ANPInews n. 68 – 18/25 marzo 2013 Periodico iscritto al R.O.C. n.6552

 

anpinews

Su iniziativa della Sezione ANPI di Tolentino (MC) e del Comune, si svolgeranno, a partire dal
22 marzo, delle iniziative pubbliche per commemorare il 69° anniversario dell’eccidio di
Montalto (MC), in cui persero la vita, per mano nazifascista, 26 giovani.
Pubblichiamo di seguito il programma della giornata conclusiva, domenica 24 marzo, dove
prenderà la parola il Presidente Nazionale ANPI:
ore 8.00
Una delegazione ANPI deporrà corone di alloro a San Severino Marche, Borgiano, Muccia,
Caldarola, Vestignano e Montalto;
Piazza Libertà, ore 9.00
Raduno e formazione del corteo che si dirigerà verso il Cimitero accompagnato dal Gruppo
Bandistico “Nicola Simonetti” dell’Ass. “Nazareno Gabrielli – Città di Tolentino”;
Famedio dei caduti, ore 9.30
Celebrazione della Santa Messa (in caso di pioggia la Santa Messa sarà celebrata presso la
Basilica di San Nicola);
Piazza della Libertà, ore 10.30 (in caso di pioggia Sala Consiliare)
Deposizione corona alla lapide dei Caduti Saluto del Sindaco di Tolentino – Saluto del
Presidente ANPI di Tolentino – Intervento del Sindaco del Consiglio dei Ragazzi e di un
rappresentante delle Scuole Superiori – Orazione ufficiale di Carlo Smuraglia, Presidente
Nazionale dell’ANPI.
Piazza Libertà, ore 11.40
Partenza in pullman per Montalto con sosta a Caldarola per onoranze al Cippo della Medaglia
d’Argento Aldo Buscalferri.
Ulteriori info su:
http://www.comune.tolentino.mc.it
http://www.anpitolentino.it
http://anpimarche.wordpress.com
3
► Pubblichiamo di seguito il messaggio di cordoglio della Presidenza e della
Segreteria Nazionale ANPI per la scomparsa di Teresa Mattei, Partigiana e
Costituente
Ci ha lasciato Teresa Mattei, partigiana combattente, Costituente, per anni componente
della Presidenza onoraria dell’ANPI.
Un lutto gravissimo per tutti i sinceri democratici e antifascisti: Teresa è stata il simbolo di
una lotta autentica e appassionata per l’uguaglianza nei diritti di tutti i cittadini, senza alcuna
distinzione: proprio l’articolo 3 della Costituzione porta la sua firma.
Una vita di battaglie, la sua, a cominciare dall’esperienza partigiana – fu valorosa
combattente nella formazione garibaldina Fronte della Gioventù con la qualifica di
Comandante di Compagnia – fino all’attività nell’Assemblea Costituente, di cui a 25 anni fu la
più giovane componente, alle battaglie successive per i diritti delle donne, per non
dimenticare il suo impegno nell’educazione dei minori: fu lei a fondare la Lega per i diritti
dei bambini alla comunicazione che promosse in tutto il mondo campagne per la pace e
la non violenza, come anche la Cooperativa di Monte Olimpino, la cui attività era tesa a
far realizzare – in piena autonomia – ai bambini delle scuole elementari e degli istituti per
handicappati, dei documentari e cortometraggi. Alcuni di questi furono ospitati nel 1969 dalla
mostra del Cinema di Venezia.
Il cinema, una passione che l’ha accompagnata per anni. Ma la più grande fu forse quella per
i giovani. La trasmissione della memoria alle nuove generazioni è stata un’altra “battaglia”
che ha segnato buona parte della sua esistenza. Memoria attiva, che guarda al futuro. Ci
piace oggi ricordare e riportare uno dei suoi ultimi messaggi – accorato, pieno di senso di
responsabilità e tenacia morale seppure pronunciato con voce ormai flebile – rivolto ai
giovani dell’ARCI di Mesagne (Brindisi): “Siete la nostra speranza, il nostro futuro. Custodite
gelosamente la Costituzione. Abbiamo bisogno di voi in modo incredibile. Cercate di fare voi
quello che noi non siamo riusciti a fare: un’Italia veramente fondata sulla giustizia e sulla
libertà”.
Porteremo con noi – e non cesseremo mai neanche un giorno di trasmetterla alle ragazze e ai
ragazzi – la forza di queste parole, la loro carica di futuro e di limpido e inossidabile amore
per il Paese.
