Catania balla contro la violenza sulle donne

No Muos: i pacifisti bloccano i militari Usa da: zenzero quotidiano

Scritto da Patrizia Maltese

No Muos: i pacifisti bloccano i militari Usa Nuova manifestazione oggi a Niscemi, degli attivisti NoMuos che da mesi presidiano la base americana di contrada Ulmo dove viene installato il micidiale sistema di guerra statunitense.
I militanti pacifisti questa mattina hanno bloccato i cancelli nei tre ingressi dell’area militare per impedire l’accesso degli operai addetti alla costruzione del sistema satellitare di telecomunicazioni ad altissima frequenza e hanno fermato anche otto militari statunitensi, che sono stati invitati a tornare indietro.
Fra i manifestanti c’era anche un nutrito gruppo di mamme “No Muos”.
La decisione dei blocchi era stata adottata ieri sera, nel corso di una assemblea del movimento che ha sollevato sospetti sulla reale volontà della Regione di bloccare i lavori di costruzione dell’impianto.
Il sospetto è infatti che l’annuncio del presidente della Regione, Rosario Crocetta, di procedere alla revoca delle autorizzazioni e l’atteggiamento di chiusura delle autorità militari statunitensi, che ieri non hanno consentito a un funzionario regionale di entrare nella base di Sigonella per notificare alle autorità Usa l’avvio della procedura per la revoca delle autorizzazioni, siano frutto di una strategia concordata per calmare gli animi dei dimostranti, mentre in realtà i lavori di costruzione del Muos vanno avanti.
E proprio il rifiuto della notifica da parte dei responsabili della base Nato è stato definito “un atto arbitrario quanto inquietante” dal presidente della Commissione Sanità all’Ars, Pippo Digiacomo, che nelle scorse settimane, si era fatto promotore di un’iniziativa per analizzare le ricadute sulla salute pubblica della costruzione del radar militare di Niscemi: “Rifiutare una comunicazione ufficiale della Regione – ha detto Digiacomo – è un inammissibile atto di disconoscimento di un organo ufficiale che peraltro rafforza la convinzione che tutta la vicenda nasconda la reale pericolosità delle strumentazioni in via di realizzazione”.
Da parte loro, le autorità militari americane hanno motivato il loro gesto con un presunto “rispetto di ruoli, compiti e gerarchie”: secondo loro infatti “la notifica dovrebbe essere effettuata al consolato statunitense di Napoli”

Elezioni 2013 SOLO VOLTI E VOCI MASCHILI: ANCORA? da: udi catania

 

Assistiamo preoccupate e sconcertate a questa campagna elettorale che con i suoi toni e i suoi contenuti sembra non tenere conto della maturità e responsabilità civica di tante cittadine e cittadini che si aspettano risposte adeguate alle difficoltà del presente e chiedono soluzioni realistiche con parole di verità: la verità dei fatti che, come sappiamo, hanno a che fare col quotidiano. Quei fatti ci parlano sì di risanare i conti, ma anche di individuare le priorità evitando di aumentare le disuguaglianze tra chi ha troppo e chi troppo poco. Ci mostrano ogni giorno l’assenza di etica pubblica e lo spreco di risorse per arricchimenti personali sempre più spregiudicati.

Ma ci dicono innanzitutto della mancanza di lavoro, in primo luogo per donne e giovani, ragazze e ragazzi; evidenziano una concezione totalizzante e disumana del lavoro che si è affermata negli ultimi decenni  della globalizzazione che col suo precariato diffuso contamina il presente e taglia possibili progetti di vita, rendendo il generare sempre più impossibile: è il futuro di tante/i che in questo modo rischia di venire ucciso.

Ci parlano della necessità di servizi essenziali efficienti e sufficienti (asili nido, scuole, consultori, case di accoglienza e centri antiviolenza, ospedali …).

Pongono l’urgenza di un modello di sviluppo che va rivisto alla radice, nel rispetto di tutti  gli esseri umani e dell’ambiente.

Inoltre quei fatti mettono drammaticamente davanti ai nostri occhi  la difficoltà di costruire relazioni sane, rispettose, tra donne e uomini: continua infatti la violenza maschile sulle donne, una violenza diffusa, che arriva fino al femminicidio, con atteggiamenti di colpevole complicità da parte di molti, informazione inclusa, il silenzio della politica e lo stato assente.

 

Noi vogliamo uno stato “materno”

 

capace cioè di prendersi cura soprattutto di chi è più debole, più sfortunato, più discriminato, ma che sappia anche valorizzare questo paese con le sue storie, competenze, passioni civili senza escludere nessuna/o.

Dopo tanti anni di dibattito promosso nel nostro Paese dalle donne e dai loro movimenti sulla democrazia paritaria, sull’incompiutezza del nostro tessuto democratico a motivo della scarsa presenza delle donne là dove si decide e dell’insignificanza politica dei loro saperi, ascoltiamo molte promesse e poche proposte che ci riguardano.

 

Questa campagna elettorale parla ancora una volta con voce e volti maschili,

soprattutto in televisione soprattutto sui media.

 

Forse è per questo che i nostri bisogni e le nostre idee, i nostri contenuti sono completamente assenti nel dibattito elettorale.

Questa assenza è la testimonianza della distanza che ancora esiste tra le donne, la loro vita, i loro problemi e la politica istituzionale. Ancora?    Sì, purtroppo ancora!

 

Noi dell’ UDI denunciamo tutto questo con forza. Lo denunciamo come un impoverimento
della politica, un danno per la democrazia. Un rischio per tutte e tutti