sono arrivate dichiarazioni “di fuoco” di Saro Schiumazza Crocetta:

“Il ricorso al Tar da parte del Ministero della Difesa è totalmente infondato e non rispetta l’accordo col Governo nazionale. Trovo veramente singolare che il Ministero abbia deciso di ricorrere al Tar avverso la decisione di revoca da parte della Regione per l’istallazione dell’impianto Muos Niscemi, anche perchè lo stesso Ministro, ha partecipato all’incontro tra i governi regionale e nazionale, che ha deciso la sospensione dell’istallazione delle parabole, subordinando il proseguimento di tali lavori alla realizzazione dello studio sulla salute umana e la valutazione sull’impatto ambientale”.
Così Crocetta: il 10 maggio al Tar sarà il momento dell’incredibile ricorso della Difesa (o del Pentagono?) contro le scelte della Regione.
“E’ ovvio che, nel redigere quel comunicato stampa congiunto tra i governi – ha affermato il governatore – lo stesso governo nazionale, abbia ammesso che quegli studi sono inesistenti e quindi eventualmente è la Regione siciliana che dovrebbe casomai chiedere i danni, qualora proseguano lavori non autorizzati a Niscemi. Trovo veramente assurdo questo comportamento, e trovo assurdo che un Ministero pretenda da una Regione comportamenti contrari alle normative vigenti. E’ pacifico infatti che, prima che possa realizzarsi qualsiasi impianto industriale, debbano essere effettuati studi sull’impatto ambientale e sulla salute umana”.
“Se poi -ha continuato– ci si riferisce al rispetto dei trattati internazionali, siamo completamente fuori strada. Non esiste infatti alcun trattato tra Italia e U.S.A. sul Muos di Niscemi, c’è un accordo politico istituzionale che non ha valore di trattato e che pertanto non è obbligatorio, ma attiene soltanto alle politiche delle buone relazioni. Il diritto costituzionale alla salute, inoltre, è uno dei diritti fondamentali dell’uomo e pertanto, anche gli accordi tra stati assumono valenza minore rispetto a quel diritto”.

“Mi dispiace sinceramente -ha concluso Crocetta- che il Ministero della Difesa abbia fatto un passo indietro rispetto accordi con il governo, e che lo faccia in una fase in cui l’attuale governo, è alla fine del suo mandato. Difenderemo gli interessi dei siciliani, confido nella giustizia, poiché non si può imporre a nessun territorio, di accettare istallazioni di alcun tipo, senza garantire il rispetto e la tutela della salute umana”.