LA PRESIDENZA E SEGRETERIA NAZIONALE ANPI
Roma, 13 marzo 2013
4
ARGOMENTI
NOTAZIONI DEL PRESIDENTE NAZIONALE ANPI
CARLO SMURAGLIA:
Stiamo vivendo una fase molto complessa e difficile della vita politica, in cui si alternano
momento di preoccupazione e spesso di rabbia a momenti addirittura esaltanti. Vedrò di
esaminare rapidamente gli uni e gli altri, pur essendo costretto ad una relativa brevità per il
numero, appunto, degli eventi da prendere in considerazione.
► E’ motivo di soddisfazione e di speranza che la scelta del nuovo pontefice sia
caduta su un uomo molto più incline ad esaltare la povertà piuttosto che gli
splendori della Chiesa. Così come conforta l’idea che il nuovo Pontefice usi parole
e adotti comportamenti che rappresentano, per tutti, un segnale positivo.
L’elezione del nuovo Pontefice riguarda essenzialmente la Chiesa ed i credenti; ma in qualche
modo finisce per riguardare tutti, soprattutto quanti in questa occasione intravedono segni di
cambiamento e di rinnovamento, sentendo riecheggiare parole ed espressioni che
sembravano dimenticate. In effetti, è motivo di soddisfazione e di speranza che la scelta sia
caduta su un uomo molto più incline ad esaltare la povertà piuttosto che gli splendori della
Chiesa. Così come conforta l’idea che il nuovo Pontefice usi parole e adotti comportamenti
che rappresentano, per tutti, un segnale positivo. La solidarietà, l’attenzione agli umili ed ai
poveri, il richiamo ad un Santo passato alla storia come il “poverello di Assisi” mostrano
un’attenzione importante al malessere, ai disagi sociali, ai drammi di una società in grave
crisi, da cui quale bisogna uscire non solo con una nuova economia e una nuova politica, ma
anche con una nuova etica. Per questo, abbiamo considerato l’avvento di Papa Francesco
come un’indicazione che conforta le attese e le speranze di tutti coloro che aspirano ad una
società più giusta ed equa. Che tali aspirazioni provengano anche dall’autorevole voce del
Papa incoraggia gli sforzi di coloro che si adoperano per il cambiamento e soprattutto
lavorano perché la solidarietà umana prevalga finalmente, sugli egoismi. In questo contesto,
anche noi laici possiamo dare un sincero benvenuto al nuovo Pontefice.
► L’elezione di Laura Boldrini e Pietro Grasso: si tratta di persone, in un certo
modo, nuove per la politica, ma di larga esperienza nel campo della socialità, la
prima, e dell’impegno contro la criminalità organizzata e in favore della legalità, il
secondo. La loro storia personale è di per sé significativa e rappresentativa di una
reale volontà e possibilità di rinnovamento
L’elezione dei due Presidenti della Camera e del Senato, nella persona di Laura Boldrini e
Pietro Grasso, rappresenta un ulteriore motivo di soddisfazione e addirittura di entusiasmo. Si
5
tratta di persone, in un certo modo, nuove per la politica, ma di larga esperienza nel campo
della socialità, la prima, e dell’impegno contro la criminalità organizzata e in favore della
legalità, il secondo. La loro storia personale è di per sé significativa e
rappresentativa di una reale volontà e possibilità di rinnovamento. Le parole che
hanno pronunciato in occasione dell’insediamento sono di ulteriore conforto e
speranza. Il richiamo ai disoccupati, agli esodati, agli imprenditori strangolati dalla crisi, agli
emigranti , agli esclusi, fatto dalla Boldrini, riempie il cuore e suscita nuove speranze. Ancor
di più ci conforta e soddisfa l’auspicio che la Camera diventi la “Casa della buona politica”, e
l’attenzione dedicata agli emigranti, alle donne colpite dalla violenza, agli esclusi, cioè a tutto
un mondo che non è quello dei poteri, dell’arroganza, dell’abuso, della corruzione, ma
piuttosto quello della sofferenza, della correttezza, della trasparenza. Si legge, nelle parole
della Boldrini, l’immagine di un mondo pulito e giusto. E finalmente nell’aula del
Parlamento che un tempo si volle “sorda e grigia” ma poi per troppo tempo è
apparsa dimentica dalla nostra storia nella sua parte migliore, si sente dire che “i
diritti sono stati scritti in Parlamento ma sono stati costruiti liberando gli italiani
dal fascismo”. Parole di grande rilievo e ricche di significato, cui fanno eco quelle
pronunciate da Grasso, nuovo Presidente del Senato, che parla di legalità e di
impegno contro le mafie, e sottolinea la necessità della verità per le tante stragi
impunite che l’Italia ha subìto in questo dopoguerra. Parole che hanno di per sé
un grande significato, ma sono corroborate e irrobustite dalla storia di questi due
Presidenti, che le fa ritenere parole di vita e di impegno e non di semplice rito.
E poi ci si lasci esultare all’idea che una donna venga eletta ad una carica così importante,
nella quale – certo – è stata preceduta da altre due donne, negli anni passati, ma in cui il
cammino femminile verso la parità anche ai vertici sembrava essersi arrestato. Anche questo
fa ben sperare che parole come libertà ed uguaglianza tornino a risplendere, acquistando
concreta effettività, nel firmamento non solo del Parlamento, ma di tutto il Paese.
Non entriamo nel dibattito politico sulla durata di queste cariche e sulle prospettive
istituzionali per il prossimo futuro; e neppure vogliamo andare al di là di una felice presa
d’atto di quella libertà di opinione e di azione che si è manifestata al Senato. Vedremo nei
prossimi giorni e nei prossimi mesi quali saranno i frutti; intanto riempiamoci gli occhi e il
cuore di questa fioritura primaverile.
► Al richiamo di “Libera”, 150.000 mila persone, cittadini e cittadine, in gran
parte giovani, si sono riunite ed hanno sfilato per le vie di Firenze, per ricordare le
vittime della mafia, anzi delle mafie. E’ un fatto estremamente significativo, che ci
mostra un Paese che non vuole arrendersi all’inciviltà, alla barbarie della
criminalità organizzata
Poiché siamo in tema di vicende di alto significato, non posso fare a meno di ricordare che, al
richiamo di “Libera”, 150.000 mila persone, cittadini e cittadine, in gran parte giovani, si
sono riunite ed hanno sfilato per le vie di Firenze, per ricordare le vittime della mafia, anzi
delle mafie. E’ un fatto estremamente significativo, che ci mostra un Paese che non vuole
arrendersi all’inciviltà, alla barbarie della criminalità organizzata e neppure alle offese che il
tempo reca alla memoria. Sono stati letti, a Firenze, novecento nomi di caduti in questa
“guerra” implacabile, che ha colpito e colpisce ancora commercianti, sindacalisti, sacerdoti,
imprenditori, carabinieri, poliziotti, sindaci, magistrati, giornalisti e tante persone comuni,
6
uomini e donne, colpevoli solo di non aver subìto e di aver cercato di reagire, rivendicando il
diritto di essere liberi. C’è ancora in Italia chi non si limita a protestare, ma opera,
partecipa e si impegna per la convivenza civile, per la libertà, per i diritti sanciti
dalla Costituzione.
Ho presenziato anch’io ad una delle manifestazioni preparatorie a Milano, e già
ero stato convinto partecipe di questa voglia complessiva di non arrendersi; la
manifestazione di Firenze e i tanti giovani che vi hanno partecipato mi convincono
ancora di più che se ci sono tanti aspetti negativi nelle vicende che stiamo
vivendo, c’è tuttavia una forte volontà di costruire un mondo nuovo. Una volontà
con cui l’ANPI non può che essere in piena assonanza, perché questo è anche il nostro
intento e il nostro sforzo, per il ricordo dei caduti e delle vittime e per l’orgoglio e l’impegno
di lavorare perché a tutti sia restituita la dignità e la libertà di vivere secondo le regole
elementari della correttezza e dell’equità e nel reale rispetto dei valori fondanti del nostro
sistema costituzionale.
► Grande attenzione, approfondimento, ma anche passione al Convegno
dell’ANPI Nazionale del 16 marzo a Milano. Ed è questo il segno più importante,
così come il fatto che il pubblico non fosse solo femminile ma registrasse anche la
presenza di molti uomini: a riprova del fatto che la battaglia per la libertà,
uguaglianza e parità non è riservata al genere femminile, ma impegna, nello
stesso modo, tutti, indipendentemente dal sesso
Anche se, in questo caso, si tratta di un fatto almeno in parte di minore rilievo rispetto ai
precedenti di cui ho parlato, voglio dedicare qualche parola alla magnifica riuscita del
Convegno Nazionale promosso dall’ANPI e organizzato dal coordinamento donne dell’ANPI. Il
Convegno si è svolto a Milano, nella bella cornice del Salone degli Alessi a Palazzo Marino,
nella giornata di sabato 9, con relatori illustri (Menapace, Lunadei, Gagliani, Mantegazza), un
intervento del Presidente Nazionale dell’ANPI e le splendide conclusioni di Marisa Ombra. La
sala era piena di un pubblico strabocchevole. E tale è stato per l’intera giornata. Al mattino
c’erano anche molti giovani, ragazze e ragazzi, studenti, che hanno partecipato con estrema
attenzione anche se costretti a sedere per terra perché non c’erano più posti e hanno
proposto anche interessanti ed intelligenti domande dopo le prime relazioni. Il tema era “La
violenza e il coraggio” (donne, fascismo, antifascismo, Resistenza, ieri ed oggi). Si
voleva esplorare quale sia stato il comportamento e l’ideologia del fascismo nei
confronti delle donne, come esse abbiano reagito e quanto di quelle ideologie e
della resistenza femminile sia riuscito a superare la soglia del tempo, restando
presente e vivo anche ai giorni d’oggi.
Si è discusso, dunque, non solo di memoria e di comportamenti passati, ma anche
di ciò che accade nel presente, di quanti pregiudizi restano in piedi contro le
donne e quanto ancora sopravvive delle peggiori concezioni proprietarie, in casa e
fuori, da parte degli uomini. Lo si è fatto con attenzione e approfondimento, ma
anche con passione. Ed è questo il segno più importante, così come il fatto che il
pubblico non fosse solo femminile ma registrasse anche la presenza di molti
uomini: a riprova del fatto che la battaglia per la libertà, uguaglianza e parità non
è riservata al genere femminile, ma impegna, nello stesso modo, tutti,
7
indipendentemente dal sesso: per la semplice ragione che si tratta di una
battaglia di civiltà.
Rimarchevole anche il fatto che i partecipanti fossero non solo milanesi ma provenienti da
molte parti d’Italia, alcune perfino dalla Calabria e dalla Sicilia: un fatto di rilevante entità,
che rivela attenzione e volontà di partecipazione e di approfondimento.
A tutti quelli che hanno partecipato, talvolta con particolare e personale sacrificio, va
doverosamente rivolto un ringraziamento sincero. Così come un forte ringraziamento va
rivolto ai relatori e a tutti coloro che hanno contribuito con letture, grafici, audiovisivi a
determinare una cornice significativa per l’intero evento; alle compagne e amiche del
Coordinamento donne dell’ANPI, che hanno materialmente e con fatica organizzato, con
estrema cura, il Convegno e tutti gli aspetti logistici e comunicativi, col contributo saliente
anche dell’Ufficio stampa nazionale dell’ANPI; alla Segreteria dell’ANPI milanese, il cui
apporto è stato determinante per garantire presenza e successo all’iniziativa. Alla fine è “il
gioco di squadra“ che vince sempre; anche se, purtroppo, ancora una volta si deve
riscontrare la scarsissima volontà di parteciparvi da parte degli organi di comunicazione e di
informazione, che palesemente hanno sottovalutato la rilevanza della discussione e del
Convegno stesso, imperniato su temi che riguardano non tanto e solo la memoria, ma anche
e soprattutto il presente. Anche su questo dovremo fare una riflessione attenta, perché il
fenomeno si ripete ed è incredibile che in questo Paese si tardi ancora a comprendere che il
progresso complessivo è dovuto soprattutto alla composizione di tanti fatti concomitanti, di
tanti eventi, insomma di tanta partecipazione, della quale è opportuno ed utile che sia dato
conto.
► Avevo parlato la settimana scorsa degli sforzi del “Cavaliere”, per evitare i
processi. Adesso, alle malattie più o meno consistenti ed agli impegni politici
addotti per ottenere rinvii dei processi, si è aggiunta una nuova pagina, davvero
poco esaltante: la richiesta di trasferimento dei processi ad altra sede (Brescia)
per “legittimo sospetto”
Poiché non mancano mai gli aspetti negativi, debbo soffermarmi, sia pure brevemente, su
almeno due fatti che in questi giorni ci hanno colpito, e tutti negativamente. Avevo parlato la
settimana scorsa degli sforzi del “Cavaliere”, per evitare i processi. Adesso, alle malattie più o
meno consistenti ed agli impegni politici addotti per ottenere rinvii dei processi, si è aggiunta
una nuova pagina, davvero poco esaltante: la richiesta di trasferimento dei processi ad altra
sede (Brescia) per “legittimo sospetto”. La legge prevede che tale richiesta (che se accolta,
comporterebbe il rischio di ricominciare tutto daccapo) possa essere avanzata quando “gravi
situazioni locali” possano turbare lo svolgimento dei processi, pregiudicando la libera
determinazione e determinando eventualmente motivi di “legittimo sospetto”. Ora, di gravi
situazioni locali non se ne sono viste davvero, a Milano, fatta eccezione per la eversiva
manifestazione dei parlamentari del PDL, davanti e dentro il Palazzo di Giustizia. Ma di questo
avvenimento non si parla, nella richiesta di rimessione, per la ovvia ragione che ne sono stati
protagonisti gli stessi che, in definitiva hanno proposto, sempre a nome e per conto del
“Cavaliere” la richiesta di trasferimento dei processi. Per il resto, non c’è stata altro che
qualche legittima critica, del resto formulata e formulabile in qualunque parte di Italia,
riguardo a ciò che stava avvenendo al palazzo di giustizia di Milano, in cui lo sforzo degli
imputati e dei loro sostenitori non era quello di difendersi nel processo ma quello di
8
difendersi dal processo, dunque dalla stessa giustizia. E allora resta la tesi del “legittimo
sospetto” che i Magistrati di Milano non siano imparziali. E perché mai? E perché tutti, visto
che ormai non si tratta più solo dei Pubblici Ministeri ma dei Giudici del Tribunale anche in
diversa composizione dei Collegi e dei Magistrati della Corte d’Appello di Milano? Tutti toghe
rosse? “Ma va là”, direbbe uno dei difensori di Berlusconi, noto per questo tipo di
esclamazioni. Ma chi può credere davvero a queste tesi? E perché ci si dovrebbe
scandalizzare perché di fronte a una ininterrotta serie di richieste di rinvio per mille diverse
ragioni, quando si è addotta una malattia, i giudici hanno disposto la “visita fiscale”, come si
fa con qualunque cittadino? Siamo sempre allo stesso punto: alla pretesa di
Berlusconi di essere diverso dagli altri, di avere una sua giustizia, che non lo
disturbi, che rispetti i suoi tempi e le sue occupazioni. Una pretesa assurda, che
chiaramente viola di per sé il principio di uguaglianza, oltreché la logica più
elementare. E tuttavia, forse Berlusconi qualcosa otterrà ancora una volta: magari la
possibilità di guadagnare quel mese che gli preme di salvare, per poi ritrovarsi ,dopo un po’,
con tutti i suoi processi da definire, salvo a lamentarsi del loro accumulo. Ma quanto potrà
ancora durare tutto questo? Ce lo chiediamo in tanti, nella speranza che una buona volta
riescano a prevalere il buon senso e la ragione, e soprattutto la giustizia.
► Alla scuola di fanteria di Cesano è stato chiamato a svolgere una lezione un
personaggio come Mario Merlino, noto per i suoi trascorsi (e non solo) fascisti,
amico di Delle Chiaie e di Erich Priebke ed oggi legato ai principali leader del
l’estremismo nero italiano. Si è trattato di una scelta vergognosa
Alla scuola di fanteria di Cesano è stato chiamato a svolgere una lezione un personaggio
come Mario Merlino, noto per i suoi trascorsi (e non solo) fascisti, amico di Delle Chiaie e di
Erich Priebke ed oggi legato ai principali leader del l’estremismo nero italiano. Si è trattato di
una scelta vergognosa; e a quanto narrano giornali insospettabili come il Messaggero, lo
svolgimento della “lezione” è stato ancora peggiore: della stessa idea; alla “manifestazione”
ha preso parte anche una ex appartenente al servizio ausiliario femminile della Repubblica
sociale italiana, ci sono stati momenti di esaltazione, il dono di un mazzo di fiori e così via.
Insomma, una manifestazione fascista in una scuola militare! E’ davvero il colmo.
E’ vero che lo Stato Maggiore dell’esercito, chiamato in causa da interpellanze parlamentari,
si è impegnato ad un approfondimento della vicenda, ha negato l’esistenza di qualsiasi forma
di revisionismo storico e si è dichiaro disponibile ad ospitare manifestazioni e convegni di
taglio completamente diverso. Ne prendiamo volentieri atto, ma il fatto resta ed è gravissimo,
perché rivelatore di inclinazioni assai pericolose anche all’interno delle Forze Armate e in
particolare in chi ha consentito una simile manifestazione. L’ANPI Provinciale di Roma ha
preso una netta, chiara e tempestiva posizione, con ripetuti interventi e
comunicati sulla vicenda. Ora resta da vigilare perché gli impegni assunti dallo
Stato maggiore dell’esercito vengano mantenuti e non accada che tutto finisca (anche
le promesse) nell’oblio, come spesso avviene, disgraziatamente, in questo Paese.
‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐
Per comunicazioni e informazioni scrivere a:
ufficiostampa@anpi.it
L’ANPI è anche su:
http://www.anpi.it/facebookhttp://www.anpi.it/twitter

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: